Compatibilità del ruolo di presidente di a.s.d. con rapporto di lavoro nella p.a.

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Si chiede se un dipendente pubblico, insegnante di educazione fisica a scuola, possa rivestire la carica di presidente in una a.s.d. Da quanto sappiamo i pubblici dipendenti, in qualità di volontari, possono continuare a operare nello sport, previa semplice comunicazione all’amministrazione di appartenenza, mentre, se intendono prestare la loro attività dietro compenso, dovranno munirsi di preventiva autorizzazione del loro datore di lavoro pubblico: è corretto? Inoltre, si chiede se il vice presidente possa essere anche tesoriere della a.s.d. RingraziandoVi, cordialmente

Esenzione sui premi, comunicazioni arbitrali e opzione ex-Enpals nel Milleproroghe

Con la conversione in legge del d.l. 30.12.2023 n. 215 (c.d. "Milleproroghe") sono in arrivo alcune novità (temporanee...) per il settore sportivo dilettantistico

Quali clausole negli statuti delle a.s.d.?

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Si chiede quali siano i nuovi contenuti che devono obbligatoriamente essere inseriti nei nuovi statuti. Occorre fare riferimento anche alla disciplina dei lavoratori sportivi?

Il nuovo regolamento del RAS e il riconoscimento dell’attività sportiva

Sulla piattaforma del Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RAS) è disponibile il nuovo "Regolamento concernente la gestione, conservazione e tenuta del Registro Nazionale delle attività sportive dilettantistiche". Tra le novità l'accreditamento delle attività sportive non riconosciute

Associazioni sportive e personalità giuridica: le indicazioni dei Notai

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Il Consiglio Notarile di Milano - Commissione Terzo settore interviene sul riconoscimento della personalità giuridica delle associazioni sportive

Lavoratori autonomi sportivi in regime forfetario: compatibilità, preclusioni e adempimenti

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Un interessante quesito giunto in redazione ci dà la possibilità di affrontare un problema molto sentito, vale a dire quello della disciplina applicabile al lavoratore autonomo che apre Partita IVA in regime forfettario, in particolare quali franchigie contributive, quale regime forfettario (al 5% o al 15%), quali benefici come lavoratore sportivo

L’obbligo di dotarsi del defibrillatore per gli enti sportivi: alcuni chiarimenti

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Il lungo iter legislativo di emanazione della riforma dello sport (iniziato con la legge delega n. 86/2019 e proseguito con l’emanazione dei cinque decreti attuativi), ha focalizzato l’attenzione degli interpreti e degli operatori del mondo sportivo su tale argomento, rischiando di fare “trascurare” altre questioni, peraltro molto importanti. Tra queste c'è l’obbligo di dotarsi del defibrillatore posto a carico dei sodalizi sportivi, teso a garantire la sopravvivenza del maggior numero di persone colpite da arresto cardiocircolatorio improvviso, attraverso un soccorso tempestivo

Pubblici dipendenti e lavoro sportivo: un decreto definisce i parametri per l’autorizzazione

L’attuazione della riforma segna un altro passo avanti, questa volta con riguardo ai pubblici dipendenti che intendano svolgere attività di lavoro sportivo

La Circolare del Notariato sulla riforma dello sport

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Il Consiglio Nazionale del Notariato ha emanato un documento di studio sgli adeguamenti statutari richiesti ai sodalizi sportivi dalla riforma: una precisa analisi della norma, alcuni spunti interessanti e un paio di ipotesi coraggiose (forse troppo…)

Regime forfettario e partecipazione di controllo in una SRL con stessa attività economica

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Il caso dell’istruttore titolare partita IVA che svolge attività all’interno della SSD partecipata è frequente. Sono numerose le società sportive dilettantistiche a ristretta base societaria, al cui interno i soci operavano sotto forma di collaboratori sportivi ex art. 67 TUIR; oggi, in alcuni casi tali soggetti stanno valutando se aprire la partita IVA e si interrogano circa l’applicabilità del regime forfetario. Qual è la posizione dell'Agenzia delle Entrate sul punto?

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Premi sportivi e soglia dei 300 euro: destinatari, periodo di riferimento...

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L’art. 9 del d.l. 27 marzo 2026, n. 38 ha reintrodotto, per il periodo dal 28 marzo al 31 dicembre 2026, l’esenzione dalla ritenuta del 20% sui premi corrisposti agli atleti partecipanti a manifestazioni sportive dilettantistiche, entro il limite complessivo di 300 euro. Dopo averne dato conto all’indomani della pubblicazione del decreto, torniamo sulla disposizione per esaminarne l’ambito di applicazione, le modalità di calcolo della soglia e il rapporto con la disciplina ordinaria dei premi sportivi