QUESITO n. 551 del 07/02/2011 – utente fiscosport n. 417 – prov. di BOLZANO

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Gradirei una delucidazione in merito all'obbligo di rendicazione del 5 per Mille: le associazioni sportive dilettantistiche beneficiarie del contributo del cinque per mille anno 2006, percepito con accredito sul conto corrente nell`anno 2008, hanno l'obbligo di redigere un apposito rendiconto con illustrazione della destinazione della somma ricevuta entro un anno dell'avvenuto accreditamento (quindi nell'anno 2010)? In caso affermativo, esiste un fac-simile per gli importi inferiori a Euro 15.000,00? Risposta a cura del dott. Francesco Sisani, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Firenze

RIFLESSIONI SUL CONCETTO DI ATTIVITA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA E DIFETTO DI AGONISMO

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Il concetto di "attività sportiva dilettantistica" - La definizione legislativa - L'ordinamento sportivo - Il difetto di agonismo - Le interpretazioni dell'amministrazione finanziaria in ordine al difetto di agonismo - L'erroneità delle medesime

QUESITO N. 615 del 12/11/2011 – utente fiscosport n. 4296 – prov. di PESCARA

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Se non erro, le a.s.d. che operano in regime 398/91 determinano il loro reddito secondo il principio di cassa; cioè portando tra i proventi solo le fatture emesse ed incassate nell'esercizio; nel mentre, ai fini Iva, la detrminazione dei proventi avviene secondo il principio di competenza per cui vanno computati tra i proventi imponibili tutti gli introiti fatturati nel periodo anche se non incassati.Si chiede se, con l'introduzione delle normative che hanno istituito il principio dell'"Iva per cassa" secondo il quale l'Iva va versata al momento dell'incasso delle fatture emesse, tale criterio è calcolabile anche alle a.s.d. e, quindi, uniformare il procedimento Iva a quello del Reddito, versando l'Iva sulle fatture emesse solo al momento del loro avvenuto incasso. Risposta a cura di Marco Fava *, Consulente Provinciale Fiscosport - Teramo

QUESITO N. 545 del 11/01/2011 – utente fiscosport n. 8933 – prov. di AGRIGENTO

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Salve, sono il Presidente di una A.S.D. ed ho un dubbio per quanto riguarda la domanda di ammissione a socio. Nella richiesta di ammissione a socio è valida una sola firma sia per la richiesta di ammissione a socio che per l'informativa sulla privacy? Oppure è necessario che le firme siano due, una per la richiesta di ammissione a socio ed una per l'informativa sulla privacy? Risposta a cura della Dott.ssa Barbara Agostinis, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Pesaro

LA MAXISANZIONE PER LAVORO IRREGOLARE: ALCUNI SPUNTI DI RIFLESSIONE

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Il 24 novembre 2010 è entrata in vigore la l. n. 183 del 4 novembre 2010, più conosciuta come “Collegato Lavoro”. Un importante provvedimento che ha apportato profonde ed ampie modifiche al diritto giuslavoristico, ma che ha avuto un iter legislativo molto travagliato. Per la sua approvazione in via definitiva sono occorse ben sette letture iniziate nell’autunno del 2008 (un percorso, questo, che ha ben pochi precedenti nell’intera vita legislativa del nostro Paese) ed è stato motivo di duri scontri tra maggioranza e opposizione. Al termine ne è nato un provvedimento che, come detto, è un processo riformatore assoluto tra le norme che regolano la materia del “lavoro”; ma è solo la prima parte di un progetto completo finalizzato alla definizione anche di un nuovo Statuto dei Lavoratori.

QUESITO N. 595 del 20/01/2011 – utente fiscosport n.15802 – prov. di GENOVA

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Siamo una A.S.D. che vorrebbe modificare la denominazione sociale; la modifica (sempre A.S.D. variando solo il nome) verrà sottoposta all'approvazione dell'assemblea straordinaria dei soci. Successivamente sarà sufficiente registrare la delibera dell'assemblea straordinaria che ha approvato la modifica (senza dover rifare lo statuto e la relativa registrazione) e comunicare la variazione all'Agenzia delle Entrate utilizzando il Mod. AA5/6 oppure occorre seguire un iter diverso? Precisiamo che l'associazione è in possesso solo del codice fiscale. Risposta a cura del dott. Marco D'Isanto, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Napoli

