L'archivio quesiti

Rapporto tra ricavi commerciali e istituzionali – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20834

Si chiede se i ricavi commerciali di una a.s.d. possano superare i ricavi istituzionali e se corrisponda al vero che dal 2014 questa differenziazione non esiste più e dunque l'eventuale problema in realtà non sussiste. La questione si pone per un caso di una a.s.d. per la quale le entrate da sponsorizzazioni superano quelle delle quote degli associati.

Responsabilità degli appartenenti al consiglio direttivo di una a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente...

Si chiede se e in che limiti il singolo componente il consiglio direttivo di una a.s.d. possa essere ritenuto responsabile sia delle decisioni prese in ambito di consiglio direttivo e sia per le decisioni prese in autonomia e individualmente dal Presidente o dal Vicepresidente dell'associazione.

Visite mediche fuori sede legale – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20233

Si chiede se il presidente di una a.s.d., saputo che un dottore di medicina dello sport esegue visite mediche non agonistiche all'infuori della sede e della città dove ha lo studio autorizzato, debba rifiutare i certificati dallo stesso emessi e denunciare il fatto alle autorità competenti.

Contabilità a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 9651

Una a.s.d. che non svolge attività commerciale, non ha P. IVA, e svolge solo attività istituzionale, ha come unico "adempimento contabile" la redazione del rendiconto annuale (e ovviamente 770 e CU). Muovendo dalla premessa - di cui comunque si chiede conferma - che non sia necessario gestire la contabilità con un vero e proprio gestionale essendo sufficiente riportare tutti i movimenti in un foglio excel, si chiede se sia corretto registrare la "contabilità" con il criterio di competenza economica o se, in previsione del "rendiconto economico-finanziario" non sarebbe più corretto applicare il criterio di cassa.

Ammissione socio Associazione Sportiva Dilettantistica – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21556

Si chiede se sia corretta la procedura prevista in uno statuto di associazione sportiva dilettantistica dove si stabilisce che le domande di ammissione a socio vengano esaminate dal Consiglio Direttivo e che la richiesta si intende accolta trascorsi quindici giorni dalla data di presentazione, senza che sia intervenuta decisione contraria del Consiglio stesso. Si chiede inoltre se sia possibile prevedere nello statuto la delega a uno o più membri del Consiglio Direttivo a valutare l'accettazione delle domande di ammissione a socio.

Circolo privato e regime fiscale 398/91- Risposta al Quesito dell’Utente n. 1746

Un circolo ricreativo socio-culturale costituito nel 1994 e affiliato all'Associazione Nazionale Alpini, oltre a svolgere la propria attività istituzionale (attività socio-culturali, assistenziali e ricreative), gestisce anche un bar fruibile solo dagli associati. Si chiede se l'ente in questione, espressamente definito come circolo nel proprio statuto, possa avvalersi del regime fiscale 398/91 come per le associazioni sportive oppure se il fatto che venga definito "circolo" sia causa di preclusione all'accesso del suddetto regime.

A.s.d. e associazione culturale – Risposta al Quesito dell’Utente n. 5578

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Si chiede se un'associazione sportiva dilettantistica possa svolgere contemporaneamente anche attività di associazione culturale applicando ai due settori le rispettive norme fiscali (differenziazione rilevante per il diverso trattamento dei compensi erogati). Se sì, si chiede come vada compilato il modello EAS.

Proporzionalità tra associati e tesserati – Risposta al Quesito dell’Utente n. 5905

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Si chiede se ai fini della verifica della democraticità in una a.s.d. ci sia un rapporto minimo tra associati e tesserati: in concreto, a una a.s.d. con 3 associati e 150 tesserati può esser contestata la mancanza di democraticità e l'insussistenza del rapporto associato inteso nella sua genuinità?

Fusione di a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20169

Si chiede quali siano i passaggi e gli adempimenti corretti, soprattutto con riferimento agli aspetti fiscali, per procedere alla fusione di due a.s.d. usufruenti il regime agevolato.

Dimissioni del socio – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21399

Una a.s.d. ha ha circa 150 soci tra: Soci regolarmente iscritti, Soci dimissionari e Soci che non hanno mai presentato le dimissioni, non pagano quote associative e non si vedranno mai più. Si chiede come regolarsi a proposito delle seguenti questioni: 1. i soci dimissionari possono essere eliminati dal libro soci? come vanno gestiti i soci che non vengono più e non pagano le quote sociali, se cioè vadano mantenuti nel libro soci? il socio che presenta le dimissioni comunque rimane socio per tutto l'anno avendo pagato la quota sociale? le dimissioni vanno messe a verbale come per le ammissioni? e infine: a partire d quale data valgono le dimissioni: dalla domanda del socio o da quando viene messa a verbale?

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