Le liberalità di aziende private nei confronti di una a.s.d. configurano necessariamente una sponsorizzazione?...

Una a.s.d. (con partita iva) intende promuovere un progetto sportivo verso i disabili e alcune aziende si sono impegnate a supportare il progetto fornendo gratuitamente merci/o servizi. È intenzione dell'associazione dare visibilità alle aziende inserendo il loro nominativo su una bacheca della sede operativa, dove vi sarà a scritta: «Progetto sostenuto da XY» con relativo logo. Si chiede come ci debba comportare fiscalmente, non volendo rientrare in una fattispecie di sponsorizzazione o pubblicità.

Può un non socio candidarsi alla presidenza o al Consiglio direttivo di una a.s.d.?...

In previsione della prossima assemblea annuale dei soci che deciderà anche del rinnovo delle cariche sociali del presidente e del nuovo consiglio direttivo si chiede se, per essere eletti, i candidati alla presidenza e al CD debbano essere soci; e se possono essere eletti, non avranno diritto di voto in sede di assemblea? È opportuno che costoro, se interessati a candidarsi, presentino prima delle elezioni istanza per diventare soci e ricevano la relativa accettazione da parte del consiglio direttivo in carica?

Costituzione di Associazione culturale non riconosciuta – Risposta al Quesito dell’Utente n. 17623

Se si volesse costituire un'associazione culturale non riconosciuta, allo stato attuale qual è il numero minimo di soci? Non volendo costituirsi come organizzazione di volontariato, associazione di promozione sociale o Onlus, ci si può costituire con un numero minimo di tre soci? Si può decidere di non acquisire lo “status” di ETS non iscrivendosi al costituendo Registro Unico Nazionale del Terzo settore e applicare la disciplina del primo libro del C.C. e, per la parte fiscale, la disciplina generale degli enti non commerciali?

Una a.s.d. non in 398 può detrarre l’IVA in assenza di ricavi commerciali? –...

Nel corso dei primi anni di attività un'a.s.d. (non in 398) ha sostenuto ingenti spese relative all'impianto sportivo ma a titolo di entrate ha ricevuto solo proventi istituzionali, quindi senza l'applicazione dell'Iva. Si chiede se sia comunque corretto portare in detrazione l'Iva, nonostante il rapporto fra ricavi commerciali e totale entrate sia zero. Se la risposta fosse negativa, si chiede se rilevi il fatto che si tratta di Iva per acquisti attinenti all'impianto sportivo, quindi strutturali, e non invece correnti/ordinari.

Bollo si Bollo no: richiesta chiarimenti – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20337

in riferimento all'articolo "Bollo si, Bollo no" pubblicato il 7 febbraio 2019 si chiedono chiarimenti relativamente alla frase: "Ecco spiegato il motivo per il quale le fatture emesse (non sono elencate tra i documenti) per le operazioni esenti, non soggette o fuori campo IVA sono soggette ad imposta di bollo. Un esempio è la ricevuta per il pagamento di un corso per attività sportiva che è considerata fuori campo IVA" e poi avremo invece l'esenzione da imposta di bollo per "le attestazioni di pagamento di corrispettivi specifici, singole o cumulative". Si chiede quindi conferma che l'incasso di corrispettivi per un corso sportivo (fuori campo Iva) sia soggetto a marca da bollo mentre l'incasso di corrispettivi specifici sia esente da marca da bollo... Ma - ci si chiede - i due tipi di incasso non sono esattamente la stessa cosa? E la distinzione tra applicazione ed esenzione da marca da bollo non la fa il tipo di documento emesso/ricevuto? (Per cui sulle fatture per incasso di corrispettivi specifici ci va la marca da bollo, sulle ricevute per incasso di corrispettivi specifici non ci va?)

Istruttore sportivo dilettante e patto di non concorrenza: è soluzione praticabile? – Risposta al...

Un istruttore, considerato sportivo dilettante, percepisce compensi da una s.s.d. ex art. 67 d.p.r. 917/86. Il contratto stipulato prevede che il rapporto non sia riconducibile tra quelli disciplinati dalla Legge 91/81 (Norme in materia di rapporti fra società e sportivi professionisti) o di esercizio professionali di arti e professioni. Inoltre, il contratto prevede una clausola di non concorrenza (non a titolo oneroso art. 2125 C.C.) che vieta all'istruttore di svolgere la medesima attività nei cinque anni successivi alla cessazione dell'incarico, divieto operativo su tutto il territorio italiano ed europeo. A parere di chi scrive, essendo l'istruttore sportivo dilettante e considerata la "breve vita" sportiva di una persona, il patto di non concorrenza incluso nel contratto (per 5 anni e addirittura esteso a tutto il territorio nazionale ed europeo) è da considerarsi nullo, ai sensi di quanto disposto dall'art. 4 della Legge 91/81. Si chiede un parere in merito.

