Quesito N. 666 del 19/09/2012 – utente fiscosport n. 10014 – prov. di VENEZIA
Buongiorno, sono il tesoriere di un'ASD - sci. Ai fini della comunicazione art. 21 chiedo se devo comunicare la fattura ricevuta dai maestri di sci (di importo superiore ai 3.000 euro) nell'anno 2011. Il dubbio mi viene in quanto la fattura ricevuta rientra nell'attività istituzionale dell'associazione ed i corrispettivi specifici ricevuti per la partecipazione al corso sono considerati non commerciali ai sensi del secondo periodo dell'art.143 1° comma.In sostanza tutte le fatture superiori ai 3.000 euro vanno comunicate o solo quelle relative alle attività considerate commerciali? Risposta a cura di Marco D'Isanto *, Collaboratore della Redazione di Fiscosport
Quesito N. 663 del 09/07/2012 – utente fiscosport n. 4296 – prov. di PESCARA
Una a.s.d. si trova a dover risolvere la seguente controversia con il proprio allenatore. In data 05/08/2011 viene stipulato un accordo tra l'associazione e l'allenatore che prevedeva le seguenti due tipologie di erogazioni: 1) un premio di tesseramento annuale di €. 4.500 da corrispondersi in nove rate mensili di €.500 a partire dal 01/10/2011; 2) un rimborso spese per indennità chilometrica in relazione alle trasferte effettuate fuori sede. In data 10/08/2011 viene emanata, dalla L.N.D., una Circolare che, nel disciplinare i rapporti tra le a.s.d. e gli allenatori dilettanti, recitava testualmente: " fino al riordino complessivo della materia, sono vietati premi di tesseramento in favore degli allenatori dilettanti per la stagione sportiva 2011/2012". Sulla base di detta Circolare, l'associazione ha proceduto, in data 20/08/2011, alla stipula di un nuovo accordo con l'allenatore che prevedeva solo il rimborso delle spese di trasferta, eliminando il compenso per premio di tesseramento, proprio in ossequio a quanto stabilito dalla Circolare stessa. Essendo stato risolto anticipatamente il rapporto tra l'associazione e l'allenatore, quest'ultimo richiede il pagamento del premio di tesseramento maturato fino alla data di prestazione della sua opera, in virtù del primo contratto sottoscritto. Si chiede di sapere se l'associazione è tenuta a corrispondere detto premio. Da tenere presente che entrambi gli accordi sottoscritti sono stati, a suo tempo, regolarmente depositati in Lega. Risposta a cura di Barbara Agostinis *, Collaboratrice della Redazione di Fiscosport
Quesito N. 686 del 08/01/2013 – utente fiscosport n. 16404 – prov. di PADOVA
Buongiorno, sono il Presidente di un circolo tennis A.S.D. affiliato FIT e iscritto nel registro CONI. All'interno del circolo vorremmo ottenere la licenza dal Comune per la somministrazione di bevande riservata ai soli soci.Il comune ci fa notare che non facciamo parte di quelle associazioni riconosciute e quindi non possiamo usufruire delle semplificazioni ma che dovremmo eventualmente associarci a una associazione magari di tipo assistenziale, altrimenti dovremmo seguire un iter diverso paragonabile al rilascio di licenze commerciali.E' possibile che la nostra Associazione possa usufruire delle agevolazioni delle associazioni assistenziali?Faccio notare che siamo già in possesso dell'autorizzazione sanitaria. Risposta a cura di Patrizia Sideri *, Consulente Fiscosport Siena
PUBBLICITA’ E SPONSORIZZAZIONI – Parte seconda – A cura di Maurizio Mottola *, Collaboratore...
Nello scorso numero Newsletter Fiscosport n. 6/2012 del 22 marzo 2012 è stata affrontata l'analisi della disciplina giuridica dei contratti di sponsorizzazione e pubblicità, individuando le differenze e le forme più comunemente adottate nel mondo sportivo. Oggetto di approfondimento di questa seconda parte è Il relativo trattamento ai fini tributari e la disamina delle più recenti posizioni assunte in materia da parte dell'Amministrazione Finanziaria e della Giurisprudenza. * Maurizio Mottola, Dottore Commercialista e Revisore Legale in Taranto
ENTI NON COMMERCIALI, ENTI ASSOCIATIVI e ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE: differenziazione ai fini tributari –...
