Biancamaria STIVANELLO
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Avvocato cassazionista con studio in Padova dal 1994.
Si occupa di diritto e fiscalità dello sport dilettantistico e del Terzo Settore, prestando attività di consulenza e assistenza, in sede stragiudiziale e giudiziale.
Svolge attività di formazione per quadri e dirigenti di associazioni e società sportive dilettantistiche e di enti non profit nell’ambito degli Enti di Promozione Sportiva, degli Enti di Promozione Sociale e di alcuni progetti ed eventi della Scuola dello Sport del CONI.
Pubblicista e Direttore di PQM notiziario della Camera Civile degli Avvocati di Padova “Alberto Trabucchi”.
Dal 2019 socio e componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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C.T.R. Veneto, sez. XXIV n. 1826/15 del 2/12/2015: ancora una volta la giustizia tributaria valorizza il riconoscimento sportivo e censura l’accertamento del fisco
La scarsa partecipazione alle assemblee, la scarsa o insufficiente conoscenza degli statuti, la modalità di esercizio della pratica sportiva svolta anche a fronte di pagamenti per utilizzo di strumenti o per percorsi personalizzati, non sono elementi idonei ad inficiare la natura associativa di un’A.S.D. regolarmente costituita e riconosciuta a fini sportivi; ne consegue che l’Agenzia delle Entrate non può fondare la pretesa natura commerciale dell’ente su tali presupposti e negare applicazione dell’art. 148 TUIR. In ogni caso l’eventuale svolgimento di attività commerciale da parte dell’ente associativo sportivo dilettantistico non potrebbe comportare la perdita della qualifica di ente non commerciale stante il disposto dell’art. 149 TUIR .
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Dalla C.T.R. del Veneto un nuovo riconoscimento alla pratica del fitness
Sulla premessa che il fitness è un’attività sportiva a tutti gli effetti - in quanto riconosciuta dal CONI, unico ente certificatore - e considerato che la scarsa partecipazione alle assemblee e la pratica di tariffe differenziate non consentono di riqualificare l’attività istituzionale in commerciale, la C.T.R. Veneto, sez. XXIV con sentenza n. 1708 depositata l'11/11/2015, annulla gli avvisi di accertamento emessi a carico di un’associazione sportiva dilettantistica operante nel settore del fitness, in riforma della sentenza di primo grado che invece aveva ritenute legittime le valutazioni dell’agenzia delle entrate.
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IL GARANTE DEL CONTRIBUENTE, QUESTO SCONOSCIUTO
Interessante raccomandazione del Garante per il Veneto sull'accertamento a carico di una a.s.d.: l’Agenzia delle Entrate deve valutare attentamente se al di là delle omissioni statutarie vi siano in concreto atti commerciali.
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INGRESSO AL CIRCOLO (O ASD) DI TESSERATI NON SOCI – Risposta al Quesito dell’Utente n. 1902
In riferimento all'art. 148, T.U.I.R. che attribuisce la decommercializzazione dei proventi ricevuti da tesserati (medesima organizzazione nazionale) non soci del circolo (o a.s.d.), esiste una norma che limita l'ingresso (e la libera frequentazione) di questi ultimi presso i locali del circolo/a.s.d.? in pratica, il principio secondo cui nei circoli/a.s.d. "l'ingresso è riservato ai soli soci" rappresenta un vincolo legale o una semplice indicazione data all'esterno, senza alcun supporto normativo?
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Favor rei tributario – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18215
Preso atto del contenuto del D.Lgs. 175/2014 (Semplificazioni Fiscali) in particolare sul punto dove viene uniformata la disciplina riguardante la detrazione forfetaria dell'IVA a debito su introiti pubblicitari e di sponsorizzazione, si chiede se, di fronte alla notifica di un avviso di accertamento riguardante il periodo d'imposta 2009 e avente a oggetto proprio delle contestazioni sulla natura di alcune entrate (distinzione appunto tra pubblicità e sponsorizzazione) il contribuente possa invocare quanto contenuto nell'art. 3 comma 2 del D.Lgs. 472/1997 (c.d. favor rei) e chiedere l'annullamento in autotutela dell'avviso di accertamento senza necessità di passare per la fase di contenzioso.
