Erogazione Contributi Pubblici – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20903
Si chiedono alcuni chiarimenti relativamente ai rimborsi spesa da parte di Enti Pubblici, in particolare si desidera sapere come debbano essere considerate le somme versate dagli Enti Pubblici alle a.s.d. o organizzazioni non profit per l’applicazione ai fini IVA (e senza IVA); come debbano essere imputate (commerciale o non commerciale) le somme versate dagli enti pubblici agli enti non profit e per le quali non è stato emessa fattura; e infine in quali casi il contributo e/o rimborso spese elargito dall’Ente Pubblico alla a.s.d. sia considerato entrata commerciale e come debba essere contabilizzato.
E’ possibile distribuire gli utili maturati da una s.s.d. trasformata in s.r.l.? (A margine...
L'articolo che segue prende spunto da un'interessante questione sollevata da un nostro lettore: una s.s.d. in 398 che ha maturato utili in diversi anni vorrebbe distribuirli pro quota ai soci, previa modifica statutaria da s.s.d a.r.l. a s.r.l. commerciale pagando le imposte sulla totale distribuzione (partecipazioni qualificate). Si chiede se sia possibile percorrere questa strada, avendo ben presente che la s.s.d., in caso di cessazione, deve destinare il patrimonio a enti aventi scopi analoghi e che nel caso in questione non si tratterebbe di cessazione.
Corrispettivi diversificati – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20937
Una s.s.d. affiliata CSEN e avente lo scopo di promuovere l'attività sportiva e il benessere fisico, gestisce un centro sportivo munito di piscina, sauna, palestra con attrezzi e corpo libero, campi da tennis. Fra le iniziative che intende porre in essere ci sono: a) l'organizzazione di corsi di avviamento e perfezionamento delle singole discipline (corsi di nuoto, spinning, pilates ...) b) possibilità di utilizzare la struttura (con ingressi giornalieri o con abbonamenti mensili/trimestrali/semestrali/annuali) per praticare in libertà le diverse discipline (utilizzo piscina, palestra ...) Premesso che la s.s.d. vorrebbe aderire al regime agevolato 398, si chiede di conoscere il trattamento fiscale dei corrispettivi richiesti per le iniziative di cui sopra nei confronti dei seguenti soggetti: 1) Privati non soci e non tesserati a nessuna federazione 2) Privati non soci ma iscritti a una federazione (quella per la quale intendono iscriversi al corso o utilizzare il centro sportivo - ad es. CSEN, FIN, FIT ...) Si chiede pertanto se i corrispettivi di cui ai punti a) e b) svolti nei confronti dei soggetti 1) e 2) abbiano natura commerciale, e quindi da assoggettare a IVA e far rientrare nel plafond dei 250.000, oppure siano da considerare decommercializzati, e quindi non soggetti ad IVA e non rientranti nel predetto plafond.
Istruttori in partita IVA – Risposta al Quesito dell’Utente n. 5540
Si chiede se in una a.s.d. sia possibile inquadrare con partita IVA gli istruttori sportivi che svolgono solo questo come professione, anche qualora abbiano un solo committente. In caso affermativo si chiede a quale contribuzione sarà soggetto il collaboratore sportivo.
Perdura l’insostenibile “leggerezza” della giurisprudenza
Come abbiamo salutato con grande favore molte sentenze che finalmente individuano principi condivisibili e li seguono con coerenza, questa volta ci troviamo a commentare criticamente quattro pronunce: tre di queste sostengono principi che non ci trovano d’accordo (Cass., ord. n. 1020/2016; Cass., sent. n. 8853/2016; C.T.R. Milano n. 1401/67/16), e una è purtroppo indice di come la correttezza che pretendiamo dall’Ufficio non sempre sia rispettata anche da parte delle a.s.d. (C.T.P. Pesaro, sent. 174/2016).
REVOCA DEL REGIME AGEVOLATO – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20402
Si chiede se e con quali modalità una a.s.d. che in passato abbia esercitato l'opzione per il regime agevolato possa, nel corso dell'anno 2016, optare per la tassazione ordinaria; si specifica che non è stata posta in essere alcuna operazione attiva.
Compensi per attività sportiva – Risposta al Quesito dell’Utente n. 8605
Si chiede se sia possibile liquidare il compenso per attività sportiva (insegnante di danza) ex d.p.r. 917/1986 / legge 342/2000 se il soggetto interessato è componente del comitato direttivo.
Bar sociale – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20841
Una S.S.D. esercita l'attività sportiva nel settore fitness e, come noto, trattandosi di S.S.D. e non di A.S.D. non può aprire un bar anche se riservato a soli soci. Quali potrebbero essere le soluzioni per sopperire alla carenza di questo utile servizio per i fruitori dell'attività sportiva?
S.S.D.: PERCHÈ SÌ AL “VOTO PROPORZIONALE” E ALLA “TRASMISSIBILITÀ DELLA QUOTA”
La disciplina fiscale riguardante le Società Sportive Dilettantistiche di capitali senza scopo di lucro (di seguito per brevità SSD), previste dall'art. 90 della legge 289/2002, presenta due principali argomenti di confronto in dottrina.
Affiliazione e tesseramenti a eps non riconosciuto dal CONI – Risposta al Quesito dell’Utente...
Il quesito presentato segue all'intervento della dott.ssa Sideri al Convegno Fiscosport di Ferrara a proposito del pericolo di affiliazioni e tesseramenti tramite "terzi". La a.s.d. interessata è affiliata - e quindi tessera i soci atleti - a una federazione non riconosciuta dal Coni ma da un ente di promozione sportiva con cui è convenzionata e tramite la quale è dunque iscritta nel registro nazionale del Coni. Si chiede se tale posizione potrebbe essere a rischio e se le qualifiche tecniche (allenatore, istruttore) rilasciate sono realmente valide.






