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Le risposte ai quesiti

Obblighi assicurativi per i collaboratori amministrativo-gestionali

Si chiede di chiarire l'obbligo assicurativo verso i collaboratori diversi dagli istruttori tecnici i quali beneficiano di una tutela sanitaria divenuta obbligatoria per effetto delle disposizioni del d.p.c.m. 03/11/2010

Compensi sportivi all’arbitro di gara

Il consiglio direttivo di una a.s.d. affiliata alla Federazione Italiana Gioco Bridge, preso atto che i tornei necessitano di un arbitro per il loro svolgimento, deve decidere se assegnare all'arbitro di gara un compenso come collaboratore sportivo attraverso una lettera di incarico come previsto dalla normativa. Tuttavia vi è il dubbio che il compenso dato con questa modalità potrebbe essere contestato qualora fosse il reddito prevalente o, addirittura, l'unico del beneficiario. La richiesta di chiarimenti presso alcuni consulenti ha portato a pareri tra loro discordanti, mentre in rete girano dei facsimile di lettere di incarico, e alcuni menzionano la clausola che non deve essere l'unico reddito o il prevalente, e altri moduli non ne fanno cenno. Si chiede un parere chiarificatore su questo punto per non incorrere in possibili problemi.

Presentazione Mod. UNICO per a.s.d. in liquidazione

Volendo cessare l'attività una as.d. ha dovuto seguire la previsione dello statuto e iniziare la fase di liquidazione con nomina del liquidatore. In data 17/06/2019 è stata presentata variazione IVA con la nomina del liquidatore e la liquidazione (poiché solo una formalità necessaria da statuto) è stata chiusa il 31/08/2019. Al momento di inviare la dichiarazione modello Unico ENC per il 2019 (con dati a zero poiché nel corso del 2019 ha svolto solo attività istituzionale) è sorto il dubbio che si sarebbero comunque dovute rispettare le norme previste per l'invio delle dichiarazioni nel caso di liquidazione, e pertanto...

Ripartizioni dei costi di una a.s.d. per la determinazione dell’imponibile ai fini Iva e...

In fase di accertamento l'Agenzia delle Entrate ha proceduto a un calcolo proporzionale tra gli introiti commerciali e quelli totali - sia a fini delle imposte sui redditi che ai fini IVA - diverso da quello proposto nel quesito giunto in Redazione. Quale metodo può essere ritenuto corretto?

Corrispettivi telematici: i soggetti in “regime 398” sono esonerati?

Una s.s.d. a r.l. in regime di 398 - che svolge prevalentemente attività istituzionale verso i tesserati e solo marginalmente attività commerciale per eventuali non tesserati o partecipanti occasionali, o attività sportive non rientranti nella tabella Coni - fino al 2020 rilasciava ricevute fiscali e registrava tutto in contabilità ordinaria, separatamente, versando l'IVA dovuta. Considerando che non ha l'obbligo di emettere corrispettivi in quanto non supera le soglie previste, e non essendo più possibile reperire i blocchetti di ricevute fiscali, dal 2021 come dovrà regolarsi? In pratica all'utente dovrà essere rilasciato qualcosa?

Le delibere sulle quote associative e sulle quote di frequenza

Si chiede se nel verbale del Consiglio direttivo, oltre a deliberare la quota associativa annuale, sia anche obbligatorio deliberare e stabilire le quote e i contributi mensili per le attività sociali svolte dai soci. Il dubbio nasce dal fatto che queste ultime possono variare in base alla frequentazione e allo svolgimento dell'attività sociale che, diversamente dalla quota sociale che è uguale per tutti, possono essere differenti per ciascun socio.

Riforma dello Sport: perché non si parla di compensi per il CD?

Relativamente alla Riforma dello Sport di cui tanto si parla in queste settimane, è stato chiesto alla Redazione come mai nessuno prenda in considerazione rimborsi o compensi per i componenti dei Consigli Direttivi, che svolgono un "lavoro" continuo, delicato e molto importante all'interno delle Associazioni che amministrano. Oltretutto questo è un motivo per cui i giovani non entrano volentieri a far parte dei Consigli Direttivi, e le classi dirigenti sono sempre più "vecchie".

Opzione legge 398/91 e contestazioni in merito alla tempistica della comunicazione

Una a.s.d. di pallavolo riconosciuta dal CONI, con anno contabile non coincidente all’anno solare (01.07./30.06), ne corso dell’annata 2017/218 comunica all'Agenzia delle Entrate di avvalersi del regime di cui alla legge 398/91, e lo fa mediante l’invio della dichiarazione annuale dei redditi e dichiarazione annuale IVA casella quadro VO. La trasmissione della dichiarazione avviene a fine novembre mentre la comunicazione alla SIAE nei primi di dicembre 2017. In fase di verifica la SIAE contesta il periodo di partenza del regime 398/91: dal 01 ottobre anziché dal 01.07.2017. Si chiede gentilmente se questa interpretazione sia corretta.

Disconoscimento della qualifica di ente non commerciale

È stato disconosciuta la qualifica di ente non commerciale a una bocciofila con successiva riconduzione della stessa a una s.n.c., in quanto tale associazione, negli anni e  a causa di mala gestione non ha ottemperato agli adeguamenti statutari introdotti dall'art 90 l. 289, non ha mai presentato il modello EAS, e non possiede iscrizione al C.O.N.I. in quanto presso tale società non viene effettivamente praticata alcuna attività sportiva, riducendola invero alla sola conduzione del bar sociale affidata tra l'altro a soggetto terzo previo affitto; il tutto ovviamente senza mai ottemperare ad alcun adempimento. Anche le quote sociali venivano quindi equiparate a incassi di natura commerciale oltre agli affitti percepiti e le quote parte degli incassi dei biliardi e del gioco delle carte versate mensilmente dal gestore del bar. Si chiede pertanto se risulta corretto imputare a ricavi commerciali anche le tessere sociali e se effettivamente sia corretta la riconduzione a s.n.c. dell'associazione. Atteso che l'accertamento riguarda gli anni dal 2016 al 2020, e considerato il piccolo volume d'affari generato dall'associazione (20.000 euro annuali) si richiede se in qualche modo si potrebbe applicare il regime forfettario (ex minimi) riservato ai piccoli contribuenti. 

Aliquota IVA da applicare per ampliamento della sede per le attività sportive e didattiche,...

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Un club nautico (affiliato FIV e FIPSAS) ha in progetto la costruzione di una nuova sede per le attività sportive e didattiche, magazzini e zona ristoro per i soci  come ampliamento dell'attuale impianto a mare (pontili per ormeggio imbarcazioni - censito dal CONI) su un area in concessione demaniale per trent'anni. Il progetto prevede sia la ristrutturazione di vecchi edifici sia un sostanziale ampliamento delle cubature. Già al termine dei lavori il nuovo edificio sarà accatastato a nome dello stato. Fondamentalmente un'operazione simile al "project financing" con l'intero costo dell'opera a carico del circolo.  Il circolo ha ricevuto pareri discorsi sull'applicazione dell'IVA (che per il club è un puro costo) in forma agevolata (10%) o piena (22%) e anche la locale Agenzia delle Entrate non si pronuncia fino alla formalizzazione di un interpello. La nuova sede potrebbe forse rientrare nell'ipotesi di "urbanizzazione secondaria" ovvero "impianto sportivo di quartiere" essendo di proprietà pubblica e con utilizzo almeno parziale disponibile per altre realtà sportive locali (caso esaminato da Agenzia Entrate - Ris. 11 ottobre 2001, n. 157/E). Vorremmo avere un vostro parere in merito. Grazie

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