Contributo a fondo perduto e s.s.d.
Si chiedono informazioni circa la possibilità per una s.s.d. di accedere al contributo a fondo perduto di cui all'art. 25 del cosiddetto decreto Rilancio. Si precisa che trattasi di s.s.d. che ha subìto una riduzione superiore al 33 per cento dei ricavi commerciali (esclusi pertanto i ricavi decommercializzati) nel confronto tra aprile 2019 e aprile 2020.
“Decreto agosto” e credito di imposta sulle sponsorizzazioni
Si chiedono informazioni a proposito di quanto emerge dalla bozza del decreto di agosto per il credito d'imposta sulle sponsorizzazioni, e cioè che sarebbero escluse per chi ha optato per il regime 398/91.
Quale contributo a fondo perduto per le a.s.d. che non hanno inviato la richiesta...
Un'associazione sportiva dilettantistica possiede i requisiti per richiedere sia il contributo della seconda sessione sulla piattaforma dell'Ufficio dello sport della presidenza del consiglio dei ministri (partito dal 22 giugno), sia il contributo a fondo perduto che spetta anche alle imprese per calo del fatturato commerciale ai sensi dell'art. 25 del Decreto Rilancio. Si desidera sapere quale sia più corretto richiedere, considerando anche che il contributo previsto dal Decreto Rilancio prevede un minimo di 2.000,00 Euro, mentre l'istanza all'ufficio dello sport dà diritto solo a 800,00 euro (e sarebbe pertanto meno conveniente); inoltre, stando al tenore letterale delle norme, sembra che una richiesta escluda l'altra, cioè che una a.s.d. possa richiedere uno solo di questi contributi a fondo perduto.
Attività di palestra gestita da ditta individuale e possibilità di compensi sportivi
Una ditta individuale in regime forfettario svolge attività di palestra. A tal fine è stata presentata al Suap l'inizio attività con Scia e contestuale avvio dell'attività in camera di commercio. È corretto documentare le entrate della palestra con emissione della fattura (fuori campo iva essendo in regime forfettario)? Il titolare della palestra inoltre allena due mesi all'anno all'aperto un gruppo di ragazze di pattinaggio artistico (allenamento a secco non su ghiaccio) per un'a.s.d. È corretto che percepisca il compenso dall'a.s.d. come compenso esente fino a 10.000, oppure avendo una P.IVA come palestra dovrebbe fatturare con la posizione IVA della palestra?
Come cambiare il presidente di una a.s.d. e come distinguere tra soci e tesserati
Alla riapertura dell'anno sportivo una a.s.d. di piccole dimensioni vorrebbe sostituire il presidente, che al momento è anche istruttore e percepisce un compenso di euro 4500 annui per collaborazione sportiva (redditi diversi): la scelta di sdoppiare le due figure è voluta per evitare che in seguito a verifiche venga contestato che i due ruoli sono in capo alla stessa persona. L’a.s.d. – che è iscritta al CONI, a suo tempo ha mandato il Mod EAS ed è affiliata a un EPS settore danza - conta circa 60 soci di cui il 30% maggiorenni e il 70% minorenni; finora ha sempre associato tutti (i minorenni tramite la richiesta dei genitori) ma oggi, rendendosi conto che è difficile organizzare le assemblee con i minorenni, vorrebbe fare soci solo i maggiorenni, qualche sedicenne e due o tre genitori in rappresentanza dei minorenni, che sarebbero solo tesserati. Si chiede quali siano le procedure più corrette sia per il cambio del presidente sia per la scissione fra soci e tesserati (tenendo presente che lo statuto prevede per i soci le dimissioni, l'esclusione per morosità e la morte del socio).
