ENTI NON COMMERCIALI, ENTI ASSOCIATIVI e ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE: differenziazione ai fini tributari –...

Si conclude con questa ultima Quarta parte la disamina della figura dell'associazione sportiva dilettantistica come potenziale fruitrice di agevolazioni proprie dei diversi regimi nei quali la medesima può riconoscersi: abbiamo già analizzato le peculiarità delle a.s.d. in quanto enti non commerciali di cui al Capo III del titolo II del T.U.I.R. e in particolare le conseguenze che da ciò discendono sotto il profilo fiscale ( Newsletter n. 6/2012 del 22 marzo 2012) e quello contabile ( Newsletter n. 7/2012 del 5 aprile 2012); le a.s.d. sono poi anche e soprattutto enti associativi e pertanto ne abbiamo esaminato le agevolazioni, i requisiti statutari, il modello EAS ( Newsletter n. 8/2012 del 19 aprile 2012); chiudiamo oggi guardando alle le a.s.d. come associazioni senza scopo di lucro inquadrabili nell'ambito del regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991 e di quest'ultima verranno in particolare esaminati i presupposti applicativi. * Francesco Sisani, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Firenze

LA VALENZA IN GIUDIZIO DEI QUESTIONARI DISTRIBUITI DAI VERIFICATORI AI FREQUENTATORI DI UN CENTRO...

Il tema delle dichiarazioni di terzi rilasciate nella fase stragiudiziale è attuale e notevolmente rilevante soprattutto nell'utilizzo degli strumenti alternativi al giudizio dinanzi alla Commissione Tributaria e l’Agenzia delle Entrate sembra sempre più spesso avvalersene soprattutto in ambito sportivo. * Francesca Scendoni, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Porto San Giorgio (FM)

ENTI NON COMMERCIALI, ENTI ASSOCIATIVI e ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE: differenziazione ai fini tributari –...

Prosegue in questo numero la disamina della figura dell'associazione sportiva dilettantistica come potenziale fruitrice di agevolazioni proprie dei diversi regimi nei quali la medesima può riconoscersi (tanto ente non commerciale, di cui al Capo III del titolo II del T.U.I.R., quanto un ente associativo, tanto infine una associazione senza scopo di lucro, inquadrabile nell’ambito del regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991) . Negli scorsi numeri l'analisi ha avuto per oggetto la qualificazione delle a.s.d. come enti non commerciali, con le conseguenze che da ciò discendono sotto il profilo fiscale (Prima parte: Newsletter Fiscosport n. 6/2012 del 22 marzo 2012) e con le questioni legate agli obblighi contabili (Seconda parte: Newsletter Fiscosport n. 7/2012 del 5 aprile 2012 ). In questa Terza parte si guarda all'associazione sportiva dilettantistica quale ente associativo destinatario del particolare regime agevolativo di cui all’art. 148 del T.U.I.R. e all’art. 4, comma 4 del d.p.r. n. 633/72. * Francesco Sisani, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Firenze

SPESOMETRO 2011: per la scadenza del prossimo 30 aprile finalmente regole chiare, ragionevoli e...

L'Interrogazione parlamentare del 28 marzo e il comunicato stampa del 5 aprile forniscono gli ultimi tasselli a una normativa tanto banale nel contenuto quanto travagliata nella formulazione. Ma saranno veramente gli ultimi, e soprattutto: i dubbi sono tutti chiariti? * Stefano Andreani, Dottore Commercialista e Revisore Legale in Firenze

PUBBLICITA’ E SPONSORIZZAZIONI – Parte seconda – A cura di Maurizio Mottola *, Collaboratore...

Nello scorso numero Newsletter Fiscosport n. 6/2012 del 22 marzo 2012 è stata affrontata l'analisi della disciplina giuridica dei contratti di sponsorizzazione e pubblicità, individuando le differenze e le forme più comunemente adottate nel mondo sportivo. Oggetto di approfondimento di questa seconda parte è Il relativo trattamento ai fini tributari e la disamina delle più recenti posizioni assunte in materia da parte dell'Amministrazione Finanziaria e della Giurisprudenza. * Maurizio Mottola, Dottore Commercialista e Revisore Legale in Taranto

ENTI NON COMMERCIALI, ENTI ASSOCIATIVI e ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE: differenziazione ai fini tributari –...

