Esonero dall’imposta di bollo per i documenti delle a.s.d. / S.s.d.r.l. – Risposta al...

Come è noto la Legge di bilancio 2019 ha esteso anche alle a.s.d. e s.s.d. l’esenzione dall’imposta di bollo che fino al 1 gennaio 2019 era appannaggio solo di ONLUS, FSN e EPS riconosciuti dal Coni. Ma quali sono i documenti esenti? In particolare si chiede se questo provvedimento abbia effetto anche sull'imposta di bollo che le banche applicano sugli estratti dei c/c bancari.

Invio Mod. EAS: quando si è esonerati? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19290

Si chiede se una a.s.d. iscritta al Registro CONI che non svolge attività commerciale e che percepisce esclusivamente quote sociali e contributi associativi per prestazioni fornite ai soci (ex. primo comma dell'art. 148 T.U.I.R.) sia considerata esente dall'invio del mod. EAS.

Enti in “regime 398”: proventi commerciali e periodo di imposta – Risposta al Quesito...

Con riferimento al recente approfondimento del dott. Giuliano Sinibaldi in merito alla fatturazione elettronica per gli Enti no profit si chiede di chiarire due dubbi: il primo è relativo al riferimento a soggetti con volume d’affari fino / o superiore a 65.000 Euro rivolgendosi ad Enti in 398, posto che la norma parla di “proventi commerciali” (quindi di importi che comprendono sia la parte imponibile che la quota di IVA non versata), e il secondo concerne i soggetti con esercizio fiscale a cavallo d’anno (es: dal 1/7/2017 al 30/6/2018): si chiede se “il periodo d’imposta precedente” indicato nella norma sia comunque solo l’anno solare 2018 o il periodo d’imposta fiscale che va dal 1/7/17 al 30/6/18.

Soci e tesserati – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23281

Il Presidente di una a.s.d. affiliata all'ASI che svolge attività di Fitness all'interno di una Palestra, scrive: "Ad un seminario del CONI tenutosi poco tempo fa, ci è stato segnalato che è possibile tesserare alla nostra associazione persone senza associarle obbligatoriamente, al contrario di quanto ci è sempre stato comunicato. La confusione in sala con tante associazioni presenti è stata totale; evidentemente tante associazioni sportive dilettantistiche avevano le nostre solite nozioni. Ora mi chiedo (e così si chiederanno molti presidenti come me), è possibile quindi tesserare la maggior parte degli atleti senza associarli obbligatoriamente come abbiamo fatto fino al 31/12/18, avendo controllato il nostro statuto che non specifica che possano farne parte solo i soci? Se quello che ci è stato comunicato risultasse possibile e corretto anche a voi, sicuramente opteremmo per una gestione più semplice per la nostra ASD, mantenendo come soci solo i fondatori come me, il vicepresidente, la nostra collaboratrice amministrativa e quella decina di persone come collaboratori sportivi e atleti che frequentano la Palestra dal primo giorno di apertura. In questo caso come potremo trasformare le altre persone solo in semplici tesserati e come comportarci per gli anni precedenti per essere in regola? Aggiungo che dal punto di vista fiscale abbiamo sempre qualificato le quote pagate dai soci per usufruire della palestra come non commerciali in quanto collegate all'attività istituzionale (l'ASD non svolge nessun tipo di attività commerciale e non ha partita Iva). Nel caso iniziassimo ad operare la distinzione tra soci e semplici tesserati, anche le quote provenienti da questi ultimi godrebbero del beneficio della decommercializzazione?

Esenzione imposta di bollo per a.s.d. e s.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n....

Si chiede un chiarimento sull'esenzione di bollo per a.s.d. e s.s.d., in particolare se sia corretto che le Associazioni sono esentate da apporre la marca da bollo di 2,00 euro sulle ricevute che superano i 77,47 euro che rilasciano ai loro associati, ad esempio per le affiliazioni annuali.

