Ordinamento sportivo e ordinamento giuridico nazionale: perchè?

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Quante volte ci siamo chiesti se è il Giudice Nazionale oppure il Giudice Sportivo a dover decidere una controversia sportiva? E quante altre ci siamo domandati se un gravissimo fallo di gioco possa/debba essere sanzionato anche penalmente? Quante perplessità ci hanno colto quando l'Agenzia delle Entrate ha negato la natura di ente "sportivo" a una associazione di ginnastica artistica, danza, boxe, judo o arti marziali? E perché il legislatore italiano ha imposto alle società e associazioni sportive di provvedere all'iscrizione nel registro del CONI? Questi e molti altri interrogativi trovano risposta soltanto dopo aver chiarito la distinzione tra ordinamento sportivo e ordinamento giuridico nazionale.

LE NOVITA’ (E I DUBBI) DELL’ESTATE 2013

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L’autunno segna la ripartenza non solo della stagione sportiva ma anche di quella “fiscosportiva”. Nel corso dell’estate si sono susseguiti una serie di provvedimenti, sia a livello legislativo che di prassi, di notevole interesse per i sodalizi sportivi, e non sono mancate nemmeno proposte di legge – tutt’ora pendenti – di (parziale) riforma dell’inquadramento e della fiscalità degli enti sportivi dilettantistici. Ci è parso quindi doveroso aprire la nuova stagione proponendo un riepilogo delle disposizioni estive, rinviando per gli approfondimenti agli articoli monotematici che i nostri lettori potranno trovare sulle prossime newsletter. C’è da dire, in premessa, che le disposizioni che si sono succedute, come ormai purtroppo siamo abituati a constatare, non brillano per precisione, anzi, al contrario, in alcuni casi sono piuttosto confusionarie e contraddittorie, motivo in più per cercare, ove possibile, di fare chiarezza.

Anche negli USA un piccolo segnale di crisi nello sport agonistico, a favore dello...

La decisione dello Spelman College di uscire dalla NCAA, la federazione dello sport universitario statunitense, evidenzia come anche oltre oceano si stia prestando attenzione allo sport come educazione a un migliore rapporto con il proprio corpo e con gli altri, non necessariamente votato all’agonismo e all’eccellenza.

SUL QUADRO RW E DINTORNI

Anche gli enti non commerciali sono soggetti alla compilazione del quadro RW, un adempimento spesso poco conosciuto, soprattutto dalle organizzazioni che hanno rapporti con l’estero, le cui violazioni generano “mostri fiscali”. Le sanzioni previste infatti sono una percentuale di quanto non risulta dal quadro RW con la conseguenza che le stesse possono raggiungere cifre sproporzionate rispetto al reale pericolo di evasione, essendo gli stessi trasferimenti per lo più già oggetto di segnalazioni da parte degli istituti di credito.

GLI STUDI DI SETTORE: L’APPLICABILITA’ ALLE A.S.D. E ALLE S.S.D.

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Anche quest’anno le associazioni e le società sportive dilettantistiche sono alle prese con le consuete scadenze relative alle dichiarazioni dei redditi: particolare attenzione, riteniamo, vada posta anche ai casi in cui le associazioni e le società sportive sono obbligate alla applicazione degli studi di settore. Nel contributo che segue intendiamo pertanto riassumere il quadro dei soggetti che sono tenuti alla compilazione del relativo modello, analizzando l'applicabilità degli studi di settore alle a.s.d. e s.s.d., distinguendo tra soggetti in regime ordinario o forfettario e infine dando conto delle sanzioni applicabili in caso di dichiarazioni non corrette.

QUALI PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI PER IL LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE?

Il 2013 sembra essere cominciato sotto i migliori auspici per i laureati in scienze motorie. Il problema del ruolo e delle competenze del laureato in scienze motorie si è posto fin dal momento della trasformazione dell’ISEF in corso di laurea; se infatti, i titoli rilasciati al termine dei rispettivi corsi di studio sono stati equiparati ex lege, non altrettanto può dirsi con riguardo ai percorsi formativi e, soprattutto, agli sbocchi occupazionali. Quest’ultimo aspetto ha occupato gli “addetti ai lavori” da molto tempo. Vari sono stati i tentativi di risolvere la questione.