Termine di presentazione del mod. EAS
Il 4/6/2019 veniva costituita un'a.s.d. avente tra gli scopi istituzionali quello dello sviluppo e la diffusione di attività sportive connesse alla pratica delle discipline equestri e cinofile per come disciplinate e riconosciuta dal Coni. Nell'anno di costituzione, l'a.s.d. aveva ricevuto solo alcune quote annuali di iscrizione (in quanto non aveva ancora il terreno/maneggio sul quale svolgere in concreto l'attività) e nessuna quota di frequenza. Solo nel 2020 ha potuto effettivamente avviare le attività istituzionali (lezioni, attività con i cavalli ecc.) incassando, di conseguenza, anche le quote per la frequenza di corsi e lezioni. Ci si domanda, in questo caso, quale sia il termine di presentazione del mod. EAS considerato che, a parere di chi scrive, il presupposto per l'obbligo di invio al fine della decommercializzazione delle quote di frequenza si è sostanziato nel corrente anno (risultando l'a.s.d., per il 2019, esonerata)
Richiesta contributo a fondo perduto
Si chiede se una s.s.d. che è stata costituita a fine 2018 possa richiedere il contributo a fondo perduto, posto che l’attività è iniziata nel 2019, comunicata mediante pratica al SUAP e al Registro Imprese.
Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e...
Leggendo la circolare Agenzia Entrate n°14/E del 06 giugno 2020, per beneficiare del credito imposta in oggetto è necessario aver pagato il canone nel 2020, chi ha pagato canone di locazione nel 2019 per il 2020 sarà escluso. In relazione all’utilizzo del credito in dichiarazione dei redditi occorre fare riferimento alla dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui la spesa per il canone è stata sostenuta. Inoltre, in considerazione della circostanza per cui ai sensi del comma 5 si fa riferimento al canone «versato», per utilizzare il credito nella predetta dichiarazione dei redditi, è necessario che risulti pagato nel 2020.
Indennità Collaboratori sportivi – Risposta al Quesito dell’Utente n. 24728
Si richiedere un parere in merito all'indennità per i collaboratori sportivi erogata da Sport e Salute con specifico riguardo ai seguenti casì pratici: Esempio 1: L’atleta ha firmato un contratto annuo di € 1.500,00 a titolo di RIMBORSO annuo suddiviso in 12 rate per l'attività sportiva prestata a favore della ASD la quale ha versato nel mese di Gennaio e Febbraio i primi due rimborsi per € 125,00 cad. uno = totale € 250,00. L'atleta ha percepito € 1.800,00 di indennità erogata da sport e salute. In teoria la ASD dovrebbe versare all'atleta gli ulteriori 125 euro per i restanti mesi da giugno alla scadenza del contratto anche se l'atleta andrebbe a percepire in totale più di quanto avrebbe percepito senza l'indennità. Esempio 2: L’atleta ha firmato un contratto annuo di € 6.500,00 a titolo di RIMBORSO annuo suddiviso in 12 rate per l'attività sportiva prestata a favore della ASD la quale ha versato nel mese di Gennaio e Febbraio i primi due rimborsi per € 541,60 cad. uno totale € 1.083,20. L'atleta ha percepito € 1.800,00 di indennità erogata da Sport e Salute. In teoria la ASD dovrebbe versare all'atleta gli ulteriori 541 euro per i restanti mesi da giugno alla scadenza del contratto e non anche la sola differenza tra i 6.500 annui previsti e quanto già percepito sia a titolo di rimborsi che a titolo di indennità?
Contributo fondo perduto di cui all’art. 25 d.l. 34/2020 per a.s.d. con P.IVA –...
Si chiede se una a.s.d. titolare di partita IVA, con riduzione del fatturato aprile 2020/aprile 2019 superiore ai 2/3 per l'attività commerciale non esercitata in forma prevalente, possa accedere al contributo previsto dall'art 25 dl 34/2020. La stessa a.s.d. ha in concessione un impianto sportivo da parte del Comune senza nessuna corresponsione di canoni di concessione e/o locazione: può accedere anche al contributo di € 800 previsto dal fondo per lo sport con domanda da effettuare sulla piattaforma sport.governo.it? I canoni di locazione possono essere equiparati a quelli di concessione?







