LA DETRAZIONE PER SPESE PER ATTIVITA’ SPORTIVA DI RAGAZZI FRA 5 E 18 ANNI...
Sull'argomento sono già stati pubblicati su Fiscosport tre articoli: il primo al momento della pubblicazione del D.M. attuativo, il secondo al momento in cui sono state pubblicate le istruzioni ministeriali per le prime dichiarazioni dei redditi nelle quali tale agevolazione poteva essere fatta valere, il terzo con i testi delle disposizioni di Legge. In occasione della newsletter che si occupa in gran parte di argomenti legati proprio alle dichiarazioni dei redditi ci è parso opportuno proporre una sintesi di tali lavori, riunendone ed aggiornandone i contenuti.
QUESITO n. 589 del 01/05/2011 – utente fiscosport n. 4384 – prov. di TREVISO
Buongiorno, siamo un’associazione sportiva dilettantistica senza attività commerciale che sta valutando la possibile fusione con un’altra associazione sportiva dilettantistica che invece è in regime di Legge 398/91. Si chiede quali siano gli adempimenti da assolvere da un punto di vista: a) societario (convocazione assemblee per delibera fusione, eventuale approvazione bilancio intermedio, nuovo statuto, etc.) b) fiscale/previdenziale (comunicazioni/dichiarazioni ai vari Enti) c) contabile (bilancio delle 2 associazioni alla data di fusione, evidenza dei beni portati nella fusione, etc.). Si chiede inoltre se sia possibile fare una fusione per incorporazione anziché la nascita di una nuova associazione: in entrambi i casi le differenze degli adempimenti da assolvere. Risposta a cura del dott. Donato Foresta, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Milano
QUESITO n. 590 del 01/04/2011 – utente fiscosport n.16539 – prov. di CREMONA
Buongiorno, sono il Segretario/Tesoriere di un'Asd di Vela, regolarmente iscritta al Coni e in regime 389/91. Un socio ha anticipato con mezzi propri un pagamento relativo a una fattura intestata all'Associazione, come è possibile eseguire il rimborso? Risposta a cura della dott. Francesca Scendoni, Collaboratrice della Redazione Fiscosport - Porto San Giorgio (FM)
QUESITO N. 602 del 30/09/2011 – utente fiscosport n.16879 – prov. di CAGLIARI
Buongiornooperiamo in un Circolo Ippico con solo regime Istituzionale (no commerciale), vorremmo sapere se le pensioni dei cavalli dei soci proprietari rientrano nell'attività istituzionale oppure no. Risposta a cura di Giuseppe Tomassoni, Collaboratore della Redazione Fiscosport *
QUESITO n. 588 del 28/05/2011 – utente fiscosport n. 16722 – prov. di CAGLIARI
La nostra associazione sportiva, iscritta ad un ente di promozione sportiva, al Registro CONI e all’Albo Regionale delle Associazioni sportive, intende svolgere la sua attività soprattutto nel periodo estivo. L’attività riguarderebbe tutti gli sport praticabili in spiaggia e al mare in genere come ad esempio: beach soccer, beach volley, nuoto, canoa, ecc.. e si svolgerà presso uno stabilimento balneare che metterebbe a nostra disposizione zone d’ombra, sdraie, docce e i natanti che utilizzeremo per i nostri corsi. Non intendiamo effettuare attività di tipo agonistico per assicurare un clima più vacanziero e ludico anziché competitivo. Le diverse discipline sportive saranno praticate secondo un programma definito all’inizio della stagione e l’insegnamento delle stesse affidato a tecnici qualificati. Durante le pause, tra un corso e l’altro, un gruppo di educatori organizzerà giochi di società e attività per intrattenere i ragazzi. Il servizio potrà essere svolto anche a favore di amministrazioni comunali che con specifico finanziamento intendono farsi carico dei costi di tesseramento e dei servizi specifici dalla nostra associazione. Il trasporto dei bambini dai comuni alla spiaggia sarebbe effettuato da un bus a noleggio con costi a nostro carico. Infine, per alcuni bambini che, si prevede, potrebbero farne richiesta potremmo garantire il servizio mensa presso un chiosco disponibile ad ospitare i nostri giovani allievi. I pasti verrebbero forniti da un’azienda di catering e agli iscritti verrebbe addebitato solo il costo del pasto e dei collaboratori assistenti al momento del pranzo. Si chiede: A) viste le perplessità in merito al riconoscimento dell’attività sportiva in assenza di attività agonistica o, comunque, con prevalente attività non agonistica, il progetto rischierebbe di crearci dei problemi di carattere fiscale tenuto conto che abbiamo optato per la 398/91? A nostro avviso NO, visto l’articolo 35, comma 5, del d.l. n. 207 del 2008, che ha previsto quanto segue: “ nelle parole « esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche » contenute nell’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza all’attività sportiva dilettantistica ”, che è quanto noi facciamo. B) Il servizio prestato a favore dei bambini iscritti con oneri a carico delle amministrazioni comunali di residenza potremo fatturarlo ai comuni in esenzione da Iva, così come previsto dal disposto dell’art. 10 n. 20 d.p.r. n. 633/72, richiamato dalla circ. 22/E del 18 marzo 2008 (“ Sono riconducibili nell’ambito applicativo del beneficio dell’esenzione dall’IVA di cui all’articolo 10, n. 20) del DPR n. 633 del 1972, le prestazioni educative, didattiche e formative approvate e finanziate da enti pubblici (Amministrazioni statali, Regioni, Enti locali, Università, ecc. ”)? C) Poiché per lo stesso servizio di cui al punto B) sarà stipulata specifica convenzione, di cui all'articolo 8, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come sostituito dall'articolo 9, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517, sarebbe corretto non considerarli compensi di carattere commerciale ma attinenti l’attività istituzionale? D) Con riferimento ai pasti che si prevede di somministrare esclusivamente ai soci, è corretto non applicare l’iva e ritenere gli stessi di natura non commerciale (de-commercializzati?). Grazie per l’attenzione - Il presidente Risposta a cura del dott. Donato Foresta, Collaboratore della Redazione di Fiscosport - Milano
LA RELAZIONE DI ACCOMPAGNAMENTO AL BILANCIO E LA RELAZIONE DI MISSIONE – A cura...
