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Lavoro e previdenza

INAIL per co.co.co. sportivi e limiti di compenso

Un interessante quesito giunto in redazione ci dà l'occasione di approfondire le questioni legate alla comunicazione preventiva al Centro per l'Impiego e agli obblighi assicurativi nel caso di co.co.co. sportivi

“Salvacalcio” e rateizzazione dei debiti erariali

Passata la scadenza del 29 dicembre 2022 vediamo le criticità rimaste aperte

Lavoro sportivo e “quota 100”: divieto di cumulo anche per i compensi inferiori a...

Il cambio di paradigma introdotto con la riforma del lavoro sportivo a opera del d.lgs. n.36/21, che prevede il totale superamento del sistema dei compensi sportivi dilettantistici e qualifica sempre come lavoratore colui che opera a titolo oneroso, comporta una serie di conseguenze a cascata anche in ordine all’applicazione di specifiche discipline, come ad esempio la c.d. “quota 100”.

Sportivi senza prestazioni occasionali

Nel nuovo quadro della riforma del lavoro sportivo alla luce del decreto legislativo correttivo n. 163/22 che ha integrato e modificato il d.lgs. n. 36/21 non trovano spazio le prestazioni occasionali e pertanto a partire dal 1.01.2023 – o dalla ulteriore data di differimento della riforma, totale o parziale, che è allo studio del Governo – l’inquadramento dei lavoratori sportivi con applicazione della disciplina fiscale e contributiva differenziata non sembra potersi applicare al lavoro occasionale. Vediamo perché

Il dipendente della pubblica amministrazione e il lavoro sportivo

Il correttivo al d. lgs. 36/2021 integra le poche righe dedicate dall’ ex art.25 ai lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche che prestano la propria attività anche in ambito di società e associazioni sportive dilettantistiche, intervenendo in particolare con l’eliminazione del disposto che stabiliva, a detti soggetti, l’applicazione del regime retributivo previsto per le prestazioni sportive amatoriali regolamentate ex art.29 e ora abrogate. Analizziamo le disposizioni attuali

Oneri contributivi e fiscali per le collaborazioni coordinate e continuative di carattere amministrativo gestionale

Con l’intervento che segue procediamo nell’analisi delle modifiche relative agli aspetti contributivi e fiscali introdotte con il c.d. “correttivo” alla Riforma dello Sport

Oneri fiscali e contributi per le collaborazioni coordinate e continuative e professionisti

Il contributo che segue intende approfondire - con tabelle ed esempi - gli aspetti previdenziali e fiscali dei compensi erogati per il lavoro sportivo nell’ambito del dilettantismo

Il lavoratore sportivo con partita IVA

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L’art. 25 del d. lgs 36 indica che l’attività di lavoro sportivo "può costituire oggetto di un rapporto di lavoro subordinato o di un rapporto di lavoro autonomo". Quando si parla di lavoro autonomo ci si riferisce, oltre che alla collaborazione coordinata e continuativa, a coloro che avendo aperto la partita IVA svolgono l’attività sportiva ai sensi dell’art. 53 comma 1 del T.U.I.R. - che considera reddito da lavoro autonomo quello che deriva “dall’esercizio di arti e professioni ovvero l’esercizio abituale, anche se non esclusivo, di un’attività diversa da quelle di impresa”

Figura e inquadramento del lavoratore sportivo

In questo contributo analizzeremo il nuovo concetto di lavoratore sportivo - che delimita l’ambito di applicazione della legislazione speciale in materia di lavoro sportivo - e le tipologie contrattuali, con particolare attenzione alla fattispecie del lavoro autonomo nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, quale naturale modello di riferimento che si adatta a molte situazioni di fatto largamente  diffuse nel settore

Gli effetti del “decreto trasparenza” sulle collaborazioni sportive

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Si ampliano i diritti dei lavoratori ad essere informati sugli elementi essenziali del rapporto di lavoro, sulle condizioni lavorative e sulla relativa tutela

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Riforma dello sport e modifica statuti: ancora chiarimenti

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Nello statuto di una a.s.d. che si occupa prevalentemente di danza sportiva manca il riferimento alla didattica, sebbene vi sia l'indicazione di attività di "formazione, corsi propedeutici e di educazione nelle arti performative". Alla luce del recente articolo dell'avv. Barbara Agostinis in tema di riforma dello sport e necessità di adeguare gli statuti delle a.s.d., si chiede se la citazione sopra virgolettata possa essere intesa come attività didattica o se invece sia consigliabile modificare lo statuto ed esplicitare "attività didattica". Grazie
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