I CONTROLLI AI CIRCOLI NAUTICI: poche le decisioni delle commissioni tributarie dopo la sentenza...
Durante i lavori del convegno del 4/10/2014 - in occasione del 54^ salone nautico internazionale di Genova - sono state affrontate le tematiche relative alla serie di controlli che l’Agenzia delle Entrate-Direzione Regionale della Liguria ha disposto nei confronti delle associazioni sportive dilettantistiche relativamente alle attività di rimessaggio delle barche e di assegnazione di posti barca a favore dei propri associati con decommercializzazione dei corrispettivi specifici (art. 148, comma 3, D.p.r. n. 917/1986 – TUIR). Molti sono infatti i circoli nautici che gestiscono un porticciolo, in concessione dall’autorità marittima nell’ambito dell’area portuale. L’Agenzia delle Entrate in più di una occasione non ha mancato di sollevare la questione e di considerare “commerciali” tali servizi, recuperando le relative imposte IRES, IRAP ed IVA, importi che il più delle volte si sono dimostrati insostenibili per le associazioni sportive stesse. La domanda che ci si pone è: quando possiamo considerare tali attività rientranti nelle finalità istituzionali?
CO.CO.CO. AMMINISTRATIVO GESTIONALI EX ART. 67 LETT. M) tuir – Risposta al Quesito dell’Utente...
La domanda che viene sottoposta verte sui compensi ex art. 67 lett. m) T.U.I.R. e nello specifico sulle co.co.co. a carattere amministrativo-gestionale non professionale rese a favore di ASD (nella fattispecie compiti tipici di segreteria). Da una più approfondita analisi degli obblighi a carico delle A.S.D., chi scrive è giunto alle seguenti conclusioni: 1) Comunicazione al Centro per l’impiego della provincia di appartenenza della ASD entro 24 ore dall’inizio del rapporto; 2) Stesura di un regolare contratto con menzione nel verbale del Consiglio Direttivo; 3) Rilascio autocertificazione (mensile se il compenso è per comodità corrisposto mensilmente) da parte del collaboratore in cui lo stesso afferma di non superare la soglia dei 7.500,00 Euro; 4) Rilascio da parte della ASD, entro il 28/02 di ciascun anno, di certificazione in cui si evince il compenso annuo corrisposto al collaboratore; 5) Invio modello 770; 6) Predisposizione Libro Unico del Lavoro. Stiamo agendo correttamente? Relativamente, invece, alle collaborazioni "sportive" (istruttori sportivi per intenderci), ci è parso di capire che l'obbligo di comunicazione al Centro per l'impiego e predisposizione LUL scatta soltanto quando vengono superati i 7.500,00 Euro. Ci date conferma di questa interpretazione? Inoltre, un architetto con regolare Partita Iva, può percepire compensi di natura amministrativo gestionale dalla nostra A.S.D.? Se, come riteniamo la risposta è affermativa, occorre sempre fare comunicazione al centro per l'impiego dato che stiamo parlando di un libero professionista? Infine, se possibile, si richiede cortesemente qualche riferimento a sentenze recenti relative a cause lavorative tra A.S.D. e co.co.co. a carattere amministrativo-gestionale.
CERTIFICATO MEDICO E ECG – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18515
Nella Newsletter Fiscosport n. 16/2014 sono state commentate le "Linee guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica" (d.m. 8 agosto 2014). Un nostro lettore chiede di specificare se l'elettrocardiogramma sia obbligatorio oppure a discrezione del medico curante.
I POTERI DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEGLI ORGANISMI DI CONTROLLO E I LIMITI...
Pubblichiamo le slides del Rag. Pietro Canta, nostro consulente regionale per la Liguria, presentate al convegno di sabato 4 ottobre 2014 in occasione del 54^ salone nautico internazionale di Genova.
OBBLIGO DI REGISTRAZIONE DI ATTO COSTITUTIVO E STATUTO – Risposta al Quesito dell’Utente n....
Si chiede se una a.s.d. che si adegua alla normativa fiscale ex l. 398 debba obbligatoriamente registrare all'Ufficio delle Entrate l'atto costitutivo e lo statuto, come si possa rimediare se non è stato adempiuto all'obbligo, e se la registrazione sia necessaria anche in caso di modifiche successive (ripresentando il nuovo statuto o registrando solo la modifica del precedente).
RICEVUTE E MARCHE DA BOLLO – Risposta al Quesito dell’Utente n. 8003
Gli allievi di una scuola tennis (i cui corsi durano nove mesi) versano all'atto dell'iscrizione una quota iscrizione o quota sociale (che non ha natura commerciale ed è esente da imposta di bollo). Qualora unitamente a tale quota versino anche quella di frequenza al primo mese, il cui importo è inferiore a € 77,47, sulla ricevuta che somma i due versamenti bisogna apporre la marca da bollo di € 2,00? E ancora: sulla ricevuta per detrazione delle spese per attività sportiva dei ragazzi che riepiloga tutti i versamenti mensili già effettuati nell'anno, singolarmente al di sotto della soglia di €. 77,47, bisogna apporre la marca da bollo anzidetta?
RICEVUTE, MARCHE DA BOLLO E SCONTRINI – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18855
Una A.S.D. in regime di IVA forfettaria chiede: 1. se gli acquisti effettuati per conto della associazione possano essere documentati da scontrini fiscali e ricevute o se sia necessaria sempre e comunque la fattura; 2. se le prestazioni occasionali debbano essere sempre documentate da apposito contratto di incarico o se sia sufficiente la ricevuta del pagamento rilasciata dal prestatore; 3. se sia tenere la prima nota di cassa o se vada bene la scheda contabile.
L’effettivo svolgimento di attività sportiva dilettantistica (agonistica) e l’insussistenza della distribuzione di utili impediscono...
L’iscrizione al Registro delle Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche, l’effettivo svolgimento di attività sportiva agonistica, l’assenza di scopo di lucro, e la dimostrazione dell’effettività della vita associativa anche attraverso il deposito in corso di causa di dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà rilasciate dagli associati costituiscono elementi probanti tali da riformare la sentenza di rigetto del ricorso da parte della C.T.P. e annullare l’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate che aveva disconosciuto la natura associativa sportiva dilettantistica e di ente senza scopo di lucro di una A.S.D. che gestisce una palestra. Questo è quanto deciso dalla Commissione Tributaria Regionale di Ancona, sezione 1, sentenza n. 236/01/14 del 23/06/2014.
La decommercializzazione dei corrispettivi pagati da soci e tesserati: ancora raccomandazioni per non rischiare...
Recenti comunicazioni di alcuni Enti di promozione sportiva ci spingono a ricordare ancora una volta alcune regole sull’acquisizione della qualifica di socio e di tesserato che è indispensabile conoscere e rispettare con la massima attenzione
DOCUMENTAZIONE PER DETRAZIONE PER ATTIVITA’ SPORTIVA – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18399
Un'associazione di danza con Partita Iva, iscritta al Registro Coni e affiliata a un EPS, che offre corsi a bambini, ha istituito abbonamenti differenziati per i diversi corsi, con costi differenti: al genitore viene rilasciata ricevuta semplice, ma alcuni commercialisti dei genitori dei soci richiedono la "ricevuta fiscale". Si chiede quale sa il corretto comportamento da tenere, se si debba emettere "ricevuta fiscale" o ricevuta semplice.







