LA FORMA GIURIDICA NELL’ATTIVITA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA – 1^ parte della relazione...
La 2^ parte viene pubblicata nella newsletter n. 10/2007 dell'8 marzo 2007 1. Premessa Generalmente, quando si intraprende un’attività, ci si sofferma anzitutto sulla scelta della forma giuridica da utilizzare, prendendo in considerazione una serie di elementi che riguardano principalmente: la responsabilità patrimoniale; la convenienza fiscale; i costi; l'eventuale trasferibilità della partecipazione societaria; le prospettive economiche e finanziarie dell'attività aziendale; la finalità lucrativa o no profit. Ed, allora, si propenderà per la costituzione di un’associazione, in ragione dello scopo non lucrativo che si vuole perseguire, ovvero si sceglierà di costituire un’impresa o una società (di persone o di capitali), per avviare un’attività economica lucrativa. Si potrebbe, poi, optare per la costituzione di una società di capitali, considerando la minore difficoltà nella ricerca di capitale di terzi (se, ad esempio, per l'esercizio dell'attività fossero necessari ingenti capitali), ovvero in ragione della ridotta responsabilità patrimoniale (che è limitata al capitale sottoscritto, senza coinvolgere l'intero patrimonio personale), ovvero ancora, in considerazione della maggiore facilità di trasferimento delle proprie quote o azioni. In altri casi, si potrebbe scegliere di costituire una società di persone valutando i minori costi di avvio dell’attività (dal momento che per tali società non è richiesto un capitale sociale minimo). Anche in sede di avvio di un’attività sportiva dilettantistica gioverà scegliere con attenzione la forma giuridica da assumere, tenendo conto, anzitutto, che,
LE NOVITA’ IN MATERIA DI ATTRIBUZIONE DEL NUMERO DI PARTITA IVA ED I NUOVI...
Il Decreto Bersani (D.L. 4.7.2006 n. 223) ha introdotto delle novità in materia di attribuzione del numero di partita iva (art. 37, commi 18, 19 e 20) ed ha aggiunto una serie di disposizioni al corpo dell'art. 35 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 rubricato " disposizione regolamentare concernente le dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione attività ”. Quindi, l’associazione sportiva dilettantistica che vuole intraprendere un’attività di natura commerciale deve richiedere il numero di Partita IVA all’Agenzia delle Entrate, compilando il nuovo modello AA7/8 . La presentazione dei modelli AA7/8 e AA9/8 e la conseguente attribuzione della partita Iva comporterà l’attivazione di una serie di attività di controllo. L'agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, infatti, dovranno effettuare dei controlli con la finalità di accertare l'esercizio effettivo dell'attività. E’ stata introdotta una procedura per verificare la ricorrenza sostanziale dei requisiti che giustificano l'attribuzione del codice identificativo IVA e, in particolare, l'effettivo esercizio dell'attività dichiarata
LA SRL SPORTIVA: adempimenti civilistici e fiscali relazione del Dott. Stefano Andreani al convegno nazionale...
Aspetti Problematici: a) La detassazone dei corrispettivi specifici b) L'intrasferibilità delle quote Adempimenti Civilistici e Fiscali: c) Gli adempimenti civilistici d) Gli adempimenti fiscali Nelle prime due parti di questa breve relazione si darà conto di due dei più rilevanti aspetti problematici della disciplina fiscale delle società sportive dilettantistiche, la detassazione dei corrispettivi e l'intrasferibilità delle quote. Nella altre due parti ne verranno sommariamente ricordati gli adempimenti civilistici e fiscali, raffrontandoli con quelli stabiliti per le associazioni. a) La detassazone dei corrispettivi specifici 1) Le norme di riferimento Per le associazioni sportive l’art. 148 (già art. 111), III comma, del T.U.I.R., a condizione che siano rispettate una serie (ormai ben nota) di condizioni statutarie, fa rientrare nell’area istituzionale e non commerciale (e quindi esclude da tassazione i corrispettivi specifici pagati dagli utilizzatori), l’attività svolta nei confronti:
LE PROBLEMATICHE DEL CONTENZIOSO IN MATERIA DI LAVORO SUBORDINATO DEI LAVORATORI SPORTIVI a...
Il contenzioso amministrativo sindacale tra le imprese sportive ed i loro dipendenti e liberi professionisti è occasione di originale disquisizione e di interessante approfondimento. La natura della prestazione, la tipologia di datore di lavoro, che risulta essere percettore non di una mera prestazione valutata in termini strettamente economici, le somme monetarie che vengono amministrate nei rapporti sportivi rendono molto spesso il contenzioso poco utilizzabile, fortunatamente per la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori. Può accadere in taluni casi che il contenzioso sindacale possa instaurarsi con conseguenze e rilevanze economiche notevoli per gli attori dello stesso. I lavoratori sportivi hanno le stesse tutele dei lavoratori degli altri settori, quindi in caso di mancato pagamento di retribuzioni, di non rispetto delle condizioni contrattuali, il prestatore può adire gli organi preposti in materia. Il contenzioso in materia di lavoro si divide in amministrativo e giudiziario
Le Istruzioni Ministeriali ed il modello 770/2006 semplificato.
