Lettere d’intento ad a.s.d. in 398/91 – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19909

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L'art. 20 del D.Lgs. n. 175/2014 ha modificato gli obblighi dichiarativi e comunicativi in merito alle Dichiarazioni degli Esportatori Abituali stabilendo che: "l’obbligo di trasmissione dei dati contenuti nelle lettere d’intento è posto in capo all’esportatore abituale e non più al fornitore, [...] resta fermo, per il fornitore, l’obbligo di riepilogare nella dichiarazione IVA annuale i dati concernenti le dichiarazioni di intento ricevute, nonché l’obbligo, previsto sia per l’esportatore che per il fornitore, di tenuta e aggiornamento del registro delle lettere d’intento". Sulla base di quanto esposto si chiede se una a.s.d. in regime L. 398/91, ricevendo una Dichiarazione D'intento per la fatturazione di una Pubblicità, posto che istituisca il registro dove annotare le stesse, non avendo l'obbligo di Dichiarazione IVA, debba riepilogare le Dichiarazioni D'intento ricevute in altro modo o sia esentata da tale obbligo.

S.S.D. – RICEVUTE SEMPLICI O RICEVUTE FISCALI? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 5462

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Si richiede se sia corretto che una s.s.d., nei confronti dei propri praticanti sportivi per le attività da loro svolte, emetta ricevute fiscali esenti art. 10, e che tale importo sia defiscalizzato per le imposte dirette in considerazione del fatto che il corrispettivo pagato dal proprio atleta non è considerato attività commerciale

LA SOCIETA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA: ASPETTI FISCALI

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La società sportiva dilettantistica continua a destare notevoli dubbi applicativi, principalmente circa gli aspetti fiscali: cerchiamo con questo intervento di fare chiarezza.

UTILE DI ESERCIZIO DI A.S.D.: suo impiego per acquisti per finalità istituzionali – Risposta...

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Una a.s.d. del settore danza, di modeste dimensioni e con solo codice fiscale, svolge solo attività istituzionale, incassando le quote associative annuali e i corrispettivi specifici dai soci tesserati che partecipano ai corsi di danza. Alla chiusura dell'anno sportivo (31 agosto) risulta un attivo di 6000 euro circa, che in base allo statuto deve essere riportato all'anno successivo. Per non ‘deviare’ dall’attività istituzionale non vengono acquistati indumenti sportivi o altri accessori, per i quali provvedono personalmente gli associati. Si chiede se l’utile di cui sopra possa essere impiegato per migliorare la struttura dell’associazione (tendaggi, tinteggiatura, sedie nuove …) e se sia possibile anche l'acquisto occasionale di vestiti per i soci che partecipano a manifestazioni di danza, abiti che comunque rimarrebbero di proprietà dell'associazione.

ALLA PROVA DEI FATTI IL “FAVOR REI” SUPERA L’ESAME IN UNA SENTENZA DA 10...

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Una recente sentenza della C.T.P. di Parma riconosce l'applicazione retroattiva dell'art. 19, d.lgs n. 158 del 2015 ed esclude, nel caso esaminato, la decadenza dalle agevolazioni ex l. 398 a seguito di pagamenti non tracciabili "oltre soglia". Una decisione chiara, coerente, che va salutata con favore.

SOCIO E TESSERATO – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21154

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Una a.s.d. svolge diverse tipologie di corsi: nello statuto si legge infatti: "... l'a.s.d. ha per finalità la promozione, la formazione e la prevenzione nell'ambito delle attività motorie, sportive e del benessere psicofisico nel suo complesso realizzate attraverso corsi, stage e clinics teorici e pratici con o senza l'ausilio di animali indoor o outdoor. L'associazione ha altresì lo scopo di promuovere le tecniche di salvamento, con e senza l'ausilio di animali, e la lotta alla morte cardiaca improvvisa attraverso programmi di informazione e formazione alle manovre di primo soccorso con defibrillatore..." Ciò premesso, e tenuto conto che, appunto, vengono svolte diverse tipologie di corsi - alcune previste dal registro coni altre no - si chiedono chiarimenti a proposito delle due figure di socio e tesserato: potrebbe accadere che vi siano annate in cui ci siano solo soci ma non tesserati perchè non sono stati avviati i corsi per cui servivano i tesseramenti? E se sì, l'associazione sarebbe comunque in regola?

Finanziamenti da parte dei soci convertibili in versamenti a fondo perduto – Risposta al...

