Favor rei e detrazione IVA per pubblicità – Risposta al Quesito dell’Utente n. 17633

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A seguito di una verifica fiscale, l'agenzia delle entrate contesta a una a.s.d. l'errata detrazione dell'iva sulle fatture di pubblicità considerandole sponsorizzazione relative all'anno 2010. La a.s.d., nell'istanza di accertamento con adesione, ha chiesto la cancellazione delle sanzioni in base al favor rei; l'agenzia delle entrate risponde che dal momento che le sanzioni non sono cambiate dalla vecchia legge (detrazione del 10% per sponsorizzazione e 50% per pubblicità) alla nuova legge (tutto al 50%) il favor rei non è applicabile, quindi le sanzioni vanno pagate. Si chiede delucidazioni su detta risposta, che appare in contrasto con quanto sostenuto dai Consulenti di Fiscosport negli articoli in materia di favor rei.

Procedura domanda di ammissione all’Associazione – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21285

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Lo Statuto di una a.s.d. affiliata CSAIn prevede solo"ammessi su delibera del Consiglio Direttivo". Si vorrebbe inserire nel Regolamento, che nulla prevede in merito (e per evitare le indicazioni di CSAIn nazionale, macchinose e inutilizzabili) quanto segue: "Per aderire all’Associazione il richiedente deve compilare la scheda “Richiesta di iscrizione all’Associazione” e versare, a titolo di deposito cauzionale, la quota associativa. La domanda di ammissione sarà valutata dal Presidente o da un suo delegato consigliere e ratificata dal Consiglio. Nel caso di ammissione, la quota associativa sarà incassata; nel caso sia respinta, la quota intera sarà restituita al richiedente. E’ ammesso che il richiedente, in contemporanea alla domanda di ammissione, chieda pure l’iscrizione alle attività istituzionali versando, a titolo di deposito, le relative quote che saranno incassate nel caso di esito positivo della domanda, mentre saranno totalmente restituite nel caso la domanda sia respinta." Si chiede un parere in merito.

Un’importante sentenza della C.T.R. Ancona, la n. 777/03/16 del 12/07/2016, ribadisce il principio della...

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L’effettivo svolgimento di attività sportiva dilettantistica (agonistica) e l’insussistenza della distribuzione di utili impediscono il disconoscimento della agevolazione ex L. 398/1991 anche in presenza di violazioni formali - I requisiti ex art. 148, c. 8, T.U.I.R. non costituiscono condizioni indispensabili per la fruizione dell’agevolazione ex L. 398/1991 - Per il supero del plafond di € 250.000,00 occorre fare riferimento ai proventi incassati e non a quelli fatturati. Questi in sintesi le importanti argomentazioni della sentenza in esame.

Eventuale distribuzione indiretta di utili – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21322

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Una s.s.d. chiude il bilancio del primo esercizio sociale con una perdita di Euro 18.000 che ridurrebbe il capitale sociale di oltre un terzo. Per non effettuare ulteriori versamenti i soci rinunciano a una parte del finanziamento accordato alla società e vengono girati Euro 20.000 alla voce "Soci conto capitale". Il bilancio dell'esercizio x+1 chiude con un utile di Euro 19.000, sufficiente alla coperture delle perdite portate a nuovo. Si chiede se la società possa ripristinare il totale del finanziamento originario azzerando la voce "Soci c/capitale" o se questo potrebbe essere considerato una distribuzione indiretta di utili.

Regime agevolativo 398/91 – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20834

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Si chiede quale sia la durata del periodo nel quale una s.s.d. è vincolata a seguito dell'opzione per il regime agevolativo 398/91 (3 anni? o 5 anni come da circolare 544/1999?); si chiede, in caso di verifica fiscale, quale periodo tenga in considerazione (3 o 5 anni) l'amministrazione.