Fiscosport ha reso disponibili nella rubrica "modulistica" ed accessibili a tutti gli utenti, il modello 770/2006 semplificato (in scadenza per via telematica il 2 ottobre 2006) e le relative istruzioni ministeriali. Si allegano, altresì, alla presente news:
VADEMECUM sul “RAPPORTO DI LAVORO NEL MONDO DELLO SPORT” – 2^ PARTE, a...
IL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO L’Associazione sportiva per la realizzazione dei propri programmi, in armonia con i principi istituzionali fissati dallo Statuto e dalle deliberazioni degli organi sociali, può avvalersi della collaborazione di alcuni operatori. Questi ultimi possono compiere la loro attività in qualità di soci volontari, di lavoratori subordinati o sotto forma di lavoro autonomo. La scelta fra una delle tre forme di lavoro ora richiamate non può essere unilaterale, va definita da entrambe le parti costituenti il rapporto, sotto forma di espressa volontà. La sola espressione di volontà non è, però, sufficiente a fare considerare un rapporto in un modo piuttosto che in un altro, ma occorre la presenza o meno di altri importanti elementi tra cui spicca quello della subordinazione gerarchica che, se c’è, qualifica il rapporto in lavoro subordinato, se manca, fa propendere lo stesso in lavoro autonomo .
VADEMECUM sul “RAPPORTO DI LAVORO NEL MONDO DELLO SPORT” presentato sabato scorso al convegno...
Fiscosport pubblica in 8 newsletters dal 9 maggio al 27 giugno 2006 il corposo vademecum sul RAPPORTO DI LAVORO NEL MONDO DELLO SPORT. Nella presente newsletter la parte introduttiva. Nella newsletter n. 18 del 16 maggio p.v. si entrerà, invece, nell'ambito dei "contratti", esaminando in primis il rapporto di lavoro autonomo. Introduzione La finalità generale di questo lavoro è quella di fornire un quadro generale, della capacità del mercato del lavoro nel mondo Sportivo attraverso dati e informazioni tratti dalla ricerca sull’Occupazione nello Sport in Italia [1] , e di analizzare la tipologia di contrattualistica, le normative fiscali e previdenziali vigenti applicabili al rapporto lavorativo sportivo. [1] “Sport Employment in Europe”, realizzato dallo EOSE, European Observatoire for Sport Employment, per conto della DG X della Commissione Europea con l’adattamento realizzato da Alberto Madella della Scuola dello Sport CONI, componente del Gruppo di Ricerca dell’EOSE e da un volume promosso dall’ILO – Organizzazione internazionale del Lavoro – a cura di Giovanni di Cola, nonché dalla Carta Sportiva Europea del Consiglio d’Europa .
ONLUS – SPORTIVO DILETTANTISTICHE: Novità in tema di Erogazioni Liberali a cura...
In Italia, le istituzioni che operano nel settore del non profit o terzo settore rappresentano un’importante realtà economica e sociale e il numero di organizzazioni, di occupati e di volontari è notevolmente aumentato nell’ultimo decennio. Il legislatore fiscale consapevole dell’importante funzione che tale settore svolge ha previsto una serie di agevolazioni fiscali per quei contribuenti che effettuano erogazioni liberali a favore di enti non profit tra cui sono comprese anche le Onlus che promuovono attività sportive dilettantistiche a patto di conseguire finalità di solidarietà sociale e di rispettare i requisiti formali previsti dalla legge. Per lo sport dilettantistico la condizione solidaristica
La trasformazione delle associazioni sportive dilettantistiche in società sportive dilettantistiche: la procedura e le...
La Commissione Esaminatrice Fiscosport, nella sessione del 25 marzo scorso, ha provveduto alla nomina del Dott. Giancarlo Senese quale Consulente Regionale Fiscosport della Campania. Dottore Commercialista in Napoli, Presidente della Commissione gestione imprese sportive ODC Napoli, ha di recente organizzato il Workshop tenutosi il 21 marzo 2006 a Napoli, del quale pubblichiamo le slide a cura dello stesso relatore sul tema "La trasformazione delle associazioni sportive dilettantistiche in società sportive dilettantistiche: la procedura e le convenienze fiscali".
Gli ASPETTI CIVILISTICI dell’ASSOCIAZIONISMO a cura dell’avv. Katia Scarpa, avvocato in Milano...
1. Premessa Una trattazione sugli aspetti legali delle associazioni sportive non può prescindere, in apertura, da una considerazione preliminare e, precisamente, dal fatto che la libertà del singolo e la realizzazione da parte dello Stato di tutti gli strumenti che ampliano le potenzialità umane costituiscono diritti fondamentali del nostro ordinamento fissati agli artt.2 e 18 della Costituzione. Sul piano del diritto civile, poi, la disciplina normativa è completata dagli artt. 14-38 del codice civile.





