RENDICONTO ANNUALE – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20314
Si chiede se il rendiconto annuale, una volta che l'importo tra spese e ricavi sia negativo per quell'anno o di poco positivo, debba essere annualmente inviato all'Agenzia delle entrate o sia sufficiente annotarlo nel libro entrate-uscite.
LA “RIAPERTURA” DEL REGIME DEI MINIMI: UN’OPPORTUNITA’ DA SFRUTTARE
Il “D.L. Milleproroghe” riapre fino al 31/12/2015 la possibilità di scegliere il regime dei minimi, che era stato abolito contestualmente all’introduzione del nuovo regime forfetario; dal raffronto fra i due regimi è evidente la convenienza del primo rispetto al secondo
I DORMITORI DEGLI SPORTIVI DILETTANTI: FRINGE BENEFIT O TUTT’ALTRO?
Come è noto il legislatore fiscale ha ricompreso le somme percepite per l’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica nella categoria dei “redditi diversi” (art. 67, co. 1, lettera m), T.U.I.R.), indicando in un successivo articolo (art. 69, co. 2, T.U.I.R.) quelle voci di rimborso che non concorrono a formare reddito. In questo panorama, come inquadrare fiscalmente gli alloggi destinati a giocatori che abitano in appartamenti messi a disposizione dalla società?
CERTIFICATO PENALE – Risposta al QUESITO dell’Utente n. 17401
Si chiede se gli istruttori di a.s.d. e s.s.d., ai quali di anno in anno viene rinnovata l'offerta di collaborazione e che hanno rapporti in piscina e in palestra con minori, siano obbligati annualmente a richiedere il certificato penale
Favor rei tributario – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18215
Preso atto del contenuto del D.Lgs. 175/2014 (Semplificazioni Fiscali) in particolare sul punto dove viene uniformata la disciplina riguardante la detrazione forfetaria dell'IVA a debito su introiti pubblicitari e di sponsorizzazione, si chiede se, di fronte alla notifica di un avviso di accertamento riguardante il periodo d'imposta 2009 e avente a oggetto proprio delle contestazioni sulla natura di alcune entrate (distinzione appunto tra pubblicità e sponsorizzazione) il contribuente possa invocare quanto contenuto nell'art. 3 comma 2 del D.Lgs. 472/1997 (c.d. favor rei) e chiedere l'annullamento in autotutela dell'avviso di accertamento senza necessità di passare per la fase di contenzioso.
JOBS ACT E LAVORO SPORTIVO DILETTANTISTICO – Prime riflessioni
I provvedimenti emanati dal governo in relazione alla riforma della legislazione sul lavoro (il c.d. “Jobs Act”) impattano anche sulle società ed associazioni sportive dilettantistiche. In particolare, il Legislatore sembra avere preso atto della particolarità e delle specificità del settore sportivo dilettantistico, prevedendo l’esenzione dei rapporti di lavoro instaurati dai sodalizi sportivi dall’obbligo di impiego di contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La riforma, tuttavia, non ha fatto chiarezza in merito al confine tra “lavoro sportivo” e “prestazioni sportive dilettantistiche” inquadrabili tra i c.d. “redditi diversi” ex art. 67 T.U.I.R., talché rimangono aperte gran parte delle problematiche legate all’inquadramento, tributario e, soprattutto, previdenziale, degli sportivi dilettanti.
Prima di emettere le fatture elettroniche occorre sapere che…
La conservazione digitale delle fatture è forse l’anello debole del processo di fatturazione digitale. Vediamo perché.
Accertamento I.V.A. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18736
Associazione sportiva in regime "398" che, nell'anno 2008 non effettua alcuni dei versamenti Iva che risultavano dalle "liquidazioni" periodiche. Nel 2013 viene invitata, tramite questionario, a presentare tutta una serie di documenti relativi agli anni dal 2008 al 2012. Nel mese di dicembre 2014 le viene notificato avviso di accertamento ed atto di contestazione di sanzioni relativamente agli importi Iva non versati nello stesso anno 2008. Premesso che, per un soggetto in "398", non vi è obbligo di presentazione della dichiarazione annuale I.V.A. e che, pertanto, la stessa, non possa di certo mai essere considerata omessa, si chiede se non si debbano ritenere scaduti i termini di accertamento (ex art. 57 del D.P.R. 633/72) in quanto atto notificato oltre il termine decadenziale del del quarto anno successivo a quello in cui è stata (sarebbe dovuta essere...) presentata la relativa dichiarazione I.V.A.
Certificato medico agonistico – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20266
Si dà il caso di un tesserato che svolge attività sportiva agonistica all'interno di una a.s.d. ed è in regola con il certificato medico sportivo: mentre però il tesseramento scade il 30 agosto, il certificato è valido fino alla fine di aprile, quando cessano gli allenamenti con l'a.s.d. Premesso che nel beach volley l'iscrizione ai tornei federali non deve essere sottoscritta dall'associazione ma solo privatamente dal singolo atleta, si chiede se il presidente dell'a.s.d. possa essere ritenuto responsabile qualora il tesserato si iscriva a un torneo in giugno all'insaputa dell'a.s.d., e nell'occasione non provveda a rinnovare il certificato medico.
IL “REVERSE CHARGE”
Il reverse charge (inversione contabile) è un particolare meccanismo di applicazione dell'IVA per effetto del quale, negli specifici casi previsti dalla legge, chi acquista un bene o riceve una prestazione di servizi è tenuto all'assolvimento dell'IVA al posto del cedente o prestatore. In questo articolo vediamo come la Legge di Stabilità ne abbia esteso l'applicazione a prestazioni precedentemente escluse e come e quando ne siano coinvolte associazioni e società sportive dilettantistiche.