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Si chiede se a un'associazione sportiva dilettantistica sia applicabile analogicamente l'art. 2467 del c.c. (in particolare il 2° comma), anche se non specificamente richiamato nello statuto; in altre parole, se alcuni soci hanno eseguito finanziamenti infruttiferi nel cui verbale si indica solo che verranno restituiti a difficoltà finanziarie dell'ente ripristinate, se sia possibile non restituirli e considerarli a fondo perduto richiamando il 2467, comma 2, in quanto presenti i presupposti di cui allo stesso.

Fatture utilizzo impianti sportivi – Risposta al Quesito dell’Utente n. 7720

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Una società sportiva è affiliata alla FIPSAS per la specialità del Nuoto Pinnato; l'oggetto sociale e l'attività istituzionale, sia della società che federale, riguarda l'organizzazione di corsi e attività agonistiche per il Nuoto Pinnato, quindi anche l'organizzazione di corsi di apprendimento del nuoto di base finalizzato alla specialità del Nuoto Pinnato. Vengono utilizzate piscine non di proprietà ma gestite da altri soggetti che rilasciano documentazione contabile per l'affitto degli spazi acquei. Questi gestori non sono affiliati alla FIPSAS, ma generalmente alla FIN o a qualche EPS che comunque ha come scopo istituzionale il nuoto. Data questa necessaria premessa si chiedono chiarimenti relativamente alle fatture che questi soggetti emettono e alla presenza o meno dell'IVA: se ben compreso, infatti, la norma in materia di IVA, riguarda l'esenzione tra soggetti della stessa Federazione in quanto con il medesimo scopo istituzionale; e d'altra parte anche la Federazione cui appartiene la a.s.d. che pone il quesito ha medesimo istituzionale, con l'unica differenza nel fatto che il nuoto tradizionale si pratica senza attrezzi, mentre il nuoto pinnato prevede un'attrezzatura. Si chiede dunque se la fattura di utilizzo degli spazi acquei sia esente IVA o se invece la distinzione di cui sopra sia rigida e riguardi esclusivamente soggetti della stessa FSN o EPS.

Lettera d’incarico istruttore professionista in Partita Iva – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11585

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Si chiede quale sia la corretta procedura per inquadrare un istruttore che svolge la propria attività come libero professionista quindi con Partita Iva. Il problema principalmente è la forma della lettera d'incarico che l'associazione deve stipulare per collaborare con tale istruttore. Infatti tutti gli esempi trovati on line riguardano esclusivamente sportivi dilettanti, mentre il professionista che svolge l'attività d'istruttore è un laureato in scienze motorie che ha aperto Partita Iva (in quanto il suo reddito è formato esclusivamente da attività sportiva in diverse asd) nel regime dei minimi. Si chiede inoltre se al termine dell'anno trascorso si debba comunque predisporre la certificazione unica nel caso abbia un istruttore in P.I. e se vi sia qualche problema fiscale nel variare la collaborazione da attività con la classica "formula dei 7.500€" a partita iva. Grazie mille e complimenti per il sito veramente completo e gestito in maniera eccelsa.

Detrazione IVA e convenienza tra tassazione ordinaria e “regime 398” – Risposta al Quesito...

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Si chiede se nei primi due/tre anni dalla costituzione di una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata possa essere conveniente la scelta di non aderire al regime agevolato ex legge 398/91. La domanda nasce dalla considerazione che la legge 398/91 non consente la detrazione dell'Iva acquisti, e tuttavia è facile che nei primissimi anni di attività una s.s.d.r.l. abbia pochi ricavi commerciali e tante spese (quindi molta Iva acquisti): di qui il dubbio se non convenga gestire inizialmente la s.r.l. secondo il regime di tassazione ordinaria, per poi passare al terzo o quarto anno in regime 398/91.

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Comunicazione preventiva all’ispettorato territoriale nel caso di avvio di un rapporto...

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Nella risposta al quesito del 7 gennaio 2022 dal titolo  "Prestazioni occasionali e comunicazione preventiva: obbligo anche per le a.s.d. e s.s.d." si afferma che non è una disposizione ai rapporti di lavoro occasionale utilizzati in ambito istituzionale del sodalizio sportivo (diversamente invece applicabile in ambito di società sportiva dilettantistica in quanto, come sappiamo, la loro attività è sempre di natura commerciale). Nella risposta al quesito del 9 aprile 2026 dal titolo "La prestazione autonoma occasionale nello sportiva comunicata al rasd? si afferma che: "Le asd e ssd svolgendo attività senza scopo di lucro sono state escluse da questo adempimento". Ravviso una contraddizione nelle due risposte