RIMBORSI ISTRUTTORI – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19624

Il presidente di una A.S.D. affiliata al CONI e partecipante a un campionato FIGC di calcio a 5, ha in gestione un impianto comunale dove ha organizzato corsi di ginnastica: chiede come debbano essere inquadrati gli istruttori qualificati non tesserati nella società e quali modalità debbano essere utilizzate per dare loro i rimborsi.

Compensi per collaborazione amministrativa gestionale – Risposta al Quesito dell’Utente n. 16084

Un'atleta laureata in economia aziendale ha collaborato nella gestione amministrativa/gestionale di una a.s.d.; ora l'ente vorrebbe riconoscerle un compenso per il lavoro svolto e chiede quali formalità vadano adempiute, tenendo conto del fatto che la collaboratrice, ora praticante presso uno studio commercialista, a fine anno aprirà una partita iva.

Rimborso spese di lavanderia – Risposta al Quesito dell’Utente n. 7184

Un socio di una a.s.d. in regime di 398 si è offerto per lavare l'intero corredo tecnico che utilizza la squadra di calcio amatoriale (allenamenti e partite ufficiali). Il consiglio direttivo ha ritenuto di riconoscergli un rimborso spese forfettario per ogni lavaggio. Si chiede come inquadrare nella contabilità dell'associazione queste uscite e come documentarle.

ISCRIZIONE DI MINORENNI A UNA S.S.D. A R.L. – Risposta al Quesito dell’Utente n....

Si chiede se un minorenne possa iscriversi autonomamente presso un centro fitness (presentandosi già con i soldi e fornendo un certificato medico per attività sportiva non/agonistica) o se sia richiesta l'autorizzazione scritta dei genitori.

CERTIFICATO MEDICO – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19494

Una a.s.d. chiede ulteriori chiarimenti in merito alle certificazioni mediche per i propri associati: in particolare se chiunque, "tesserato ad una Asd, nella fattispecie uno sci club", anche se non pratichi (non scia) debba avere una certificazione medica idonea. Ci si riferisce nel quesito ai tanti simpatizzanti iscritti alla a.s.d (ad esempio genitori di minorenni che fanno agonismo, nonni o amici del gruppo sportivo) che, a detta del nostro lettore, ora non potrebbero più essere iscritti, con grave perdita economica per le mancate quote non versate. Si chiede se vi sia un modo per regolarizzare la loro posizione (per esempio con una liberatoria o differenziando le categorie di iscritti all'interno dello statuto), anche con riferimento alla responsabilità civile e penale del presidente in caso di infortunio.

REQUISITI DELLA SEDE LEGALE DI UNA A.S.D. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 16353

Un'a.s.d. chiede se per la sede legale dell'associazione debbano essere previsti determinati requisiti, se cioè debba avere la forma di una palestra, o di un campo sportivo, ecc... Nella fattispecie l'a.s.d. vorrebbe operare all'interno di un appartamento: in questa sede i soci e i tesserati possono svolgere l'attività istituzionale senza incorrere in sanzioni da parte di eventuali enti di controllo (Comune, ASL, ecc...)?

TESSERATI nella S.S.D.A R.L. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 8373

Una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, neo costituita e affiliata alla FIDS, chiede quali siano gli adempimenti obbligatori da porre in essere per i tesserati, i quali poi saranno iscritti alla predetta FIDS, e dunque usufruiranno della cosiddetta "decommercializzazione" dei corrispettivi specifici per i corsi di avviamento alla danza. Più nello specifico: nel caso di una a.s.d. è prassi iscrivere i corsisti alla associazione stessa come SOCI (rectius ASSOCIATI), con tutto quel che ne consegue dal punto di vista organizzativo: domanda di ammissione, valutazione della domanda da parte del Consiglio Direttivo, ammissione all'Associazione, iscrizione nel LIBRO SOCI (e conseguente tenuta dello stesso), recesso con relativa delibera del Consiglio Direttivo, ulteriore annotazione sul libro soci. Nel caso di una SRL SPORTIVA DILETTANTISTICA i corsisti non saranno soci, ma TESSERATI (appunto) e in tale loro qualità saranno poi iscritti alla Federazione di riferimento. In questo caso ci sono obblighi analoghi a quelli delle ASSOCIAZIONI, o basta, genericamente tenere un ELENCO dei tesserati?

ATTIVITA’ DI RISTORAZIONE DI UN’ASSOCIAZIONE – Risposta al Quesito dell’Utente n. 4296

Una associazione culturale in regime 398/1991, svolge prevalentemente attività commerciale consistente nella somministrazione di alimenti nei confronti di soci e di non soci. Attualmente assoggetta tutti i relativi proventi ad Iva e Ires annotandoli nel registro Iva previsto per il detto regime fiscale, senza, però, alcun rilascio di ricevute o scontrini fiscali e né, tantomeno, di fatture. Si chiede di conoscere se tale comportamento sia corretto oppure se si sia tenuti: 1) all'obbligo del registratore di cassa, 2) all'obbligo di rilascio di ricevute fiscali; 3) all'obbligo di rilascio di fatture, precisando che, a volte, questi ultimi due documenti vengono richiesti dagli stessi frequentatori.

COMPENSO A PERCENTUALE A CO.CO.CO. AMMINISTRATIVO GESTIONALE – Risposta al Quesito dell’Utente n. 17401

Un co.co.co. addetto alle iscrizioni degli associati, oltre a percepire un compenso orario, percepisce una percentuale sui corrispettivi delle iscrizioni; si chiede se questa percentuale rientri nei compensi di cui all'art. 67, lett. m), T.U.I.R.

LETTERA DI INTESA PER COLLABORAZIONE TRA ASD E COOP SOCIALE – Risposta al Quesito...

Un'associazione sportiva dilettantistica, a seguito dell'offerta di collaborazione da parte di una coop sociale che chiede di gestire la parte sportivo-motoria (ginnastica per la terza età, ginnastica per obesi, ecc...) nelle strutture da loro gestite, chiede se vi sia necessità di un contratto (o di una lettera di intesa) e se esistano leggi che regolano tali accordi.

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I componenti del consiglio direttivo possono essere lavoratori sportivi?

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Alcuni componenti del consiglio direttivo di una ASD, compreso il presidente, prestano a favore dell'associazione attività o di carattere amministrativo/gestionale o di tipo sportivo rientranti nell'elenco delle mansioni sportive previste da D.lgs 36/2021. Si chiede se i compensi riconosciuti possano godere del regime agevolativo fiscale/contributivo; se sia sufficiente una delibera del CD o sia comunque necessario stipulare un contratto scritto di collaborazione coordinata e continuativa; e infine - qualora sia necessario il contratto - come formalizzare il rapporto di lavoro del Presidente (che a questo punto firmerebbe il contratto in duplice veste). Vi ringrazio anticipatamente