QUESITO N. 492 del 12/04/2010 – utente fiscosport n.8844 – prov.di BOLOGNA
Sono il Presidente di una associazione sportiva dilettantistica che finora ha svolto in via esclusiva attività istituzionale. Per raccogliere i proventi da una attività commerciale di pubblicità che alcuni nostri ex atleti (che attualmente svolgono proprie attività imprenditoriali) sono disposti ad instaurare con la nostra società sportiva siamo costretti ad aprire la partita IVA ecc... Si può avere un riepilogo degli adempimenti da soddisfare a seguito dell'apertura della partita IVA? risposta a cura del Dott. Enzo Marra, Collaboratore della Redazione di Fiscosport - Napoli
LA RIVOLUZIONE NELLA TERRITORIALITA’ DELL’I.V.A. a cura del Rag. Gianpaolo Concari, Collaboratore della Redazione...
Cambiano dal 2010 le regole sulla territorialità dell’I.V.A. anche per gli enti non commerciali. Esteso il “reverse charge” e l’uso dei modelli intrastat. E’ destinato a cambiare profondamente uno dei principi cardine dell’I.V.A., la territorialità dell’imposta, in altre parole il luogo in cui essa si applica. Più precisamente il cambiamento riguarderà i criteri di applicazione dell’imposta ai servizi e, conseguentemente, gli adempimenti fiscali connessi. Tutto questo per recepire le direttive comunitarie 8/2008/Ce, 9/2008/Ce e 117/2008/Ce varate allo scopo di tassare i servizi nel luogo di fruizione e di fronteggiare le frodi fiscali alquanto frequenti nelle operazioni intracomunitarie. Perciò i criteri che erano alla base dell’art. 7 del d.P.R. 633/72 saranno modificati e questo comporterà un ampliamento dell’uso dell’inversione contabile (o reverse charge ) che prevede l’emissione da parte dell’utilizzatore italiano di un’autofattura con conseguente liquidazione dell’imposta. Sino al 31/12/2009 (salvo proroghe dell’ultimo minuto), la territorialità dell’I.V.A. per i servizi funziona così:
I SISTEMI E LE PROCEDURE DI CONTROLLO NELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE a cura del...
La Commissione aziende non profit del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha pubblicato da qualche anno la raccomandazione n. 5 riguardante “I sistemi e le procedure di controllo nelle aziende non profit”. Tale documento assume ancora oggi un particolare interesse vista l’importanza che ricopre l’attività di revisione e certificazione degli enti non profit e, quindi, delle associazioni sportive dilettantistiche. Viene sintetizzato di seguito il contenuto della raccomandazione sopra citata. Alla luce delle caratteristiche gestionali delle aziende non profit risultano di crescente rilievo le problematiche relative alle modalità di sviluppo dei sistemi verifica, valutazione e controllo di prassi, grado di perseguimento dei fini istituzionali e coerenza con i riferimenti e le normative civilistiche. La raccomandazione riguarda i sistemi e le procedure di controllo dell’azione e delle attività delle aziende non profit, comprese le associazioni sportive dilettantistiche. Si tratta di un documento che fornisce indicazioni che consentono un più efficace, trasparente e affidabile sviluppo delle azioni di controllo da parte degli organi a vario titolo deputati al controllo negli enti sportivi dilettantistici. Lo scopo della raccomandazione è definire le forme di controllo esterno mediante le quali le associazioni sportive dilettantistiche realizzano azioni di verifica della regolarità della gestione mediante soggetti indipendenti, non legati da interessi di alcun tipo all’azienda stessa (né di legame di parentela o di interesse con i membri dell’organo direttivo, né di lavoro, né di consulenza ecc.). Il soggetto indipendente deve essere dotato dei richiesti requisiti di competenza tecnico-professionale. Tale forma di controllo è particolarmente importante nelle associazioni sportive dilettantistiche per diverse ragioni. La prima consiste nel fatto che
QUESITO n. 568 del 03/04/2011 – utente fiscosport n. 10014 – prov. di VENEZIA
Buongiorno, sono il socio di un'associazione sportiva dilettantistica - sci club- che ha optato per la 398/91. Ho dei dubbi in merito ai proventi che noi incassiamo per il trasporto in autobus per le uscite sulla neve domenicali. Le casistiche sui quali ho dei dubbi sono sostanzialmente due: 1) quando effettuiamo le uscite domenicali con i soci, noleggiamo l'autobus per raggiungere il posto dove andiamo a sciare; 2) in occasione dei 3-4 giorni sulla neve dove noi troviamo un albergo e noleggiamo l'autobus. Il dubbio è se questi due casi rientrino nell'art. 148, comma 4 o comma 3. Se da un lato l'art. 148 comma 3 mi decommercializza i corrispettivi specifici incassati in diretta attuazione degli scopi istituzionali (ritengo sicuramente che il punto 1 rientri in questo caso), dall'altro il comma 4 dice che non sono decommercializzati l'organizzazione di viaggi e soggiorni turistici. Secondo voi, considerato che per la nostra associazione queste attività sono indispensabili alla realizzazione degli scopi istituzionali, i due casi sopra esposti rientrano nell'ambito commerciale? Risposta a cura del dott. Francesco Sisani, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Firenze
L’IMPORTANZA DI RISPETTARE LA SCADENZA DEL 15 DICEMBRE 2009 PER LA PRESENTAZIONE DEL MODELLO...