Fatturazione elettronica asd ovvero SSdrl – Risposta al Quesito dell’Utente n. 22268

In riferimento all'obbligatorietà della fatturazione elettronica per le a.s.d. e s.s.d.r.l. in 398/91 che nell'anno 2018 hanno fatturato oltre euro 65.000 si chiede se ci sono ultimissime novità in termini di procedura: ad oggi, se non si va errati, si dovrà seguire la procedura che indica il committente come colui che dovrà emettere la fattura elettronica per "nostro conto" e poi contabilmente seguire un iter che permetterà di scaricare l'IVA per intero nei confronti del committente e il versamento del 50% da parte dell'ente sportivo; inoltre si chiede se, rientrando in questo caso, si debba obbligatoriamente attrezzarsi anche per la fatturazione passiva (pec , codice univoco ecc. ecc)

Fatturazione elettronica – Risposta al Quesito dell’Utente n. 10936

In sede di approvazione della Legge di Bilancio 2019 è stata soppressa la disposizione contenuta nel comma 02 dell’art. 10, DL n. 119/2018, c.d. “Collegato alla Finanziaria 2019”, introdotta durante l’iter di conversione, in base alla quale gli obblighi di fatturazione / registrazione relativi a contratti di sponsorizzazione / pubblicità in capo ai soggetti che applicano il regime forfetario ex Legge n. 398/91, nei confronti di soggetti passivi stabiliti in Italia, sono adempiuti dai cessionari. A questo punto cosa deve fare una qualsiasi a.s.d., in regime di 398, che emette una fattura di pubblicità? Elettronica o cartacea?

Soci e Tesserati – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20778

In un’a.s.d. tennis lo statuto prevede soci minorenni under 18, soci benemeriti, sostenitori e ordinari. I minorenni sono tesserati perché questo voleva la FIT. Ora la FIT ha rilasciato una nuova procedura per il tesseramento che prevede si faccia autonomamente on-line. Questo ci impone di affrontare il problema dei tesserati minorenni che sono anche soci. Vorremmo chiedere se è corretta la procedura che pensiamo di adottare – e che si riporta all’interno dell’articolo - magari anche in attesa di variare lo statuto.

Rimborsi e compensi a componenti il CD – Risposta al Quesito dell’Utente n. 22292

In una precedente risposta pubblicata su Fiscosport (di cui si da conto di seguito) è stato sostenuto che i rimborsi forfetari (ma anche i compensi) ai componenti il consiglio direttivo di una federazione vanno inquadrati quali rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di natura amministrativo-gestionale, rientrando quindi nella fattispecie prevista dal secondo periodo dell'art. 67, comma 1, lett. m) T.U.I.R. Si chiede come conciliare questa risposta con quanto detto nella Circ. Min. Fin. n. 21/E del 22 aprile 2003 ove "Il carattere amministrativo-gestionale delle collaborazioni LIMITA la previsione dell'art. 81, comma 1, lettera m), alla collaborazione nell'attività amministrativa e di gestione dell'ente. Rientrano, pertanto, nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale, i compiti tipici di segreteria di un'associazione o società sportiva dilettantistica, quali ad esempio la raccolta delle iscrizioni, la tenuta della cassa e la tenuta della contabilità da parte di soggetti non professionisti".

Denominazione Associazione – Risposta al Quesito dell’Utente n. 8227

Alla luce delle ultime disposizioni legislative è possibile mantenere nella ragione sociale "Polisportiva Dilettantistica..." o è obbligatoria quella di "Associazione Sportiva Dilettantistica..." ? Si può abbreviare con Pol.Dil. o A.S.D.? In caso di modifica di questa parte della denominazione nella ragione sociale che tipo di assemblea dei soci bisogna convocare?

Resta connesso

2,857FansMi piace
216FollowerSegui

Ultimi articoli

Quale aliquota per i lavori di rifacimento di una piscina

0
Una ASD intende procedere alla manutenzione straordinaria di una piscina a uso esclusivo della medesima ASD, con rifacimento totale e opere murarie relative. Si chiede quale sia l'aliquota IVA su beni e servizi