La riforma del Terzo Settore e le principali novità in materia di sport dilettantistico...
In attesa che nei prossimi giorni si definiscano alcune delle questioni più scottanti che riguardano il mondo dell’associazionismo sportivo, con il contributo che segue si intende offrire il resoconto in sintesi di un Convegno tenutosi il 27 marzo scorso presso l'ODCEC di Taranto nel corso del quale sono state affrontate le problematiche ancora in attesa di chiarimenti e soluzioni.
Campus Estate 2018 – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11515
Un'A.s.d. di Basket con opzione L.398/91 è intenzionata ad organizzare per l'estate 2018 un "campus" rivolto ai propri ragazzi tesserati (minori). Si chiede quali attività didattiche, oltre alla disciplina del Basket, possono essere insegnate ai ragazzi nel corso dell'evento ? Come devono essere gestite fiscalmente le quote pagate dai ragazzi tesserati? Nell'ipotesi di coinvolgimento di uno sponsor specifico per l'evento "campus" estivo 2018, l'ASD potrebbe gestire fiscalmente la manifestazione come raccolta pubblica di fondi nel limite di € 51.645,69?
Due recenti sentenze della Corte di Cassazione decisamente istruttive per i dirigenti sportivi
Dopo l’approfondita analisi della giurisprudenza svolta da Giuliano Sinibaldi nel numero scorso (Newsletter Fiscosport n. 8/2018), segnaliamo due recentissime sentenze senza particolare “spessore” o contenuti innovativi, ma a nostro avviso comunque non poco istruttive per i dirigenti sportivi, ancor più che per i loro consulenti: segnali chiari e da tenere sempre ben presenti.
Le verifiche fiscali nello sport dilettantistico – Il punto sulla situazione
Il presente intervento si pone la finalità di fare il punto sullo stato della giurisprudenza, di diritto e di merito, in relazione al contenzioso inerente alle attività sportive dilettantistiche, focalizzando l’attenzione su alcune tematiche “tipiche” riscontrabili in sede di Avvisi di Accertamento.
Centri estivi sportivi – Risposta al Quesito dell’Utente n. 22460
Un'associazione organizza il centro estivo sportivo presso una scuola parificata. Tramite la UISP l'a.s.d. è venuta a conoscenza che questa attività è considerata attività commerciale. D'altra parte, rileva l'a.s.d., poichè rientra nel POF della scuola non dovrebbe essere considerata tale. La UISP fino allo scorso anno tesserava i bambini per l’attività “centro estivo giocosport e avventura”, adesso non più. Si chiede se si possano tesserare i bambini per più sport, facendolo diventare un corso multisportivo, come debbano essere formalmente inquadrati i centri estivi sportivi e gestiti dal punto di vista amministrativo: iscrizioni, ricevute e compensi collaboratori sia Isef, iusm, tecnici federali o di EPS o il semplice personale di supporto (tipo gli istruttori per i bambini dai 3 ai 5 anni).
Variazione rendiconto annuale L.398/91 – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11515
Una a.s.d. di Basket in regolare regime L.398/91 ha elaborato il rendiconto per l'esercizio 1/7/2012-30/06/2013 il quale è stato correttamente approvato dall'assemblea dei Soci entro i termini Statuari. Successivamente alla data di approvazione del rendiconto il Segretario ha rilevato un errore nell'imputazione di alcune voci di costo (uscite) comportando una netta variazione nel risultato finale di gestione. Si chiede quale sia il corretto comportamento che l'Asd deve assumere per regolarizzare la situazione a livello civilistico-fiscale e se per tale errore siano previste sanzioni? In merito si specifica che non essendo l'errore sulle voci d'entrata, tutte le imposte e gli adempimenti fiscali sono stati redatti e versati con esattezza.
Requisiti professionali del responsabile tecnico palestra – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19430
Si chiede se per lo svolgimento di attività motoria quale responsabile tecnico in una palestra (sede in Toscana) sia sufficiente la laurea triennale o se invece sia necessaria la laurea magistrale.
Soggetti residenti all’estero privi di codice fiscale: Certificazione Unica e 770
Capita sovente di dover certificare e dichiarare nel Mod. 770 un compenso sportivo oppure un rimborso spese o un premio di un atleta straniero.
Iscrivibilità nella gestione commercianti INPS del socio amministratore e lavoratore di SSD non lucrativa...
Una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata non lucrativa, affiliata alla federazione motociclistica Italiana, gestisce un impianto sportivo (circuito) con annesso bar aperto a tesserati frequentatori e non. La società, pur non avendo scopo di lucro, nella gestione delle proprie attività, realizza lucro oggettivo, che, per espressa previsione statutaria, non può in nessun caso essere distribuito. Uno dei soci, che riveste anche la carica di amministratore, presta, a titolo gratuito, la propria opera, partecipando personalmente al lavoro aziendale con svolgimento di attività sia organizzativa e di direzione sia esecutiva (preposto bar e organizzatore delle giornate di prove libere). Esiste obbligo di iscrizione del detto socio lavoratore alla gestione INPS commercianti? Cosa cambia se il socio lavoratore è già iscritto come lavoratore autonomo a un ente o cassa di ordine professionale (ad esempio, geometra o architetto) e ha pertanto una copertura previdenziale?
Irap società sportive dilettantistiche a r.l. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21413
Con riferimento alle società di capitali e alle cooperative senza scopo di lucro sportive dilettantistiche la base imponibile IRAP si determina mediante le ordinarie regole previste per gli enti commerciali, partendo dal fatto che tali enti non abbiano optato per il regime 398/1991. Pertanto, trattandosi di soggetti tenuti per legge alla contabilità ordinaria e alla redazione del bilancio, il valore della produzione netta è dato dalla differenza tra la somma delle voci classificabili nel valore della produzione di cui al primo comma, 1 lett. a), dell’art. 2425 del c.c. e la somma di quelle classificabili nei costi della produzione di cui alla lettera b) del medesimo comma, ad esclusione delle perdite su crediti e delle spese per il personale dipendente. Nella riclassificazione secondo le regole di bilancio previste dalla disciplina civilistica, i componenti positivi e negativi ai fini IRAP, indipendentemente dalla collocazione nel conto economico, sono accertati in ragione della loro corretta classificazione. Quindi non potendo separare l'attività istituzionale da quella commerciale - in quanto ai fini IRAP per le società di capitali senza scopo di lucro sportive dilettantistiche non vi è questa distinzione - si chiede se verranno inclusi anche tutti i ricavi e costi afferenti alla sfera istituzionale, come ad esempio tra i ricavi i corrispettivi specifici di cui art. 148 T.U.I.R. (cosiddetti abbonamenti), le quote di tesseramento alla Federazione, tra i costi i compensi sportivi e amministrativo-gestionali, le utenze, gli affitti ecc. Si chiede se sia corretto ritenere che sussista di conseguenza un regime di favore ai fini IRAP nei confronti delle a.s.d. che svolgendo anche attività commerciale (e senza aver optato al regime 398/1991) separano l'attività istituzionale (includendovi tra i ricavi i corrispettivi specifici di cui art. 148 T.U.I.R., le quote di tesseramento alla Federazione, le quote associative) da quella commerciale e che solo su quest'ultima calcoleranno la base imponile come gli enti commerciali.







