Condivisione di spazi per lo svolgimento di attività sportiva tra ASD – Risposta al...

Una ASD affiliata a un EPS (non Uisp) e iscritta al registro Coni utilizza spazi per svolgere attività sportiva, rimborsando le spese delle utenze per quota parte a un comitato Uisp che ha in gestione tali spazi. Ai sensi dell'art. 4, co. 4 d.p.r. 26/10/1972 n. 633 si può considerare tale rimborso non imponibile iva? E ai sensi dell'art. 148 TUIR co. 3 tale rimborso si può considerare di natura non commerciale?

CERTIFICATO CASELLARIO GIUDIZIALE – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19252

Il quesito è stato posto dall'amministratore di una società sportiva che gestisce due centri sportivi comunali in forza di una convenzione con una pubblica amministrazione e al cui interno operano dipendenti, alcune partite iva e qualche collaboratore sportivo. A seguito del nuovo obbligo di richiesta del certificato penale - e a causa della poca chiarezza soprattutto iniziale - l'amministratore, in quanto gestore di un pubblico servizio, vorrebbe richiedere il certificato del casellario giudiziale in base all'articolo 39 dpr 313-2002, indipendentemente dall'inquadramento del personale, ritenendo così di tutelarsi nel modo migliore. Tuttavia la procedura non prevede la richiesta solo per i reati legati alla pedofilia, trattandosi di certificato generico. Si chiede se si tratti di un procedimento corretto.

LA RILEVANTE ATTIVITA’ SOCIALE PER ACCEDERE AL 5 PER MILLE – Risposta al Quesito...

Un'associazione sportiva dilettantistica, che vorrebbe accedere al beneficio del 5xmille, ha entrate istituzionali considerevoli che provengono in massima parte da attività ludiche rivolte agli associati che in maggioranza non sono da ricomprendere tra i soggetti che la norma intende agevolare; d'altra parte l'attività dei volontari, gli istruttori, e le strutture messe in campo, nonchè l'organizzazione, invece sono a rivolte in buona misura a favorire il settore giovanile, persone svantaggiate a livello fisico, e anziani. La norma per accedere al beneficio prevede che vi sia "una rilevante attività sociale" e che vi sia "svolgimento prevalente di una delle seguenti attività: - avviamento e formazione allo sport dei giovani di età inferiore a 18 anni; - avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60 anni; - avviamento alla pratica sportiva nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari." Si chiede quali potrebbero essere i parametri utilizzabili per i due aggettivi rilevante e prevalente: la ratio della norma dovrebbe portare a considerare come parametri non tanto le entrate o i meri dati economici di un'attività rispetto ad un'altra, ma bensì le forze, organizzazione, volontari, strutture fisiche dedicate, messe in campo per le attività sociali e di avviamento per le categorie di soggetti giovani, svantaggiati e anziani. Una valutazione fatta in tali termini potrebbe essere ritenuta corretta?

Risposta al Quesito N. 718 del 15/06/2013 – utente fiscosport n. 15450 – prov....

Buongiorno, si chiede se un'associazione sportiva dilettantistica che eroga rimborsi ad un socio per lavori di pulizia degli spogliatoi, può far rientrare detti rimborsi in quelli forfettari. Nel caso non sia possibile, non avendo le caratteristiche del lavoro dipendente, in quanto pur essendoci degli orari sono quelli in cui non si svolgono i corsi ma senza vincoli particolari, nè subordinazione, si possono considerare compensi erogati ai sensi dell'art. 2222 del codice civile?

Risposta al QUESITO[n°140320] UTENTE[n°16222] Laura Nemesi

Una Società sportiva dilettantistica non a scopo di lucro s.r.l. chiede di conoscere se le ammissioni dei frequentanti (che non possono essere chiamati soci ) devono essere trascritte sul verbale delle assemblee oppure no: è noto che nelle associazioni sportive vanno trascritti nel libro soci ma non è chiaro come si debba agire nel caso di una s.r.l.

Subaffitto di locale adibito alla somministrazione di alimenti e bevande – Risposta al Quesito...

Nello stabile presso il quale ha sede (con regolare contratto di affitto) la a.s.d. sussiste un locale adibito alla somministrazione di alimenti e bevande per soli soci. E' intenzione dell'associazione di subaffittare il suddetto locale a due soci che si sono proposti nella gestione; si chiede se tale procedura sia corretta oppure se esista una diversa modalità? In caso di risposta affermativa, se venisse riscontrata all'interno del locale la presenza di non soci, la responsabilità cadrebbe in capo ai gestori o al Presidente dell'a.s.d.?

Distributore automatico bevande e snack – Risposta al Quesito dell’Utente n. 17083

Una asd di danza sportiva ha in programma di acquistare un distributore automatico di bevande e snack: prima di affrontare questa spesa, si chiede se i costi possono essere inseriti come costi normali di gestione e le entrate come entrate varie (con una sua prima nota, evitando l'iva).

INDENNITA’ DI TRASFERTA NELLE A.S.D. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 4296

Si chiede se i rimborsi dei viaggi compiuti da un atleta con propria autovettura possano rientrare tra le indennità previste dal secondo comma dell'art. 69 del Tuir e cioè indennità per "prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale".

CERTIFICATI MEDICI – DIFFERENZA SOCIO/TESSERATO – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18360

Un'associazione ha inserito fra le proprie attività anche la ginnastica posturale, attività di scarsissima intensità fisica. Si chiede se per questa in particolare ci sia l'obbligo di presentare il certificato medico per "sana e robusta costituzione", tenuto conto che tutti gli atleti iscritti hanno più di 50 anni. Si chiede inoltre di spiegare più dettagliatamente la differenza tra Socio e Tesserato; in particolare: Quando una persona si iscrive la prima volta in palestra, oltre all'obbligo di farlo socio, sussiste anche quello di tesserarlo?

S.S.D.: può definirsi una PMI? – Risposta al Quesito dell’Utente n.18721

Si chiede se una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata e senza fine di lucro, iscritta nel registro delle imprese tenuto presso la CCIAA, rientri nella definizione di piccola e media impresa ai sensi della raccomandazione della Commissione 2003/361/CE pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea L. 124 del 20/05/2003 (Appendice B).

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