Costituisce peculiarità propria delle associazioni sportive dilettantistiche quella di poter essere contemporaneamente tanto un ente non commerciale, di cui al Capo III del titolo II del T.U.I.R., quanto un ente associativo, destinatario del particolare regime agevolativo di cui all’art. 148 del T.U.I.R. e all’art. 4, comma 4 del d.p.r. n. 633/72, tanto infine una associazione senza scopo di lucro, inquadrabile nell’ambito del regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991. Questa peculiarità, che vede ogni associazione sportiva dilettantistica come potenziale fruitrice delle agevolazioni proprie di ognuno dei regimi sopracitati , giustifica e richiede una disamina, anche comparativa, delle disposizioni e delle caratteristiche proprie di ognuno di essi, onde chiarirne gli ambiti applicativi e i requisiti di applicabilità, in uno con i benefici fiscali connessi. Il lavoro, data l'ampiezza e l'importanza degli argomenti, è suddiviso in quattro parti: nello scorso numero ( Newsletter Fiscosport n. 6/2012 del 22 marzo 2012 ) la disamina ha preso le mosse dalla qualificazione delle a.s.d. come enti non commerciali e dalle conseguenze che da ciò discendono sotto il profilo fiscale; in questa Seconda parte affrontiamo invece le questioni legate agli obblighi contabili . * Francesco Sisani, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Firenze

LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE NEI CIRCOLI – Parte seconda – Gli altri...

Prosegue in questo numero l'analisi degli adempimenti necessari per gestire un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande. Ricordiamo che la Prima parte è pubblicata nella Newsletter Fiscosport n. 6/2012 del 22 marzo 2012, mentre la terza e ultima parte, dedicata agli aspetti fiscali, uscirà nel Numero 9/2012 del 3 maggio 2012. * Pietro Canta, Ragioniere Commercialista e Revisore Contabile in Imperia

ENTI NON COMMERCIALI, ENTI ASSOCIATIVI e ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE: differenziazione ai fini tributari –...

Costituisce peculiarità propria delle associazioni sportive dilettantistiche quella di poter essere contemporaneamente tanto un ente non commerciale, di cui al Capo III del titolo II del T.U.I.R., quanto un ente associativo, destinatario del particolare regime agevolativo di cui all’art. 148 del T.U.I.R. e all’art. 4, comma 4 del d.p.r. n. 633/72, tanto infine una associazione senza scopo di lucro, inquadrabile nell’ambito del regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991. Questa peculiarità, che vede ogni associazione sportiva dilettantistica come potenziale fruitrice delle agevolazioni proprie di ognuno dei regimi sopraccitati, giustifica e richiede una disamina, anche comparativa, delle disposizioni e delle caratteristiche proprie di ognuno di essi, onde chiarirne gli ambiti applicativi e i requisiti di applicabilità, in uno con i benefici fiscali connessi. Il lavoro, data l'ampiezza e l'importanza degli argomenti, è suddiviso in quattro parti, di cui oggi pubblichiamo qui la Parte prima . * Francesco Sisani, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Firenze

LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE NEI CIRCOLI – Parte prima: Le semplificazioni amministrative...

Le società e le associazioni sportive dilettantistiche, accanto alla struttura tipicamente riservata all'attività sportiva, si trovano spesso a gestire un'attività di somministrazione di alimenti e bevande per soci e associati. Già in altra sede ( Newsletter n. 2/2012 del 26 gennaio 2012) abbiamo commentato la risoluzione del MISE n. 153829 del 10.6.2011. Ora, p rima di addentrarci nelle questioni fiscali (tassabilità o meno ai fini delle imposte dirette e IVA - che saranno oggetto di studio nelle prossime Newsletter), dedichiamo questo approfondimento all'analisi degli adempimenti necessari per aprire un bar riservato ai soli soci/associati, avvalendosi delle semplificazioni amministrative (in vigore dal 2009 e di recente modificate dalle nuove disposizioni in materia di Scia - segnalazione certificata di inizio attività). * Pietro Canta, Ragioniere Commercialista e Revisore contabile in Imperia

PUBBLICITA’ E SPONSORIZZAZIONI – Parte prima – A cura di Maurizio Mottola *,  Collaboratore...

La recente pubblicazione di un approfondimento giuridico e fiscale dedicato all'iniziativa dei tifosi del Taranto Calcio ( Newsletter Fiscosport n. 5/2012 del 8 marzo 2012), così come la frequente richiesta di chiarimenti da parte degli utenti abbonati di Fiscosport (v. Archivio quesiti ), ha indotto la Redazione a pubblicare una monografia dedicata a pubblicità e sponsorizzazioni.Sarà pertanto di seguito analizzata la disciplina giuridica dei contratti di sponsorizzazione e pubblicità, individuandone differenze e forme più comunemente adottate nel mondo sportivo. Il trattamento ai fini tributari e la disamina delle più recenti posizioni assunte in materia da parte dell'Amministrazione Finanziaria e della Giurisprudenza saranno oggetto della Seconda parte nella Newsletter n. 7 del 5 aprile. * Maurizio Mottola, Dottore Commercialista e Revisore Legale in Taranto

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Gent.mi, mi occupo di una piccola associazione iscritta alla FITP che si occupa dell'insegnamento tennis per bambini e principianti. Chiedo se abbiamo l'obbligo di iscrizione al RASD. Grazie