IL “FINANCIAL FAIR PLAY” DELLA UEFA – A cura di Mario Vigna *, Avvocato...

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In questo numero di Fiscosport siamo molto lieti di pubblicare un contributo che si presenta - malgrado una prima superficiale occhiata non lo faccia intendere - di estremo interesse anche per le società e le associazioni sportive dilettantistiche. L'avvocato Mario Vigna - che oltre che esperto in diritto sportivo e componente del Progetto di Diritto Societario ed Industriale del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, dal 2009 riveste il ruolo di Procuratore Antidoping del CONI - ci parla infatti del calcio professionistico ai massimi livelli europei (UEFA), dunque di una materia che esula dal nostro tradizionale campo d'azione: tuttavia trattare e conoscere la normativa in materia di equilibrio finanziario dei club più importanti è sicuramente di interesse per tutte le società sportive; e ciò anzitutto perché l'"equilibrio" e le regole che lo governano sono i medesimi a prescindere dall'entità e dall'importanza economica e mediatica della società: ciò che vale per il Barcellona può e deve valere anche per il piccolo club calcistico di periferia; e in seconda battuta perché gli interventi assunti a livello di sport di vertice, quello professionistico, hanno inevitabili ripercussioni - economiche, di immagine, e anche morali - sul mondo del dilettantismo.

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in materia di adempimenti per le a.s.d. che hanno optato...

Come anticipato con la Newsletter “flash” n. 8bis del 25 aprile scorso, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta a fornire chiarimenti in merito agli adempimenti contabili e formali necessari per accedere e mantenere le agevolazioni fiscali previste dalla l. 398/1991 in favore delle società ed associazioni sportive dilettantistiche. L’intervento dell’Agenzia assume la forma di risposta a tre specifici quesiti formulati in relazione a problematiche frequentemente contestate in sede di avvisi di accertamento da parte delle Direzioni Provinciali. In questa sede verrà approfondita la problematica relativa al primo dei tre quesiti posti all’attenzione dell’Agenzia entrate, mentre il secondo e il terzo saranno oggetto di commento, sempre su questa Newsletter, da parte di Stefano Andreani e di Patrizia Sideri.

L’INSTALLAZIONE DI DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI ALIMENTI E BEVANDE – A cura di Patrizia Sideri...

Accade sovente che presso i locali ove viene svolta attività sportiva siano collocate apparecchiature automatiche per la distribuzione di alimenti e bevande. * Patrizia Sideri, Dottore Commercialista e Revisore contabile in Siena

GLI EURO-GIUDICI DELINEANO UNA CHIARA E AMPIA NOZIONE DEL CONCETTO DI SPORT

Con la pronuncia che si annota (Corte di Giustizia, Quinta Sezione, Sentenza 21/2/2013 nella causa C-18/12) la Corte ha disposto che: “1) L’articolo 132, paragrafo 1, lettera m), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, dev’essere interpretato nel senso che attività sportive non organizzate, non sistematiche e non finalizzate alla partecipazione a competizioni sportive possono essere considerate pratica sportiva ai sensi di tale disposizione. 2)   L’articolo 132, paragrafo 1, lettera m), della direttiva 2006/112/CE dev’essere interpretato nel senso che l’accesso ad un parco acquatico che metta a disposizione dei visitatori non solo installazioni per l’esercizio di attività sportive, ma anche altri tipi di attività distensive o ricreative può costituire una prestazione di servizi strettamente connessa con la pratica sportiva. È compito del giudice del rinvio stabilire se, alla luce degli elementi interpretativi forniti dalla Corte nella presente sentenza e in considerazione delle particolari circostanze del procedimento principale, tale ipotesi ricorra nella specie.” * Biancamaria Stivanello, Avvocato in Padova

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Dopo avere esaminato, nella prima parte, il ruolo del MOG quale strumento di prevenzione degli abusi e di tutela dei sodalizi sportivi, questo secondo contributo approfondisce la figura del Responsabile safeguarding, i requisiti richiesti per la nomina, i suoi compiti e le responsabilità derivanti da una scelta o da una gestione inadeguata. L'analisi è completata dall'esame delle prime pronunce della giustizia sportiva, che delineano sempre più chiaramente i doveri gravanti su presidenti e dirigenti di ASD e SSD