LE A.S.D. IN “REGIME 398” ESONERATE DAL REVERSE CHARGE

Nella Newsletter n. 5/2015 del 12 marzo scorso avevamo evidenziato il problema del reverse charge per i soggetti in regime 398: la Circolare 27/3/2015 n. 14/E lo risolve, dando una interpretazione assolutamente ragionevole della recente modifica legislativa.

LA RITENUTA DEL 4% SUI CONTRIBUTI DA PARTE DEGLI ENTI PUBBLICI: TUTTO CHIARO …...

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Le Risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate sono concordi da tempo, ma quanto pubblicato attualmente sul sito dell’Agenzia non è chiarissimo, e le prassi degli enti pubblici non sono univoche.

I POTERI DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEGLI ORGANISMI DI CONTROLLO E I LIMITI...

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Pubblichiamo le slides del Rag. Pietro Canta, nostro consulente regionale per la Liguria, presentate al convegno di sabato 4 ottobre 2014 in occasione del 54^ salone nautico internazionale di Genova.

INIZIA LA STAGIONE SPORTIVA 2014/2015: IL CERTIFICATO PENALE PER CHI OPERA CON MINORI DEVE...

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Dopo il farneticante periodo che ha seguito l’emanazione del nuovo art. 25-bis del d.p.r. n. 313/2002, introdotto dal legislatore con il d. lgs. 39/2014 lo scorso aprile, il mondo sportivo ha necessità di avere dei punti fermi circa il nuovo obbligo, in vista dell’approssimarsi dell’avvio della nuova stagione sportiva.

L’effettivo svolgimento di attività sportiva dilettantistica (agonistica) e l’insussistenza della distribuzione di utili impediscono...

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L’iscrizione al Registro delle Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche, l’effettivo svolgimento di attività sportiva agonistica, l’assenza di scopo di lucro, e la dimostrazione dell’effettività della vita associativa anche attraverso il deposito in corso di causa di dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà rilasciate dagli associati costituiscono elementi probanti tali da riformare la sentenza di rigetto del ricorso da parte della C.T.P. e annullare l’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate che aveva disconosciuto la natura associativa sportiva dilettantistica e di ente senza scopo di lucro di una A.S.D. che gestisce una palestra. Questo è quanto deciso dalla Commissione Tributaria Regionale di Ancona, sezione 1, sentenza n. 236/01/14 del 23/06/2014.

La decommercializzazione dei corrispettivi pagati da soci e tesserati: ancora raccomandazioni per non rischiare...

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Recenti comunicazioni di alcuni Enti di promozione sportiva ci spingono a ricordare ancora una volta alcune regole sull’acquisizione della qualifica di socio e di tesserato che è indispensabile conoscere e rispettare con la massima attenzione

16 GIUGNO: IL GIORNO DELLE SCADENZE FISCALI

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Oramai da alcuni anni, il nostro legislatore, ha individuato il 16 giugno quale “giorno delle scadenze” (e non a caso nelle riviste di settore in questo periodo si parla di “ingorgo fiscale”). Ripercorriamo le più importanti e rilevanti per il mondo sportivo dilettantistico: IMU, TASI, IRES e IRAP.

S.S.D.: PROVENTI DECOMMERCIALIZZATI, TRATTAMENTO FISCALE E COMPILAZIONE DEL MODELLO UNICO – Risposta al Quesito...

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Si chiede se ai sensi dell’art. 148, comma 3, del TUIR, possano essere considerate decommercializzate alcune categorie di proventi di una società sportiva dilettantistica (dettagliatamente elencate nel quesito); quale debba essere il loro trattamento fiscale; e infine se per le s.s.d. nel rigo RF del Modello Unico occorra indicare tutti gli incassi, con la conseguenza che l’importo supererà probabilmente la soglia di € 250.000,00 comportando la decadenza dal regime agevolato, oppure se ai fini del calcolo plafond non si considerino gli incassi decommercializzati.

IMPRESE, SSD, ASD E INDICAZIONE DELLA PARTITA IVA SUL WEB

In Italia esiste un normativa molto specifica che obbliga tutti i soggetti che possiedono Partita Iva e dispongono di un sito web di indicare la P.I. sulle pagine del sito ... ma nel settore dell'associazionismo pare che in pochi lo sappiano.

IL REQUISITO DELL’INTRASMISSIBILITA’ DELLE QUOTE DI PARTECIPAZIONE AL CAPITALE SOCIALE DELLE SRL SPORTIVE DILETTANTISTICHE, ...

Con il presente articolo si analizzano i contenuti delle norme che prevedono la possibilità, da parte delle società sportive dilettantistiche di capitali, di usufruire delle agevolazioni fiscali previste in favore della associazioni sportive dilettantistiche. In particolare saranno oggetto di approfondimento le norme che richiedono il rispetto di particolari requisiti statutari, con riferimento all’assenza di scopo di lucro, anche indiretto, ed al divieto di trasferibilità delle quote di partecipazione al capitale sociale. Prima di procedere all’esame degli aspetti sopramenzionati, pare doveroso ripercorrere l’evoluzione della normativa in materia. Come noto l’articolo 90, comma 1, della legge 27/12/2002, n. 289 ha sancito come principio generale che “ …. le disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche si applicano anche alle società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro.” Si tratta di una norma di carattere generale avente come obiettivo

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Dopo avere esaminato, nella prima parte, il ruolo del MOG quale strumento di prevenzione degli abusi e di tutela dei sodalizi sportivi, questo secondo contributo approfondisce la figura del Responsabile safeguarding, i requisiti richiesti per la nomina, i suoi compiti e le responsabilità derivanti da una scelta o da una gestione inadeguata. L'analisi è completata dall'esame delle prime pronunce della giustizia sportiva, che delineano sempre più chiaramente i doveri gravanti su presidenti e dirigenti di ASD e SSD