In queste ultime settimane si sono succedute varie circolari inviate dalle Federazioni Sportive e dagli Enti di Promozione Sportiva che hanno ben precisato la scadenza di presentazione del modello EAS, ma che non hanno colto appieno l’importanza del rispetto dell’adempimento e, talvolta, non hanno fatto chiarezza sull’obbligo di adempimento per le attività “strutturalmente” commerciali. Cerchiamo in quest’ultima newsletter Fiscosport prima dell’adempimento (salvo uscire con Fiscosport flash per novità basilari sul modello EAS) di fare il punto principalmente sull’ IMPORTANZA del rispetto di tale adempimento (e della relativa scadenza) , in quanto le società ed associazioni sportive dilettantistiche che non adempiono (se tenute) alla comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati e delle notizie rilevanti ai fini fiscali perdono i benefici della non imponibilità (decommercializzazione) dei corrispettivi, delle quote e dei contributi ex art. 148 d.p.r. 917/86 (imposte sui redditi) e art. 4 d.p.r. 633/72 (iva) . Tale “perdita” dei benefici non esplica effetto dal 16 dicembre 2009 (data successiva alla scadenza di presentazione del modello), bensì dal 29 novembre 2008 (data di entrata in vigore del decreto “anti-crisi” – D.L. 185/2008), per cui le associazioni che non provvedono (se tenute) a presentare il modello sono “scoperte” da oltre un anno in tema di tassabilità ed imponibilità sia delle quote associative che dei corrispettivi specifici (e per l’eventuale “ritardo” non è previsto nessun ravvedimento operoso, come ormai si è abituati in ambito fiscale). Quanto alle attività "strutturalmente" commerciali
QUESITO N. 526 del 25/10/2010 – utente fiscosport n.7021 – prov.di UDINE
Ai fini della detrazione Irpef delle quote iscrizione all'attività sportiva si richiede se il relativo pagamento debba essere effettuato esclusivamene a mezzo bonifico bancario o bollettino postale oppure anche per contanti con rilascio della prevista ricevuta. Grazie. risposta a cura della Dott.ssa Francesca Scendoni, Collaboratrice della Redazione Fiscosport - Porto San Giorgio (FM)
LE SLIDES DEL PROF. MARCO FAVA SUL MODELLO EAS (con le novità introdotte dalla...
Pubblichiamo le "nuove" slides del Prof. Marco Fava sul MODELLO EAS di comunicazione dei dati rilevanti agli effetti fiscali che gli enti associativi sono chiamati (salvo alcune eccezioni) a compilare e a presentare telematicamente entro il 15 dicembre 2009 (ovvero entro 60 giorni dalla costituzione). La presentazione in PowerPoint è stata integrata con un tasto nella seconda slides "mod. EAS semplificato" per rinviare direttamente alla compilazione di questo modello. Nel corpo della presentazione, nei righi interessati dalla circolare 45/E, è stato inserito un tasto per rinviare direttamente l'utente ai chiarimenti forniti dalla circolare. file realizzato con applicativo Microsoft PowerPoint 2003 (chi ha versioni successive può scaricare il visualizzatore cliccando qui ). [in considerazione del lavoro che tale applicativo ha comportato, possono consultare le slides solo gli utenti abilitati al progetto Fiscosport 2007/2009 direttamente o per tramite di C.R. o C.P. CONI, SRS o Fsn/Dsa/Eps aderenti - non sono perciò abilitati coloro che stanno usufruendo del periodo gratuito di 30 gg., nonchè coloro che hanno terminato il periodo gratuito]
Scadono il 30 novembre i termini per il versamento del secondo acconto IRES e...
Entro il prossimo 30 novembre le società e le associazioni sportive dilettantistiche con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare sono chiamate ad effettuare il versamento del secondo acconto Ires e Irap per il 2009. Nulla da fare per la riduzione degli acconti e per il differimento dei termini del versamento degli stessi. Lo ha stabilito il 12 novembre il Consiglio dei Ministri con l’approvazione del decreto legge “Disposizioni in tema di differimento del versamento dell'acconto dell'Ires e dell'Irap" che ha accolto le richieste di difficoltà di copertura finanziaria solo per professionisti, autonomi, titolari di partite Iva e lavoratori dipendenti percettori di altri redditi.
QUESITO N. 474 del 19/01/2010 – utente fiscosport n.10970 – prov.di COMO
La nostra associazione sportiva è stata costituita nel mese di dicembre 2009. Nella compilazione del modello EAS alla voce riguardante le entrate complessive cosa indicherò non avendo esercizi precedenti chiusi? Stessa domanda per il numero degli associati. Grazie! risposta a cura del Dott. Stefano Mainardis, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Pordenone
QUESITO n. 563 del 24/03/2011 – utente fiscosport n. 4296 – prov. di PESCARA
Un'associazione sportiva dilettantistica intende intraprendere un'attività collaterale, peraltro inserita nello statuto sociale, consistente in un punto di ristoro in cui somministrare pasti esclusivamente e soloper gli associati. Si chiede di conoscere se tale attività sia da considerare sempre e comunque "attività commerciale" ai sensi e per gli effetti dell'art.148, co. 4 del T.U.I.R. oppure se ne può invocare la "decommercializzazione" in base agli artt.143, co. 1 e 148 co. 3 dello stesso T.U.I.R., essendo tale attivitàrivolta, come sopra precisato, solo ed esclusivamente nei confronti dei propri associati. In caso si trattasse di attività commerciale, i proventi percepiti come andrebbero certificati: a) con rilascio di scontrino fiscale, b) con rilascio di fatture/ricevute fiscali, c) con rilascio di semplici ricevute con eventuale marca da bollo suimporti superiori ad €77,47? Risposta a cura del dott. Maurizio Mottola, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Taranto