OPZIONE 398/1991 e applicazione nel tempo – Risposta al Quesito dell’UTENTE n. 21229

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Si chiede se il regime 398/1991 si riferisca all'anno solare; in caso di risposta positiva si chiede se, qualora nell'anno in corso si perdano i requisiti per beneficiarne, si possa nuovamente beneficiarne a partire dal 1 gennaio dell'anno successivo.

Contratto per prestazione sportiva dilettantistica – Risposta al Quesito dell’Utente n. 160722

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Si chiede se un istruttore sportivo, quando accetta un contratto per prestazione sportiva dilettantistica rientrante nei 7.500 Euro, debba dichiarare se ha un altro lavoro, se ha già un contratto simile con altre associazioni o se ancora risulta a carico dei propri genitori oppure se l'attività di istruttore sia l'unica fonte di guadagno. Nel caso in cui fosse l'unica fonte di guadagno dovrebbe aprire partita IVA e fare fattura per le sue prestazioni, oppure può usufruire del contratto sopra citato fino all'importo previsto dalla legge?

Variazione quota associativa e necessità di decisione assembleare – Risposta al Quesito dell’Utente n....

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Si chiede se vi siano norme che impongono che la variazione della quota associativa debba essere votata dall'assemblea dei soci regolarmente costituita in virtù di norme del Cod. Civile (o altre) oppure la scelta di come possano avvenire le variazioni sia lasciata libera all'Associazione (A.S.D. nel caso specifico).

UNILAV E LUL ISTRUTTORI – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21413

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In merito agli istruttori (intesi coloro che svolgono attività di aggiornamento a soci/tesserati senza poi partecipare a manifestazioni), questi debbano essere: 1. comunicati preventivamente al Centro per l’impiego prima dell’instaurazione della collaborazione e 2. iscritti nel LUL. Premesso che pochi chiarimenti ci sono in giro su questi argomenti, chi scrive ritiene che non vadano né comunicati al centro per l’impiego né inseriti nel LUL. Ci sono varie tesi sull'argomento: - fino a 7500 euro non vanno né comunicati né iscritti; - oppure essendo gli istruttori inseriti nella categoria delle attività sportive (tra cui appunto l’aggiornamento), non vanno né comunicati né iscritti indipendentemente dagli importi; - oppure vanno comunicati e iscritti nel LUL solo se superano i 7500; - infine vanno sempre comunicati e iscritti. Le uniche fonti normativa in merito sono: - Ministero del Lavoro Lettera circolare 4746 del 14.2.2007; - interpello n. 22/2010 sempre del ministero del lavoro; - vademecum Sez. B, risposta n. 24 sotto la voce “Soggetti da iscrivere nel Libro Unico e contenuti delle registrazioni” veniva proposto il seguente caso con relativa risposta: i collaboratori di associazioni sportive dilettantistiche con compenso annuo fino a 7.500 euro vanno iscritti sul Libro Unico del Lavoro? La secca risposta ministeriale è no; - nota DTL di Lecce 4/6/2012. Si chiede il parere dei Consulenti di Fiscosport.

Su partecipazione temporanea e quote differenziate, una sentenza – C.T.P. Reggio Emilia 26/9/2016 n....

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Per quanto risulta nella sentenza meno ci piace, lo diciamo con la stessa enfasi, il comportamento dell’Ufficio …

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Comunicazione preventiva all’ispettorato territoriale nel caso di avvio di un rapporto...

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Nella risposta al quesito del 7 gennaio 2022 dal titolo  "Prestazioni occasionali e comunicazione preventiva: obbligo anche per le a.s.d. e s.s.d." si afferma che non è una disposizione ai rapporti di lavoro occasionale utilizzati in ambito istituzionale del sodalizio sportivo (diversamente invece applicabile in ambito di società sportiva dilettantistica in quanto, come sappiamo, la loro attività è sempre di natura commerciale). Nella risposta al quesito del 9 aprile 2026 dal titolo "La prestazione autonoma occasionale nello sportiva comunicata al rasd? si afferma che: "Le asd e ssd svolgendo attività senza scopo di lucro sono state escluse da questo adempimento". Ravviso una contraddizione nelle due risposte