“La nota integrativa e la relazione di missione” non rappresenta solo il tema del presente approfondimento: l'analisi dei due documenti costituisce infatti anche oggetto della raccomandazione n. 3 della Commissione Aziende Non Profit del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (CNDC) e a questa, pertanto, si farà specifico riferimento nel presente contributo. Merita da subito sottolineare che la raccomandazione in oggetto, se pur destinata a tutti gli enti non commerciali – e pertanto anche alle associazioni sportive dilettantistiche – è concepita soprattutto per trovare applicazione presso i soggetti di maggiori dimensioni; ciò non toglie che le indicazioni lì espresse possano essere di ausilio anche nei confronti delle associazioni meno strutturate.
IL BILANCIO DELLE SOCIETA’ E DELLE COOPERATIVE SPORTIVE DILETTANTISTICHE A RESPONSABILITA’ LIMITATA
Per i soggetti - diversi da società e cooperative - operanti nel settore sportivo, in primo luogo le associazioni , sia la normativa civilistica sia quella tributaria si limitano in sostanza ad affermare che deve essere predisposto un rendiconto, senza in alcun modo specificarne schema o contenuto minimo. Per le società di capitali e per le cooperative la redazione del bilancio è invece chiaramente e dettagliatamente regolamentata dal codice civile e segnatamente dagli artt. da 2423 a 2429 e dall'art. 2435-bis, dettati per le S.p.A. e richiamati per le S.r.l. dall'art. 2478-bis e per le cooperative dal principio generale di cui all'art. 2519. Per i bilanci delle società e cooperative sportive dilettantistiche non esistono deroghe o disposizioni particolari, e anzi l'art. 90, l. 289/2002 ribadisce che a esse si applicano le disposizioni del codice civile. Le norme di riferimento per la redazione dei loro bilanci sono quindi quelle sopra indicate. Non è ovviamente questa la sede per esaminare tutte le regole civilistiche che presiedono alla redazione del bilancio di esercizio delle società di capitali, ci limiteremo quindi, ponendoci nell'ottica dei dirigenti del sodalizio, abituati alla grande libertà della quale godono nel predisporre i rendiconti degli enti associativi, a esporre i principali "paletti" che sono invece posti per i bilanci delle società di capitali, in primo luogo il principio di competenza, al quale dedicheremo una esposizione un poco più approfondita.
IL RENDICONTO ANNUALE E IL BILANCIO PREVENTIVO DEGLI ENTI SPORTIVI DILETTANTISTICI DI NATURA ASSOCIATIVA...
Il bilancio di esercizio o rendiconto annuale degli Enti Sportivi Dilettantistici è il risultato finale della gestione amministrativa e contabile dell’esercizio di riferimento. Gli obblighi relativi alle modalità di predisposizione, presentazione all’assemblea dei soci, approvazione ed eventuale pubblicazionedel bilancio sono differenti in relazione alla diversa natura giuridica dei sodalizi sportivi: - le società di capitali e le cooperative sportive dilettantistiche dovranno attenersi alle previsioni di cui agli artt. 2423 ss. c.c; - gli enti sportivi di natura associativa, invece, sono tenuti unicamente all’obbligo di presentazione del bilancio o rendiconto all’assemblea degli associati, ma sono esonerati dai molteplici obblighi previsti dal c.c. per il bilancio delle società di capitali. In altro articolo di questa Newsletter viene trattato il tema del bilancio delle società sportive di capitali e cooperative, mentre in questa sede sarà esaminata la tematica del bilancio delle associazioni sportive dilettantistiche.
LE ASSEMBLEE PER L’APPROVAZIONE DEL BILANCIO
Il bilancio (per S.r.l. e coop) ovvero il rendiconto annuale (per le associazioni) deve essere approvato dall'Assemblea dei soci: - nelle S.r.l. e coop perché lo stabilisce esplicitamente il codice civile - nelle a.s.d. perché così richiede l'art. 20 c.c. per le associazioni riconosciute (e per pacifica interpretazione estensiva anche per le non riconosciute) - in entrambe perché ciò richiede l'art. 90 della Legge 289/2002 affinché tali sodalizi possano essere considerati "sportivi dilettantistici" e godere dei relativi benefici tributari.
VADEMECUM DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E FISCALI PER SOCIETA’ E ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE
Capitolo 1 La disciplina giuridica degli enti sportivi dilettantistici Le associazioni nella disciplina del codice civile Le associazioni non riconosciute La costituzione di una associazione sportiva dilettantistica non riconosciuta Acquisizione della personalità giuridica Gli organi associativi Il sistema delle responsabilità I comitati






