Biancamaria STIVANELLO
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Avvocato cassazionista con studio in Padova dal 1994.
Si occupa di diritto e fiscalità dello sport dilettantistico e del Terzo Settore, prestando attività di consulenza e assistenza, in sede stragiudiziale e giudiziale.
Svolge attività di formazione per quadri e dirigenti di associazioni e società sportive dilettantistiche e di enti non profit nell’ambito degli Enti di Promozione Sportiva, degli Enti di Promozione Sociale e di alcuni progetti ed eventi della Scuola dello Sport del CONI.
Pubblicista e Direttore di PQM notiziario della Camera Civile degli Avvocati di Padova “Alberto Trabucchi”.
Dal 2019 socio e componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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Somministrazione di bevande e barrette proteiche – Risposta al Quesito dell’Utente n. 7610
Un'a.s.d. con codice fiscale, affiliata a un ente di promozione sportiva riconosciuto dal ministero degli interni, chiede se tale posizione consenta di effettuare la vendita di bibite e barrette proteiche e di considerare tali entrate decommercializzate grazie all'affiliazione all'ente riconosciuto dal ministero degli interni o se invece debba aprire partita IVA con opzione alla L. 398/91.
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Invio Mod. EAS: quando si è esonerati? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19290
Si chiede se una a.s.d. iscritta al Registro CONI che non svolge attività commerciale e che percepisce esclusivamente quote sociali e contributi associativi per prestazioni fornite ai soci (ex. primo comma dell'art. 148 T.U.I.R.) sia considerata esente dall'invio del mod. EAS.
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Esenzione imposta di bollo per a.s.d. e s.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 16693
Si chiede un chiarimento sull'esenzione di bollo per a.s.d. e s.s.d., in particolare se sia corretto che le Associazioni sono esentate da apporre la marca da bollo di 2,00 euro sulle ricevute che superano i 77,47 euro che rilasciano ai loro associati, ad esempio per le affiliazioni annuali.
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Legale rappresentanza nella a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 7872
Si chiede se in una a.s.d. la legale rappresentanza sia solo in capo al presidente o possa averla contemporaneamente anche il vicepresidente o amministratore delegato.
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Registrazione Rimborsi Forfettari allenatori – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18727
Nel tentativo di snellire le procedure amministrative di contabilizzazione si chiede se si possa omettere la redazione della ricevuta di accettazione del rimborso forfettario agli allenatori, visto che il medesimo è facilmente tracciabile attraverso il conto corrente delle società e il contratto di inizio stagione.
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Distribuzione indiretta utili e compenso Consigliere – Risposta al Quesito dell’Utente n. 1902
Nella risposta al quesito pubblicato nella Newsletter n. 4/2018 (utente n. 17899) si rimanda, in tema di distribuzione indiretta di utili, all’art. 10 del D.Lg.vo n. 460/97, comma 6, e in particolare alla lettera e) censurando “.. la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche”. Sempre nella predetta risposta al quesito si fa un esempio numerico usando le parole “..superiore al 20%..” che è ben diverso da quanto stabilito dal passaggio normativo in esame. A mio modesto avviso, infatti, l’uso delle parole “.. superiore del 20%.. ” sta a significare che se il salario annuo previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche fosse pari a 10.000, si incorrerebbe nel divieto di cui sopra se il salario (compenso sportivo) annuo fosse pari almeno ad euro 12.001 euro, ovvero superiore del 20% rispetto a quello previsto dal CCN. Diversamente, la risposta al quesito, indicherebbe in euro 2.000 la soglia massima di compenso annuo per non incorrere alla presunzione di distribuzione indiretta utili. Chiedo conferma della correttezza della mia interpretazione e, in caso contrario, relativi riferimenti di prassi ministeriale e giurisprudenziale. Sempre sul tema laburistico, vorrei sapere se, in una ASD, è corretto inquadrare mediante co.co.co. amministrativo gestionale (già adottato nei confronti del Tesoriere) il compenso/rimborso forfetario riconosciuto ad un Consigliere del CD a fronte di mansioni NON direttamente connesse all’esercizio dell’attività sportiva ma legate alla sua frequente presenza presso il centro sportivo al fine di supervisionare l’andamento delle attività, monitorare il regolare svolgimento delle attività amministrative e lo svolgimento delle mansioni di accoglienza/segreteria, intrattenere relazioni con clienti e collaboratori per sondare il grado di soddisfazione e/o lamentele degli utenti da riferire al Consiglio, ecc.
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Compensi sportivi a soci e riparto indiretto di utili. (A margine del Quesito dell’Utente n. 17899)
Si chiede se un'a.s.d. che eroga compensi sportivi ai sensi dell'art. 67 lettera m) T.U.I.R. ai propri soci (o membri del C.D.) in qualità di istruttori dilettanti (e tali compensi non superano annualmente il tetto dei 7.500,00 €) incorra nell'ipotesi di riparto indiretto di utili.
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Lettera di incarico per prestazioni sportive rese a una a.s.d. – A margine del Quesito dell’Utente n. 21334
La legittimità di un incarico per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica a fronte dell’erogazione di compensi ex art.67 comma I lett. m) T.U.I.R. richiede come noto il rispetto di varie condizioni che derivano in parte dal tenore della norma, in parte da indicazioni della prassi, recente e meno recente. Un interessante quesito giunto in redazione ci dà l'occasione di ripercorrere i punti essenziali.
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A.s.d., discipline non riconosciute e applicazione della l. 398/91 – [Articolo a margine del quesito dell’Utente n. 17623]
Una a.s.d., titolare di partita iva e in regime di 398/91, si trova a partire dal 1 gennaio 2018 a svolgere sia discipline riconosciute che discipline non riconosciute (nello specifico Krav Maga). Partendo dall'assunto che per le discipline non riconosciute non si potranno più corrispondere i compensi sportivi ai sensi dell'art. 67 del T.U.I.R., non si potranno più de-commercializzare i corrispettivi specifici ai sensi dell'art. 148 del T.U.I.R. e dell'art. 4, d.p.r. n. 633/72, si domanda se si potrà comunque procedere all'applicazione della legge 398/91 anche per le discipline non riconosciute.
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Laureati in Scienze Motorie – Risposta al Quesito dell’Utente n. 17899
Si chiede se un laureato in scienze motorie (o un diplomato ISEF), che sia anche in possesso di uno specifico diploma di istruttore/allenatore/maestro rilasciato da una FSN, DSA, EPS riconosciuti dal CONI, possa ricevere l'incarico di istruttore sportivo dilettante in una a.s.d. ed esercitare l'attività per la quale ha lo specifico diploma di istruttore percependo compensi secondo quanto previsto dall'art 67 lettera m) T.U.I.R. Si precisa che l'istruttore non è titolare di Partita IVA e non è dipendente di Enti Pubblici.
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