QUESITO N. 559 del 08/03/2011 – utente fiscosport n.10722 – prov. di ROMA
L'addizionale regionale come deve essere calcolata? E' in misura fissa dello 0,9% e va pagata alla regione dove ho l'attività? Oppure se il mio istruttore è residente in un'altra regione devo vedere l'aliquota di quella regione e pagare quella regione? Con un esempio: Se ho la mia attività a Roma ed ho un istruttore che risiede in Campania, che aliquota devo prendere in considerazione? E a quale regione devo versarla? Risposta a cura del dott. Marco D'Isanto, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Napoli
VENDITE E ACQUISTI DI BENI VERSO E DALLA REPUBBLICA DI SAN MARINO a...
Nell’ultimo periodo si fa un gran parlare del Decreto Legislativo che recepisce specifiche direttive comunitarie in materia di territorialità Iva. Principi che hanno ampliato la definizione di “soggetto passivo di imposta” con riferimento alle prestazioni di servizi e al luogo di tassazione , ha definito nuove modalità per i rimborsi ai non residenti e modificato le regole sulla fatturazione. Al contrario, con il presente documento, vogliamo tornare ad approfondire, ai fini della disciplina dell’Imposta sul Valore Aggiunto, il concetto di cessione di beni con particolare riferimento ai rapporti di scambio tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino.
INFEDELE ED OMESSA DICHIARAZIONE: FATTISPECIE PENALMENTE RILEVANTI a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente...
In ambito sportivo, in tema di applicazione delle agevolazioni fiscali sancite dall’art. 148 del TUIR ai fini delle imposte dirette e dall’art. 4 del DPR 633/1972 ai fini IVA, si può porre la problematica di una inesatta interpretazione della normativa: ciò potrebbe avere risvolti di rilevanza penale.
INFEDELE ED OMESSA DICHIARAZIONE: FATTISPECIE PENALMENTE RILEVANTI a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente...
In ambito sportivo, in tema di applicazione delle agevolazioni fiscali sancite dall’art. 148 del TUIR ai fini delle imposte dirette e dall’art. 4 del DPR 633/1972 ai fini IVA, si può porre la problematica di una inesatta interpretazione della normativa: ciò potrebbe avere risvolti di rilevanza penale.
ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE – II.DD. ed IVA – Corte di Cassazione Sez. Trib. Civ....
La questione relativa al trattamento tributario dei bar all’interno dei circoli è stata affrontata anche dalla sentenza 20 settembre 2005, n. 18563 della Suprema Corte di Cassazione.
QUESITO N. 497 del 04/05/2010 – utente fiscosport n.1696 – prov.di NAPOLI
I compensi forfettari erogati in base all'art.67 c.1 lett. m del TUIR formano la base imponibile ai fini del calcolo dell'IRAP? Grazie risposta a cura della D.ssa Francesca Scendoni, Collaboratrice della Redazione Fiscosport - Porto San Giorgio (AP)
ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE – IVA – Corte di Cassazione Sez. Trib. Civ. 09.09.2008 n....
Con l'ordinanza 09.09.2008 n.22739 la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata sulla natura delle attività di cessioni di beni e servizi svolte dalle associazioni sportive dilettantistiche in favore di terzi estranei agli enti medesimi.
ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE – II.DD. ed IVA – Corte di Cassazione Sez. Trib. Civ....
Sulla complessa questione relativa alla natura (commerciale o non commerciale) dell’attività di gestione di un bar all’interno di un circolo associativo, l’indirizzo interpretativo della Suprema Corte di Cassazione ha subito nel tempo notevoli oscillazioni. Sul tema di interesse è la sentenza n.6340/2002 che si annota.
ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE – II.DD. ed IVA – Corte di Cassazione Sez. Trib. Civ....
Sulla natura (commerciale o non commerciale) dell’attività di gestione di un bar all’interno di un circolo associativo, l’indirizzo interpretativo della Suprema Corte di Cassazione, avviato con la sentenza n.6340/2002, è stato poi superato dalla pronuncia del 13.01.2004 n.280.
ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE – II.DD. ed IVA – Corte di Cassazione Sez. Trib. Civ....
Sulla natura (commerciale o non commerciale) dell’attività di gestione di un bar all’interno di un circolo associativo, l’indirizzo interpretativo della Suprema Corte di Cassazione, avviato con la sentenza n.280/2004, è stato poi confermato dalla pronuncia del 10.09.2005 n.18562.






