Dipendente Pubblico e partecipazione in una S.S.D. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20337

Un dipendente pubblico che lavora in un Comune a tempo pieno nel settore amministrativo-contabile vorrebbe costituire una Società Sportiva Dilettantistica a responsabilità limitata (SSD arl) ed esserne socio (insieme ad altre persone), presidente del CDA (insieme ad altri amministratori) e lavorare costantemente presso la struttura sportiva in ambito amministrativo gestionale. Il lavoro pubblico e la gestione sportiva si svolgerebbero in orari differenti e in due Comuni diversi tra loro. Posto che si ritiene fattibile - anche in considerazione del fatto che la SSD è un ente senza fine di lucro quindi un dipendente pubblico può esserne socio, amministratore e lavorarci - si chiede invece come ci si debba muovere per erogare i compensi dal momento che come socio non può ricevere utili: il ruolo di amministratore dovrà essere ricoperto a titolo gratuito oppure si può rientrare nei redditi assimilati (art. 50 T.U.I.R.)? E per quanto riguarda il lavoro quotidiano nella struttura si deve seguire la strada di semplici indennità oppure quella dei compensi (sempre art. 67 T.U.I.R.?

Fatturazione di vitto e alloggio in occasione di torneo – Risposta al Quesito dell’Utente...

Una a.s.d. appartenente alla FIP intende organizzare un torneo con la possibilità di pranzare/cenare durante la manifestazione nonché alloggiare in albergo per alcune squadre partecipanti. Si chiede se sia possibile che la a.s.d. raccolga, oltre alla quota d'iscrizione al torneo, anche la quota del vitto e dell'alloggio che sarà, successivamente, versata al ristorante/albergo. In caso affermativo, a chi dovrà emettere la fattura/ricevuta la struttura albergo/ristorante: alla a.s.d. organizzatrice o ai singoli fruitori del servizio offerto (le altre società)?

Certificato cartaceo annuale Coni – Risposta al Quesito dell’Utente n. 456

Dalla sua introduzione, nel 2012, a oggi, molte associazioni sono iscritte al CONI ma purtroppo, per un motivo o per l’altro, poche hanno scaricato e stampato il certificato di iscrizione, ignorando che non sarebbe mai più stato possibile scaricarlo e ristamparlo. A parere di chi scrive si stratta di una follia, dettata solo da un problema tecnico che il CONI non vuole risolvere: basti solo pensare al mondo fiscale, dove tramite il cassetto fiscale ognuno recupera tutti i suoi dati, ben più preziosi che quelli ludici del CONI. La domanda è: quali sono le conseguenze di non avere il certificato cartaceo....e quali rimedi possibili?

Corrispettivi telematici per il bar di una a.s.d. (con l’aggiornamento al d.m. del 24/12/2019)...

Una a.s.d. gestisce il bar del palazzetto, che è a disposizione sia dei soci, sia dei non soci, er esempio in caso di partite, gare ecc. Si chiede se vada considerata attività commerciale e se sia soggetto ai corrispettivi telematici.

Differenza tra socio e tesserato in una a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n....

Si chiede se in un'a.s.d. sia possibile l'esistenza sia di SOCI che di TESSERATI: in particolare si chiede se sia corretto affermare – come risulta a chi scrive - che i tesserati (che non hanno obbligo di presenza alle riunioni ecc.) sono presenti solo nelle s.s.d., ma non nelle a.s.d., nelle quali i "tesserati" diventano automaticamente anche soci.

A.s.d. con solo codice fiscale e corrispettivi telematici da 01/01/2020 – Risposta al Quesito...

Si chiedono delucidazioni in merito all’adempimento corrispettivi telematici, riguardante l'emissione di documento commerciale a sostituzione di scontrini fiscali e ricevute. In particolare, un'a.s.d., con solo codice fiscale, che incassa quote associative e quote per corsi specifici dai suoi associati/tesserati (rif.statutari art 148 TUIR), dal 2020 sarà soggetta all’obbligo di invio dei corrispettivi telematicamente? Oppure può continuare a rilasciare le ricevute cartacee per le tipologia di incassi citata?

Pensioni lavoratori precoci – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20837

Si chiede se un pensionato lavoratore precoce possa percepire compensi per attività amministrativa in una a.s.d. (art.67 c.1 lettera m) senza problemi di incumulabilità con la pensione.

Mancata attività didattica e formativa – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11515

Si chiede se una a.s.d. che svolge la sola attività di calcio in terza categoria campionato FIGC, non avendo svolto né attività formativa né attività didattica, decada dal regime della legge 398

Implicazioni fiscali (e non solo) a seguito di Convenzione tra una a.s.d. e una...

Nello statuto di una a.s.d. tra le finalità sono indicati “l’organizzazione, lo sviluppo e la diffusione dell’attività sportiva mediante la gestione di ogni forma di attività agonistica, ricreativa o di ogni altro tipo di attività motoria” (art. 3.2) e "... lo svolgimento di attività didattica per l'avvio, l'aggiornamento e il perfezionamento nello svolgimento delle specialità sportive praticate” (art. 3.4). Ora in previsione di un progetto con una scuola, si chiede se - previa Convenzione con la Scuola medesima che preveda che all'associazione venga riconosciuto un contributo spese (e non il pagamento di una prestazione) - l’importo concordato possa essere considerato una entrata istituzionale defiscalizzata. Ed eventualmente sarebbe tale anche se l'organizzazione fosse in capo alla scuola e i partecipanti dovessero versare una quota di iscrizione? E se invece non fosse attività istituzionale defiscalizzata quale aliquota IVA deve essere applicata? Infine sarà l'associazione a dover richiedere il certificato medico e tesserare i partecipanti in modo che siano assicurati oppure spetta alla scuola?

Interventi di manutenzione e Sport Bonus – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23375

Circa le modalità di erogazione delle liberalità concernenti il c.d. sport bonus si chiede di poter avere le seguenti delucidazioni: se tra le spese per le quali può essere utilizzata l’erogazione in credito d’imposta vi rientrino anche le spese di manutenzione ordinaria; se le spese per le quali può essere utilizzata l’erogazione in credito d’imposta debbano essere necessariamente successive all’ottenimento del codice da parte del soggetto erogante o se siano ammissibili spese già sostenute nel corso del 2019 per lavori già effettuati.

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