Cessione quote di SSDRL – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20937
In una SSDRL composta da due soci al 50% cad. a seguito di una disputa di natura personale, sono addivenuti all'intesa decisione che uno uscisse dalla compagine sociale. A tal fine si è provveduto a una cessione di quote all'altro socio, così che la SSDRL risulta essere unipersonale. Detto evento ha ripercussioni sull'applicazione del trattamento fiscale di cui alla Legge 398? In caso di risposta affermativa, da quando è possibile riprendere ad applicare detto regime di tassazione agevolato?
LAVORO ACCESSORIO – INPS CHIARISCE IL DUBBIO SULL’INQUADRAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI E SOCIETA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE
Il Jobs Act non ha lasciato indenne da modifiche neppure il lavoro accessorio. Il d.lgs 81/2015 agli artt. 48-50 interviene, pur non modificandone la sostanza, sulle disposizioni alle prestazioni di lavoro accessorio così come regolamentate dagli artt. da 70 a 73 del d.lgs 276/2003 (Legge Biagi) oggi abrogate e sostituite appunto dal predetto d.lgs 81/2015
Principio di redazione del rendiconto per a.s.d. in regime L. 398/91 – Risposta al...
Si chiede se la Legge 398/91 preveda come obbligatorio l'utilizzo del principio di cassa nella redazione del rendiconto annuale oppure come mera facoltà rispetto al principio di competenza economica. Inoltre si vuole chiedere se l'Iva forfettariamente detratta e rimasta all'a.s.d. sia da considerarsi provento o meno (e quindi concorra alla formazione del plafond di Euro 250.000)
Co.Co.Co amministrative gestionali – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18937
Con riferimento ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche si chiede se tali collaborazioni, rientranti dal punto di vista fiscale nel regime dell'art. 67 del T.U.I.R., dal punto di vista previdenziale siano tenute alla iscrizione alla gestione separata INPS con conseguente versamento di contributi in misura pari al 27,72% (qualora privi di altra forma previdenziale) oltre alle prescrizioni relative alla comunicazione preventiva al centro per l'impiego e all'istituzione del libro unico.
C.T.R. Veneto, sez. XXIV n. 1826/15 del 2/12/2015: ancora una volta la giustizia tributaria...
La scarsa partecipazione alle assemblee, la scarsa o insufficiente conoscenza degli statuti, la modalità di esercizio della pratica sportiva svolta anche a fronte di pagamenti per utilizzo di strumenti o per percorsi personalizzati, non sono elementi idonei ad inficiare la natura associativa di un’A.S.D. regolarmente costituita e riconosciuta a fini sportivi; ne consegue che l’Agenzia delle Entrate non può fondare la pretesa natura commerciale dell’ente su tali presupposti e negare applicazione dell’art. 148 TUIR. In ogni caso l’eventuale svolgimento di attività commerciale da parte dell’ente associativo sportivo dilettantistico non potrebbe comportare la perdita della qualifica di ente non commerciale stante il disposto dell’art. 149 TUIR .
Dalla C.T.R. del Veneto un nuovo riconoscimento alla pratica del fitness
Sulla premessa che il fitness è un’attività sportiva a tutti gli effetti - in quanto riconosciuta dal CONI, unico ente certificatore - e considerato che la scarsa partecipazione alle assemblee e la pratica di tariffe differenziate non consentono di riqualificare l’attività istituzionale in commerciale, la C.T.R. Veneto, sez. XXIV con sentenza n. 1708 depositata l'11/11/2015, annulla gli avvisi di accertamento emessi a carico di un’associazione sportiva dilettantistica operante nel settore del fitness, in riforma della sentenza di primo grado che invece aveva ritenute legittime le valutazioni dell’agenzia delle entrate.
Dalla C.T.R. di Aosta un chiaro (e condivisibile) monito agli accertatori fiscali: la constatazione...
La verifica dell’effettiva democraticità, presupposto indispensabile per poter fruire delle agevolazioni, non può avvenire solo sulla base di “indizi o circostanze”, ma deve essere effettuata in modo adeguatamente approfondito.
I DIRITTI DI IMMAGINE SPORTIVA: APPROFONDIMENTI FISCALI
Il presente scritto prende le mosse da precedenti approfondimenti sul tema (*) e si occuperà di riprendere alcuni tratti del quadro normativo per poi analizzare nello specifico alcuni aspetti operativi relativi alla fiscalità dei diritti d’immagine.
IMU: la recente sentenza emessa dalla C.T.R. Liguria, n. 894/1/2015
Una serie di quesiti pervenuti dai nostri lettori offre lo spunto per ripercorrere i requisiti fondanti dell’esenzione ICI (prima) e IMU (dopo), alla luce di una recente sentenza emessa dalla C.T.R. Liguria, n. 894/1/2015.
TRATTAMENTO GIURIDICO-ECONOMICO PER COLLABORATORI ASD – Risposta al Quesito dell’Utente n. 3961
Vengono richieste alcune informazioni in merito al pagamento di piccoli compensi per lavori di pulizia spogliatoi e manutenzione campo da gioco e/o prestazione di segreteria erogati da una ASD, in particolare se tali compensi possano rientrare nell'esonero da tassazione fino ad € 7.500,00 previsto dall'art. 67, comma 1, lett. M, Tuir. In questo caso, se sono da considerare prestazioni co.co.co. amministrativo-gestionali, bisogna presentare comunque la comunicazione preventiva al centro impiego e adempimenti del libro unico e aprire la posizione Inail? E' necessario anche attivarsi per tutte le norme di sicurezza? O, forse in alternativa si può attivare la procedura dei voucher? Qual è il trattamento previdenziale per un compenso ad un allenatore che supera la soglia di € 7,500? Fermo restando l'obbligo della ritenuta a titolo d'imposta per la parte eccedente i 7,500,00 non è chiaro il trattamento previdenziale Inps o Enpals e adempimenti conseguenti.