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Accertamento I.V.A. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18736
Associazione sportiva in regime "398" che, nell'anno 2008 non effettua alcuni dei versamenti Iva che risultavano dalle "liquidazioni" periodiche. Nel 2013 viene invitata, tramite questionario, a presentare tutta una serie di documenti relativi agli anni dal 2008 al 2012. Nel mese di dicembre 2014 le viene notificato avviso di accertamento ed atto di contestazione di sanzioni relativamente agli importi Iva non versati nello stesso anno 2008. Premesso che, per un soggetto in "398", non vi è obbligo di presentazione della dichiarazione annuale I.V.A. e che, pertanto, la stessa, non possa di certo mai essere considerata omessa, si chiede se non si debbano ritenere scaduti i termini di accertamento (ex art. 57 del D.P.R. 633/72) in quanto atto notificato oltre il termine decadenziale del del quarto anno successivo a quello in cui è stata (sarebbe dovuta essere...) presentata la relativa dichiarazione I.V.A.
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COMPENSI PER ATTIVITA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA: una recente pronuncia (Trib. VE sez. lav., 18/8/2014 n. 536 ) “promuove” gli istruttori di fitness e di nuoto
Nel panorama delle sentenze di merito, ormai numerose, che si occupano della legittimità dei compensi agli sportivi dilettanti, questo recente intervento del Tribunale di Venezia segna un punto a sfavore dell’INPS toccando varie questioni che interessano la disciplina dei redditi diversi regolati dall’art. 67 comma I lett. m) T.U.I.R.: l’esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica, la professionalità della prestazione, l’onere della prova in ordine alla pretesa contributiva.
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COMPENSI per attività esclusiva o prevalente – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19057
Un lettore pone un quesito legato al commento alla sentenza n. 380/14 del Tribunale di Venezia pubblicato nelle Newsletter n. 14/2014: si chiede in particolare spiegazione a proposito del fatto che non vi siano accenni all'interpretazione della norma (a detta del lettore "assurda") secondo cui, qualora i compensi costituiscano l'unico introito, sarebbero da considerare non dilettantistici. Significa che gli atleti/allenatori in questione avevano tutti un altro reddito (tra l'altro prevalente) o erano a carico di un famigliare? Oppure che la suddetta norma non è stata nemmeno presa in considerazione? Si tratta di un dettaglio non da poco, perchè molti operatori/atleti/istruttori spesso sono disoccupati e non hanno altri introiti (nè riescono facilmente a trovare lavori "prevalenti)".
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Atleti e allenatori dilettanti: professionisti di fatto? Versano i contributi Enpals solo se dipendenti. Commento a Trib. Venezia, n. 380/14 del 27/5/2014
Atleti e allenatori dilettanti: professionisti di fatto? Versano i contributi Enpals solo se dipendenti. E’ quanto afferma, in estrema sintesi, la sentenza del Tribunale di Venezia n.380/14 del 27/5/2014 che ha annullato l’avviso di addebito con il quale INPS (gestione ex Enpals) azionava la pretesa contributiva per atleti e allenatori di una squadra di hockey di serie A.
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COMPENSI SPORTIVI: la contestazione della “genericità” della prestazione (Risposta al Quesito dell’Utente n. 16850)
A una a.s.d. è stato eccepito in sede di PVC (processo verbale di constatazione) la mancanza di specificità nelle prestazioni di cui all'articolo 67, comma 1, lett. m del T.U.I.R. I verbalizzanti hanno sostenuto che essendo l'oggetto della prestazione troppo generico, lo stesso non poteva essere qualificato secondo la normativa speciale ed è stato riqualificato come rapporto di lavoro autonomo occasionale, con tutte le dovute conseguenze. Il contratto esistente non specifica l'oggetto di ogni singola prestazione. Si chiede un parere in merito alla possibilità, in sede di confronto con l'agenzia delle entrate, di allegare per ogni prestazione l'oggetto dell'attività svolta.
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I Premi sportivi alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono esenti dalla ritenuta...
Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026






