Cessione di beni di proprietà dell’a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18544
Una a.s.d. con partita IVA è proprietaria di beni mobili (tavoli e panche) non più utilizzati. Il Consiglio Direttivo ha così deliberato di cedere i tavoli e le panche ai soci o ad altre a.s.d. dietro versamento di un corrispettivo (il 50/60 % del valore d'acquisto). Il ricavato verrebbe versato sul c/c dell'Associazione per poi mandare avanti l'attività istituzionale. Quale procedura seguire per procedere alla cessione del bene per non incorrere in eventuali contestazioni di natura fiscale?
Compensi agli Istruttori – Risposta al Quesito dell’Utente n. 22460
Si chiede se in un Centro Sportivo Estivo gli Istruttori, per rientrare nel compenso dei 10.000 euro, debbano essere obbligatoriamente in possesso di una qualifica federale, di E.P.S. o IUSM. Per gli IUSM devono possedere la laurea o basta essere studenti?
Svolgimento diretto attività sportiva – Risposta al Quesito dell’Utente n. 14994
Si chiede quale sia la corretta gestione delle collaborazioni tra a.s.d. e Insegnanti di Educazione Motoria di scuola anche Statale: in particolare se il fatto che prestino la loro opera nelle associazioni sportive sia o no in contrasto con la norma che richiede che detta attività non deve costituire svolgimento della propria professione
Contratto di comodato per attrezzature sportive (A margine del Quesito dell’Utente n. 22884)
Nel corso della vita di un'associazione sportiva può verificarsi il caso in cui un componente del Consiglio direttivo metta a disposizione gratuitamente delle attrezzature per la palestra della Associazione. Nella fattispecie posta all'attenzione della Redazione Fiscosport il Consiglio direttivo intende autorizzare il legale rappresentante della a.s.d. a sottoscrivere un contratto di comodato senza porre limitazioni sulle clausole contrattuali che verranno stipulate. Quali criticità potrebbe presentare la formula contrattuale del comodato fra un membro del consiglio direttivo della a.s.d. e la stessa associazione? Sarebbe forse preferibile optare per un contratto di affitto (rectius: locazione) con cifra simbolica? Il contributo che segue intende fare chiarezza sulle implicazioni che questo genere di operazione può comportare.
Inquadramento Istruttori Discipline non ufficiali – Risposta al Quesito dell’Utente n. 22521
Con le nuove direttive del CONI alcuni sport, come ad esempio la pole dance, non trovano collocazione nelle discipline riconosciute e quindi vanno trattate fiscalmente con il pagamento dell'IVA seppur in maniera ridotta (e di questo si chiede comunque conferma). Gli istruttori che insegnano tali discipline, non potendo più usufruire dei contratti di prestazione sportiva fino a 10.000 euro, per essere in regola devono aprire una partita IVA. Si chiede se vi siano alternative alla partita IVA, tenuto conto che spesso un istruttore presta la propria opera ance solo per una o due ore la settimana.
La posizione INAIL nella società sportiva dilettantistica (A margine del Quesito dell’Utente n. 22933)
Un quesito giunto in Redazione offre l'occasione per fare il punto in materia di inquadramento, ai fini INAIL, delle figure di amministratore di s.s.d. e collaboratore sportivo. Nella fattispecie colei che ricopre il ruolo di amministratore nella s.s.d. - senza percepire compensi per questa attività - ha anche un contratto a tempo indeterminato part time con altra azienda, e dalla medesima s.s.d. percepisce compensi compensi sportivi entro i 7500 euro annui. Consapevole che a INPS non è dovuta iscrizione, la questione si incentra su eventuali obblighi e adempimenti verso INAIL: in particolare si chiede conferma se corrisponda al vero che - anche qualora l'amministratore non percepisca alcun compenso - sia obbligatoria l'iscrizione INAIL e l'assistenza di un consulente del lavoro. In considerazione della posizione INPS e INAIL già presente grazie al contratto a tempo indeterminato con l'altra azienda si vorrebbe evitare di aprirne una ulteriore.
Progetto PON – Entrata esente IVA? – Risposta al Quesito n°180606
A un circolo tennis (a.s.d. con partita IVA e in regime L.398) è stato affidato da una scuola Statale-Istituto comprensivo un progetto PON (Fondi Strutturali Europei) "Una racchetta fra i libri" da svolgere nel mese di giugno in 10-15 lezioni per un totale di 30 ore. Le lezioni si svolgeranno presso i campi dell'a.s.d. con l'istruttore dell'associazione e la sorveglianza di un tutor interno alla scuola. E' stato stipulato con la scuola un patto d'integrità. Al termine del progetto si dovrà presentare fattura elettronica. Si chiede se per questo genere d'entrata si debba applicare l'iva al 22%, in quanto entrata commerciale o se possa considerarsi un entrata istituzionale senza IVA. Nel primo caso la scuola verserà direttamente all'erario l'IVA: spetta la detrazione forfettaria del 50%? Oppure può essere considerata un'Entrata esente ai sensi dell'art. 10 c. 1 n. 20 del d.p.r. 633/72 in quanto "prestazione resa all'infanzia, alla gioventù e didattica in genere" resa da un'associazione sportiva sotto il controllo di un ente pubblico? In questo caso le entrate concorrerebbero alla formazione del reddito dell'associazione - IRES e IRAP?
Collaborazioni sportive dilettantistiche: a che punto siamo?
Le recenti riforme in materia di sport dilettantistico sembrano invero creare più problemi di quanti ne volessero risolvere. Si pensi alle novità in materia di tutela sanitaria (certificazione di idoneità alla pratica non agonistica e obbligo del defibrillatore) introdotte dal decreto Balduzzi, nonché, da ultimo, alle previsioni contenute nella legge di bilancio 2018 con riguardo alle collaborazioni sportive dilettantistiche.
Le dichiarazioni dei redditi delle associazioni sportive dilettantistiche
Le associazioni sportive dilettantistiche che, oltre al codice fiscale, hanno acquisito il numero di partita Iva per esercitare un'attività commerciale connessa agli scopi istituzionali, sono tenute alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi (modello REDDITI/ENC - Enti non commerciali e modello IRAP), anche se hanno optato per il regime di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398.
Termine invio CU compensi sportivi – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21308
Una a.s.d. ha corrisposto nel 2017 compensi sportivi tutti inferiori al limite dei 7.500 euro, e quindi tutti configuranti redditi esenti da imposta per i percettori; si chiede quale sia il termine di invio telematico delle relative CU: 7 marzo 2018 oppure, visto quanto previsto dal comma 933 della l. 205/2017, la scadenza può essere considerata 31 ottobre 2018?






