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Giurisprudenza

Ai fini del limite dei 400.000 euro valgono solo i corrispettivi incassati

Finalmente dalla Cassazione la parola fine al “criterio di cassa allargato”, da sempre sostenuto dall’Agenzia delle Entrate, da sempre criticato da tutti commentatori. E non dice solo quello…

Rifiuto di consegna della tessera e esclusione dalla vita sociale – Commento a Trib....

È legittimo il comportamento dell’associazione che si rifiuti di consegnare la tessera al socio in sede di rinnovo? Ed è legittimo escludere il socio dall’assemblea perché privo della tessera? Due sentenze del Tribunale di Treviso - n. 475/22 del 4/3/22 e n. 750/22 del 4/5/2022 - rispondendo negativamente a entrambi i quesiti, affrontano questioni civilistiche di un certo interesse in tema di rapporto associativo, tesseramento ed esclusione degli associati, che costituiscono validi punti di riferimento per l’interpretazione delle clausole statutarie, spesso non troppo chiare

Quella gestita da una a.s.d. non è un’azienda? (Commento a C. App. Brescia 266/2022)

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Nella sentenza 266/2022 della Corte d’Appello di Brescia una questione spesso trascurata e soprattutto una affermazione che non possiamo certo condividere

Proroga delle concessioni per gli impianti sportivi: il TAR Veneto fa chiarezza

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (sentenza n. 447 del 17.3.2022) interviene sul regime della proroga delle concessioni di impianti sportivi previsto dalla legislazione emergenziale con una pronuncia interessante e indubbiamente di stretta attualità, che offre lo spunto per analizzare il perimetro di applicazione delle disposizioni speciali, più e meno recenti

Cariche incompatibili nelle a.s.d e s.s.d.: un aspetto da non sottovalutare

Tra le tante disposizioni che disciplinano il settore sportivo dilettantistico, la meno analizzata è forse quella sul regime delle incompatibilità degli amministratori. La previsione si è spesso considerata di natura formale e priva di sanzione, ma una recente sentenza della Corte di Cassazione penale (Cass. n. 46189/21) - che dalla violazione di tale divieto ha fatto discendere la perdita delle agevolazioni fiscali - offre lo spunto per alcune ulteriori considerazioni

La Cassazione frena sui compensi sportivi e “anticipa” la riforma – Parte seconda

Proseguiamo l’analisi delle numerose pronunce, di notevole impatto per l’inquadramento dei collaboratori sportivi, depositate dalla Corte di Cassazione alla fine del mese di dicembre 2021 e nel mese di gennaio 2022. In questa seconda parte esaminiamo le argomentazioni svolte dalla Suprema corte a sostegno delle nuove decisioni in commento.

La Cassazione frena sui compensi sportivi e “anticipa” la riforma – Parte prima

Nell’ultima stagione sportiva prima dell’avvento della riforma sul lavoro sportivo – la cui applicazione decorre dal 1 gennaio 2023 – la Corte di Cassazione, con una serie di decisioni depositate alla fine di dicembre 2021 e nel mese di gennaio (l’ultima due giorni fa), interviene a definire l’ambito di applicazione della norma sui compensi sportivi e, anticipando di fatto i principi contenuti nella novella legislativa, precisa che l’agevolazione si riferisce soltanto alle prestazioni non lavorative.
In questa prima parte ci occupiamo in particolare del contesto normativo e dell’evoluzione giurisprudenziale di riferimento

La Cassazione “anticipa” la riforma dello sport nella definizione di attività sportiva

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La Cassazione, con la sentenza n. 30008 del 26 ottobre 2021, definisce il concetto di sport e di ente senza scopo di lucro sulla base della normativa e della giurisprudenza comunitaria, e chiarisce la necessità del riconoscimento sportivo ai fini della fruizione delle agevolazioni previste dalla legge 398/1991.

La perdita della qualifica di ente non commerciale per le a.s.d. (Nota a Cass....

La sentenza che si annota (Cassazione civ., Sez. V, Sent., 14/01/2021, n. 526) riguarda un istituto religioso, qualificato come ente ecclesiastico civilmente riconosciuto, ma è di sicuro interesse e di notevole impatto anche per le associazioni sportive dilettantistiche, accomunate agli enti ecclesiastici nell’agevolazione riconosciuta dall’art.149, comma 4, T.U.I.R. sulla perdita della qualifica di ente non commerciale. La tesi seguita dai giudici di legittimità può destare forti preoccupazioni soprattutto per i sodalizi sportivi che si finanziano grazie agli sponsor: corrono il rischio di perdere la qualifica di ente non commerciale se i ricavi da sponsorizzazione sono prevalenti?

Associazioni Sportive Dilettantistiche e perdita della qualifica di Ente Non Commerciale – Commento a...

La Suprema Corte ha affermato un importante principio di diritto, chiarendo che, con riguardo alle Associazioni Sportive Dilettantistiche, si deve sempre distinguere tra qualità dell'ente e qualificazione delle attività poste in essere, ai fini fiscali, in commerciali o non commerciali.

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La riforma dello sport è definitiva

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