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Le nuove frontiere della responsabilità dei dirigenti sportivi: il Responsabile safeguarding...

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Dopo avere esaminato, nella prima parte, il ruolo del MOG quale strumento di prevenzione degli abusi e di tutela dei sodalizi sportivi, questo secondo contributo approfondisce la figura del Responsabile safeguarding, i requisiti richiesti per la nomina, i suoi compiti e le responsabilità derivanti da una scelta o da una gestione inadeguata. L'analisi è completata dall'esame delle prime pronunce della giustizia sportiva, che delineano sempre più chiaramente i doveri gravanti su presidenti e dirigenti di ASD e SSD

Le nuove frontiere della responsabilità dei dirigenti sportivi: il Responsabile safeguarding e le decisioni federali

Dopo avere esaminato, nella prima parte, il ruolo del MOG quale strumento di prevenzione degli abusi e di tutela dei sodalizi sportivi, questo secondo contributo approfondisce la figura del Responsabile safeguarding, i requisiti richiesti per la nomina, i suoi compiti e le responsabilità derivanti da una scelta o da una gestione inadeguata. L'analisi è completata dall'esame delle prime pronunce della giustizia sportiva, che delineano sempre più chiaramente i doveri gravanti su presidenti e dirigenti di ASD e SSD

Le nuove frontiere della responsabilità dei dirigenti sportivi: il MOG e le safeguarding policies

La riforma dello sport ha profondamente ampliato gli obblighi organizzativi posti a carico di ASD e SSD, facendo emergere nuove ipotesi di responsabilità per presidenti, dirigenti, tecnici e responsabili safeguarding. Il presente approfondimento analizza gli strumenti di prevenzione introdotti dalla normativa e le prime decisioni della giustizia sportiva che ne stanno delineando l'applicazione concreta. Per ragioni di completezza e di agevole lettura, il contributo è pubblicato in due parti: la prima dedicata al ruolo del MOG e delle safeguarding policies, la seconda alla figura del Responsabile safeguarding e ai profili di responsabilità dei dirigenti

Soci, associati e tesserati nelle ASD: le parole sono importanti

Un articolato quesito giunto in redazione offre l’occasione per riprendere un tema complesso che genera molti dubbi e incertezze nella gestione dei rapporti con i praticanti l’attività sportiva. Rinviando per ogni ulteriore approfondimento ai numerosi contributi pubblicati su questa Rivista proviamo a stilare una sorta di vademecum per il corretto inquadramento della figura del socio e del tesserato, partendo dal presupposto che in un’associazione sportiva dilettantistica si possono individuare di regola - e fatte salve diverse prescrizioni regolamentari da parte degli organismi affilianti - almeno tre categorie di partecipanti: i soci tesserati, i soci non tesserati, i tesserati non soci

Esenzione IVA dei corsi di nuoto: profili critici dell’Ordinanza Cassazione n. 20063/2026

L'Ordinanza 20063/2026 sull'esenzione IVA per le scuole di nuoto: di cosa si doveva occupare, di cosa si è occupata e… poteva farlo? No, non doveva e non poteva: il secondo comma dell'art. 36-bis non si tocca (se non dal legislatore)!

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Le più importanti scadenze fiscali entro il 31 luglio 2026

Di seguito gli adempimenti più importanti con scadenza entro il 31 luglio 2026. Altre scadenze sul sito dell'Agenzia delle Entrate: in particolare per le associazioni senza Partita IVA (categoria G) e per le associazioni con Partita IVA (categoria E)

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