Costituisce peculiarità propria delle associazioni sportive dilettantistiche quella di poter essere contemporaneamente tanto un ente non commerciale, di cui al Capo III del titolo II del T.U.I.R., quanto un ente associativo, destinatario del particolare regime agevolativo di cui all’art. 148 del T.U.I.R. e all’art. 4, comma 4 del d.p.r. n. 633/72, tanto infine una associazione senza scopo di lucro, inquadrabile nell’ambito del regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991. Questa peculiarità, che vede ogni associazione sportiva dilettantistica come potenziale fruitrice delle agevolazioni proprie di ognuno dei regimi sopracitati , giustifica e richiede una disamina, anche comparativa, delle disposizioni e delle caratteristiche proprie di ognuno di essi, onde chiarirne gli ambiti applicativi e i requisiti di applicabilità, in uno con i benefici fiscali connessi. Il lavoro, data l'ampiezza e l'importanza degli argomenti, è suddiviso in quattro parti: nello scorso numero ( Newsletter Fiscosport n. 6/2012 del 22 marzo 2012 ) la disamina ha preso le mosse dalla qualificazione delle a.s.d. come enti non commerciali e dalle conseguenze che da ciò discendono sotto il profilo fiscale; in questa Seconda parte affrontiamo invece le questioni legate agli obblighi contabili . * Francesco Sisani, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Firenze
CINQUE PER MILLE: SI RIPARTE – A cura di Gianpaolo Concari *, Collaboratore della...
Avviate le procedure per la formazione degli elenchi dei soggetti ammessi alla ripartizione del 5 per mille IRPEF 2012. Il software è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. * Gianpaolo Concari, Ragioniere Commercialista e Revisore Contabile in Soragna (PR)
LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE NEI CIRCOLI – Parte seconda – Gli altri...
Prosegue in questo numero l'analisi degli adempimenti necessari per gestire un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande. Ricordiamo che la Prima parte è pubblicata nella Newsletter Fiscosport n. 6/2012 del 22 marzo 2012, mentre la terza e ultima parte, dedicata agli aspetti fiscali, uscirà nel Numero 9/2012 del 3 maggio 2012. * Pietro Canta, Ragioniere Commercialista e Revisore Contabile in Imperia
Quesito N. 676 del 04/11/2012 – utente fiscosport n. 17557 – prov. di LECCE
Siamo una asd con solo codice fiscale, facciamo solo attività istituzionale, abbiamo tutto quello che serve per decommercializzare i corrispettivi specifici (corsi di danza). La mia domanda è questa: per incassare i corrispettivi specifici dei corsi e decommercializzarli, oltre a tutto quello che serve (statuto a norma, affiliazione a un eps, registro c.o.n.i. ecc), è indispensabile avere la partita iva? Risposta a cura di Biancamaria Stivanello *, Collaboratrice della Redazione di Fiscosport
Quesito N. 677 del 23/ 11 /2012 – utente fiscosport n. 5469 – prov....
Una Associazione sportiva dilettantistica ricadente nel regime l. 398 deve pagare il bollo di € 14,00 da applicare sulle domande indirizzate al Comune per ottenere la disponibilità delle palestre o eventuali contributi per l'attività istituzionale? Risposta a cura di Biancamaria Stivanello *, Collaborat rice di Fiscosport
ENTI NON COMMERCIALI, ENTI ASSOCIATIVI e ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE: differenziazione ai fini tributari –...
Costituisce peculiarità propria delle associazioni sportive dilettantistiche quella di poter essere contemporaneamente tanto un ente non commerciale, di cui al Capo III del titolo II del T.U.I.R., quanto un ente associativo, destinatario del particolare regime agevolativo di cui all’art. 148 del T.U.I.R. e all’art. 4, comma 4 del d.p.r. n. 633/72, tanto infine una associazione senza scopo di lucro, inquadrabile nell’ambito del regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991. Questa peculiarità, che vede ogni associazione sportiva dilettantistica come potenziale fruitrice delle agevolazioni proprie di ognuno dei regimi sopraccitati, giustifica e richiede una disamina, anche comparativa, delle disposizioni e delle caratteristiche proprie di ognuno di essi, onde chiarirne gli ambiti applicativi e i requisiti di applicabilità, in uno con i benefici fiscali connessi. Il lavoro, data l'ampiezza e l'importanza degli argomenti, è suddiviso in quattro parti, di cui oggi pubblichiamo qui la Parte prima . * Francesco Sisani, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Firenze






