Verifica SIAE e corrispettivi con o senza IVA – Risposta al Quesito dell’Utente n....
Nel corso di una verifica della SIAE a una S.r.l. sportiva regolarmente iscritta al CONI e in regime agevolato l. 398/91 sono sorti alcuni dubbi: i corrispettivi per le prestazioni istituzionali (palestra, centro sportivo e personal training), vengono certificati mediante ricevuta nominativa esclusa IVA art. 4 senza fare distinzione tra i soci e non soci tesserati e non tesserati. A parere, informale, della SIAE sembra che le ricevute "Escluso IVA art. 4" possano essere emesse solo nei confronti dei soci, mentre per i non soci andrebbero con regolare IVA. Si chiede, se così dovesse essere, come sia possibile separare i corrispettivi tra soci e non soci sia per il 2012 (anno oggetto di verifica) che per gli anni successivi e quali siano le conseguenze se vi siano tesserati i cui nominativi non sono stati comunicati all'ente di affiliazione ai fini IVA. Da operatori del settore che hanno avuto verifiche dalla SIAE parrebbe inoltre che abbonamenti di durata inferiore all'anno siano stati assoggettati sempre a IVA (e non valga l'esclusione ex art. 4): si chiede se sia corretto e in base a quale norma. Infine una questione che esula dalla precedente: premesso che la società si è trasformata in s.s.d. nel giugno 2011 aderendo subito alla L. 398, si chiede se possa uscire dal regime 398, e con quali modalità.
MOROSITA’ DEL SOCIO E DIRITTO DI VOTO – Risposta al Quesito dell’Utente n. 9037
In vista della prossima scadenza elettorale per il rinnovo del consiglio di una a.s.d., chiedono di poter partecipare al voto anche soci di vecchia data della a.s.d. coscienti però di non aver versato la quota associativa negli ultimi anni. Precisato che questo fatto non è mai stato contestato loro dalla segreteria o dal consiglio, si chiede se questi siano da considerarsi soci a tutti gli effetti, magari morosi, o decadono al primo mancato versamento della quota associativa.
E’ così penalizzante uscire dal regime dei compensi sportivi?
Iniziamo la pubblicazione dei materiali illustrati nel Convegno di Ferrara con le tabelle di raffronto fra costo complessivo per la committente e netto per il percettore, nelle tipologie più frequenti di collaborazione con i sodalizi sportivi.
Erogazioni liberali – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19485
Una a.s.d., esonerata dagli obblighi di fatturazione ai fini IVA ai sensi dell'art. 4 del d.p.r. 633/72 essendo in regime 148 T.U.I.R., riceve un contributo (non una sponsorizzazione e non un contratto di pubblicità) da uno sponsor, quale "contributo per erogazione liberale a sostegno dell'attività sportiva della a.s.d." (ad esempio per una partecipazione della a.s.d. a un torneo di calcio). La a.s.d. emette una ricevuta che dovrebbe rientrare, per lo sponsor, nei benefici di detrazione IRAP per un importo ben inferiore ai 200.000 euro previsti dalla L. 289 del 27/12/2002. La ricevuta riporta il testo di cui sopra "per contributo liberale a sostegno..." e anche il richiamo all'esenzione IVA come richiamato alla prima riga. Si chiede se tale procedura consenta, fino a 1.500,00 euro, l'integrale deducibilità dal reddito d'impresa (ad esempio l'intera somma di 1.400,00 euro del contributo); oppure se per poter fare questa completa detrazione (cioè al 100%) sia necessaria una fattura con IVA (cosa che la a.s.d. non può fare non operando alcuna attività commerciale).
MODELLO EAS – Risposta al Quesito dell’Utente n. 16546
Una a.s.d. non ha presentato modello EAS; in un momento successivo alla costituzione decide di svolgere attività commerciale; si chiede come debba regolarsi, e se vada incontro a sanzioni, rispetto all'obbligo di presentazione del modello EAS.
IL TRATTAMENTO FISCALE DEI PREMI NEL COMPARTO EQUESTRE
Uno degli aspetti che differenzia il settore equestre dalle altre realtà sportive dilettantistiche, è costituito dal particolare regime fiscale dei premi che la Federazione Nazionale Sport Equestri, le associazioni e le società sportive dilettantistiche corrispondono in occasione delle competizioni sportive.
ASD E SPLIT PAYMENT – Risposta al Quesito dell’Utente n. 9658
In data 20 gennaio 2015, una a.s.d. ha emesso fattura cartacea (non digitale) nei confronti di un Comune (imponibile + iva 22%) senza citare lo split payment). Il 16 febbraio '15 il Comune bonifica la fattura per la sola quota parte relativa all’imponibile. Il 13 aprile '15 l’agenzia delle entrate con circolare nr. 15/E chiarisce che, i soggetti che si avvalgono di regimi speciali, tra cui le associazioni, sono esclusi dall’applicazione della scissione dei pagamenti. Il comune asserisce di aver versato l’IVA all’erario come dovuto e che, poiché le operazioni ricadono in un periodo di transizione/incertezza informativa da parte dell’AdE, l’a.s.d. non abbia null’altro a che pretendere dell’amministrazione comunale. L’a.s.d., relativamente alla fattura in questione, ha liquidato l’imposta nei tempi/modi conformi alla normativa. Si chiede come ci si debba comportare per recuperare la quota parte IVA in sospeso, non liquidata dall’amministrazione comunale.
Quote associative, cessione di materiale sportivo – Risposta al Quesito dell’Utente n. 16492
Una asd ciclistica ha differenti livelli di affiliazione, a seconda delle scelte del futuro associato. Ad ogni livello corrisponde una differente quota associativa ed una differente corresponsione di materiale sportivo (principalmente abbigliamento). Ecco i quesiti post: E' possibile stabilire quote differenti e quali sono le conseguenze, soprattutto in termini fiscali? E' meglio invece cedere il materiale sportivo dietro corrispettivo specifico oppure questa operazione è soggetta a tassazione? Le agevolazioni concesse agli associati, quali - a titolo di esempio - il comodato d'uso gratuito del mezzo (bicicletta) da parte dello sponsor tecnico, deve essere in qualche modo certificato fiscalmente? La procedura seguita è corretta oppure deve essere gestito tutto in modo diverso (e, nel caso, come?)
Il “favor rei”: in queste due parole latine la difesa dei sodalizi sportivi in...
Dal 1 gennaio 2016 la violazione del divieto di effettuare operazioni per contanti di importo superiore a 1.000 euro (in passato 516,45 euro) non causa più la decadenza dal “regime 398”: ma ciò vale anche per il passato? “Favor rei” significa proprio questo, e la recente Circolare 4/2016 prende una posizione che condividiamo pienamente.
L’APERTURA DELLA PARTITA IVA PER I COLLABORATORI SPORTIVI: UN’OPPORTUNITA’ DA VALUTARE CON GRANDE ATTENZIONE
La Legge di Stabilità 2016 ha nuovamente modificato il regime “forfetario” per i lavoratori autonomi (professionisti e ditte individuali), l’ultimo introdotto nel nostro ordinamento, sin dal 2011, con svariate denominazioni - “dei minimi”, “forfettino”, “forfetario” – tutti regimi oggetto di modifiche, abrogazioni e nuove formulazioni. Un valzer normativo che sicuramente non è di aiuto agli operatori.