QUESITO N. 544 del 07/01/2011 – utente fiscosport n. 8419 – prov. di VERCELLI

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Spettabile Fiscosport, sul numero 17 del 14/10 scorso, ho letto (1° approfondimento) delle sanzioni toccate ad un Società che non aveva ottemperato alla tracciabilità dei pagamenti. Sono Presidente di una piccola SSD scacchistica che dispone di un CC bancario, da noi richiesto per le sole operazioni on line e per cassa; in pratica, il vecchio libretto al portatore è stato “allargato” alle operazioni on line. Tutto bene fino al gennaio di quest’anno quando, nel fare un bonifico in uscita, mi veniva risposto “conto non disponibile”; dopo una lunga indagine, ho saputo che non era più possibile eseguire bonifici in uscita a causa di nuove norme (mi pare europee). Considerando la scarsa movimentazione che ci riguardava, non abbiamo dato eccessivo peso alla cosa meditando di risolvere le cose più avanti, magari cambiando natura del conto. Poi, come spesso succede, ci siamo dimenticati di sistemare le cose e, quando si è trattato di compensare (700,00 €) un nostro giovane Istruttore che non aveva CC bancario né altra possibilità di ricevere un bonifico, siamo ricorsi al contante dietro presentazione di una ricevuta da lui firmata. Alla luce di quanto letto su quel bollettino di Fiscosport, ci rendiamo conto di aver eseguito un pagamento fuori norma e la cosa ci preoccupa. Domando: 1. E’ possibile sanare la cosa e come? 2. Come regolarci nel caso di beneficiario nella stessa posizione del nostro Istruttore? 3. Nel caso del pagamento di affitto e riscaldamento della nostra Sede al Comune (circa 706,00 €), è sufficiente la ricevuta della Tesoreria del Comune stesso? Risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente fiscale del C.P. CONI di Siena

QUESITO N. 543 del 07/01/2011 – utente fiscosport n.11383 – prov. di VICENZA

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Buongiorno, lo Statuto del nostro sci club (associazione sportiva dilettantistica in regime 398/91) prevede espressamente la nomina del Collegio dei Revisori, nomina che, in tutti gli anni di vita dello sci club non è mai stata effettuata. Considerato che il Codice Civile non prevede per gli enti no profit tale organo collegiale, chiedo cortesemente di sapere se la norma statutaria che prevede la nomina del Collegio dei Revisori implica un obbligo ed eventualmente quali potrebbero essere le conseguenze della mancata ottemperanza allo statuto in caso di controlli. Risposta a cura dell'Avv. Biancamaria Stivanello, Avvocato in Padova

QUESITO N. 546 del 12/01/2011 – utente fiscosport n. 15834 – prov. di TREVISO

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Gentili Signori, siamo un'Associazione Sportiva Dilettantistica affiliata AICS, attiva dal 2005 sul territorio trevigiano, abbiamo un quesito da sottoporre a seguito di partecipazione al Convegno di Zelarino del 23 ottobre u.s. " Fisco e Sport". Nell'anno 2009 operavano presso la ns Associazione n. 10 collaboratori (3 amministrativo/gestionale, 7 sportivi), nessuno dei quali ha superato la soglia dei 7.500 € annui. Al convegno di cui sopra, ci è stato consegnato un opuscolo in cui abbiamo letto le pretese mosse dall'Enpals in merito ai compensi per i collaboratori delle A.S.D., e LA CIRCOLARE ENPALS N. 13 DEL 7/8/2006 CHE ACCOGLIE LE LE TESI DEL CONI. Non ci è chiaro questo punto: ci è giunta voce infatti che sarebbe richiesto dall'Enpals l'obbligo di iscrizione per tutti coloro che, inquadrati come sportivi, raggiungono come rimborso la cifra di 4.000/4.500€ all'anno. Ci potete fornire delucidazioni in merito ai contributi Enpals alla luce delle normative finora in essere? Risposta a cura del Dott.Gianfranco Fumarola, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Martina Franca (TA)

COSTITUZIONE E GESTIONE DI UNA ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA – Profili giuridici, amministrativi, fiscali e...

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Obiettivo della presente trattazione è quello di illustrare al lettore, interessato ad approcciare il settore sportivo dilettantistico, una panoramica degli adempimenti da ottemperare e delle regole cui attenersi per promuovere lo sport dilettantistico e godere delle agevolazioni previste dalle normative vigenti. Per esigenze di sintesi, nei riguardi di taluni aspetti, saranno forniti solo cenni o spunti di osservazione, nella speranza di potere approfondire tali questioni in diversa e separata sede, mentre altri aspetti non saranno analizzati nella loro completezza in quanto si tratta di materie che non hanno ancora ricevuto la meritata (e attesa) definitiva soluzione interpretativa e che purtroppo, nonostante la vasta platea di utenti interessati, sono oggetto di forti controversie.

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Comunicazione preventiva all’ispettorato territoriale nel caso di avvio di un rapporto...

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Nella risposta al quesito del 7 gennaio 2022 dal titolo  "Prestazioni occasionali e comunicazione preventiva: obbligo anche per le a.s.d. e s.s.d." si afferma che non è una disposizione ai rapporti di lavoro occasionale utilizzati in ambito istituzionale del sodalizio sportivo (diversamente invece applicabile in ambito di società sportiva dilettantistica in quanto, come sappiamo, la loro attività è sempre di natura commerciale). Nella risposta al quesito del 9 aprile 2026 dal titolo "La prestazione autonoma occasionale nello sportiva comunicata al rasd? si afferma che: "Le asd e ssd svolgendo attività senza scopo di lucro sono state escluse da questo adempimento". Ravviso una contraddizione nelle due risposte