Premi ippici in concorsi internazionali, IVA e registrazione fatture – Risposta al Quesito dell’Utente...

Un'associazione dilettantistica che svolge la propria attività nell'ambito degli sport equestri sottopone alla Redazione di Fiscosport - anche alla luce di una circolare pubblicata dalla Fise (Federazione Sport Equestri) "Circolare premi compensi ritenute" datata 10 febbraio 2018 - il seguente quesito. L'associazione è solita organizzare concorsi equestri a cui partecipano anche scuderie straniere con i loro cavalli. L'associazione eroga premi a fronte dei quali può ricevere delle "invoice" da parte delle scuderie straniere organizzate in forma societaria (p.e. da SA svizzere). Dato il principio dell'irrilevanza ai fini IVA dei premi ottenuti a fronte di risultati positivi ottenuti dai cavalli nei concorsi, sancito anche con la Sentenza della Corte di Giustizia Europea C-432/15 del 10 novembre 2016, (mancanza del presupposto oggettivo in quanto da ritenersi come mera cessione di denaro e non come prestazione di servizi) chiediamo come si dovrebbe operare per la registrazione delle fatture ricevute dai soggetti stranieri sopra citati.

Modifica allo statuto non registrata: come procedere 5 anni dopo? – Risposta al Quesito...

Circa 5 anni fa l'assemblea straordinaria di un'a.s.d. approvava - verbalizzandola - una modifica allo statuto in quanto lo stesso conteneva un refuso che poteva palesare la mancanza di democraticità: era prevista infatti la figura del "socio atleta" non avente diritto di voto volendosi invece dare conto dei tesserati atleti non soci. Questo nuovo statuto, che ha eliminato tale refuso, approvato dall'assemblea straordinaria 5 anni fa, non è mai stato registrato. Come è possibile procedere? Registrare adesso per allora? Quali le possibile conseguenze?

La gestione del BAR all’interno del centro Sportivo – Risposta al Quesito dell’Utente n....

Una a.s.d. iscritta al CONI in regime di 398/1991 gestisce, all'interno del centro sportivo, un bar aperto al pubblico durante le ore di attività sportiva. Nel corso delle manifestazioni viene offerta a tutti gli atleti partecipanti la possibilità di fermarsi per il pranzo essendo il bar dotato di cucina. L'a.s.d. è in possesso di apposita SCIA rilasciata dal Comune e di tutte le autorizzazioni igienico sanitarie. Si chiede se tale attività, ora gestita in regime ordinario, possa essere considerata attività commerciale connessa agli scopi istituzionali, e se sì a quali obblighi si debba sottostare. Si chiede inoltre se si possano utilizzare i nuovi voucher Inps 2018 per pagare le ragazze che saltuariamente prestano servizio al bar.

Fattura elettronica per acquisto carburante da parte di una A.S.D. – Risposta al Quesito...

Rilevato che dal 1° gennaio 2019 è diventato obbligatorio l'obbligo della fattura elettronica per l'acquisto di carburante, una a.s.d. ha grandi difficoltà a farsela emettere, in quanto i gestori di pompe di benzina asseriscono che l'obbligo è solo per chi è dotato di partita IVA mentre l’associazione ha solo il codice fiscale. Si chiede come ci si debba comportare per essere a posto con la normativa vigente.

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Quale bilancio depositare al RUNTS per una APS

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Una pro loco APS per il 2024 ha depositato al RUNTS il rendiconto di cassa modello D. Poiché oltre alla contabilità di cassa tiene anche la contabilità ordinaria pur non essendone obbligata, per il 2025 vorrebbe depositare il bilancio di competenza composto da stato patrimoniale, rendiconto economico e relazione di missione così da eliminare la contabilità di cassa. Si chiede se sia tenuta comunque a depositare anche la relazione di missione, e quale prospetto di riconciliazione debba depositare con il bilancio