Anche negli USA un piccolo segnale di crisi nello sport agonistico, a favore dello...
La decisione dello Spelman College di uscire dalla NCAA, la federazione dello sport universitario statunitense, evidenzia come anche oltre oceano si stia prestando attenzione allo sport come educazione a un migliore rapporto con il proprio corpo e con gli altri, non necessariamente votato all’agonismo e all’eccellenza.
SUL QUADRO RW E DINTORNI
Anche gli enti non commerciali sono soggetti alla compilazione del quadro RW, un adempimento spesso poco conosciuto, soprattutto dalle organizzazioni che hanno rapporti con l’estero, le cui violazioni generano “mostri fiscali”. Le sanzioni previste infatti sono una percentuale di quanto non risulta dal quadro RW con la conseguenza che le stesse possono raggiungere cifre sproporzionate rispetto al reale pericolo di evasione, essendo gli stessi trasferimenti per lo più già oggetto di segnalazioni da parte degli istituti di credito.
GLI STUDI DI SETTORE: L’APPLICABILITA’ ALLE A.S.D. E ALLE S.S.D.
Anche quest’anno le associazioni e le società sportive dilettantistiche sono alle prese con le consuete scadenze relative alle dichiarazioni dei redditi: particolare attenzione, riteniamo, vada posta anche ai casi in cui le associazioni e le società sportive sono obbligate alla applicazione degli studi di settore. Nel contributo che segue intendiamo pertanto riassumere il quadro dei soggetti che sono tenuti alla compilazione del relativo modello, analizzando l'applicabilità degli studi di settore alle a.s.d. e s.s.d., distinguendo tra soggetti in regime ordinario o forfettario e infine dando conto delle sanzioni applicabili in caso di dichiarazioni non corrette.
QUALI PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI PER IL LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE?
Il 2013 sembra essere cominciato sotto i migliori auspici per i laureati in scienze motorie. Il problema del ruolo e delle competenze del laureato in scienze motorie si è posto fin dal momento della trasformazione dell’ISEF in corso di laurea; se infatti, i titoli rilasciati al termine dei rispettivi corsi di studio sono stati equiparati ex lege, non altrettanto può dirsi con riguardo ai percorsi formativi e, soprattutto, agli sbocchi occupazionali. Quest’ultimo aspetto ha occupato gli “addetti ai lavori” da molto tempo. Vari sono stati i tentativi di risolvere la questione.
IL “FINANCIAL FAIR PLAY” DELLA UEFA – A cura di Mario Vigna *, Avvocato...
In questo numero di Fiscosport siamo molto lieti di pubblicare un contributo che si presenta - malgrado una prima superficiale occhiata non lo faccia intendere - di estremo interesse anche per le società e le associazioni sportive dilettantistiche. L'avvocato Mario Vigna - che oltre che esperto in diritto sportivo e componente del Progetto di Diritto Societario ed Industriale del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, dal 2009 riveste il ruolo di Procuratore Antidoping del CONI - ci parla infatti del calcio professionistico ai massimi livelli europei (UEFA), dunque di una materia che esula dal nostro tradizionale campo d'azione: tuttavia trattare e conoscere la normativa in materia di equilibrio finanziario dei club più importanti è sicuramente di interesse per tutte le società sportive; e ciò anzitutto perché l'"equilibrio" e le regole che lo governano sono i medesimi a prescindere dall'entità e dall'importanza economica e mediatica della società: ciò che vale per il Barcellona può e deve valere anche per il piccolo club calcistico di periferia; e in seconda battuta perché gli interventi assunti a livello di sport di vertice, quello professionistico, hanno inevitabili ripercussioni - economiche, di immagine, e anche morali - sul mondo del dilettantismo.
Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in materia di adempimenti per le a.s.d. che hanno optato...
Come anticipato con la Newsletter “flash” n. 8bis del 25 aprile scorso, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta a fornire chiarimenti in merito agli adempimenti contabili e formali necessari per accedere e mantenere le agevolazioni fiscali previste dalla l. 398/1991 in favore delle società ed associazioni sportive dilettantistiche. L’intervento dell’Agenzia assume la forma di risposta a tre specifici quesiti formulati in relazione a problematiche frequentemente contestate in sede di avvisi di accertamento da parte delle Direzioni Provinciali. In questa sede verrà approfondita la problematica relativa al primo dei tre quesiti posti all’attenzione dell’Agenzia entrate, mentre il secondo e il terzo saranno oggetto di commento, sempre su questa Newsletter, da parte di Stefano Andreani e di Patrizia Sideri.
Il 16 FEBBRAIO SCADE IL TERMINE PER IL VERSAMENTO DELL’IVA DEL QUARTO TRIMESTRE 2012...
Cogliamo l’occasione di tale scadenza per segnalare le differenze con il regime trimestrale IVA ordinario, e fare un breve richiamo delle regole generali del “regime 398”: si dà spesso per scontato che tutti i dirigenti le sappiano ma, dai verbali di verifica che vediamo quotidianamente, sono ancora molti coloro che non hanno tutte le idee chiare. * Stefano Andreani, Dottore Commercialista e Revisore contabile in Firenze
DUE FILONI INTERPRETATIVI DELLE NORMATIVE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLE COLLABORAZIONI (SPORTIVE E AMMINISTRATIVO-GESTIONALI) NELLE...
Prosegue in questa seconda parte l'analisi dei lavori svolti dalla Commissione di Studi per gli Enti Non Profit dell'Ordine dei dottori commercialisti di Milano, con la partecipazione di funzionari dell'Enpals, nel corso dei quali sono stati analizzati i due differenti filoni interpretativi attualmente rinvenibili nella prassi, in dottrina e in giurisprudenza riguardo alla normativa fiscale e giuslavoristica applicabile alle collaborazioni di carattere sportivo o amministrativo-gestionali. Si tratta - lo ricordiamo - di un primo filone di maggior “favor” per le Associazioni Sportive che si basa su una lettura dell’art.67, comma 1, lett. m) del T.U.I.R. che tende alla massima enfasi dell’intento di agevolazione fiscale della normativa riguardante le collaborazioni sportive e di un secondo filone che si basa invece su una più rigorosa lettura dell’art. 67 inquadrato con massima enfasi nell’ambito della categoria di “redditi diversi” intesi come redditi non classificabili in altre categorie reddituali ed in quanto tali limitati/limitabili ad un numero estremamente ristretto di fattispecie concrete. Nella Prima parte l'analisi è partita dalla lettura estensiva dell’art. 67 succitato in forza della quale tutte le collaborazioni sportive sarebbero fiscalmente classificabili nella categoria reddituale dei “redditi diversi”, escludendo soltanto quelle collaborazioni ricondotte per volere delle parti alla tipologia del rapporto di lavoro subordinato e quelle collaborazioni nelle quali il collaboratore sportivo è titolare di autonoma partita IVA e, come tali, inquadrabili nella tipologia reddituale del reddito di lavoro autonomo, e se ne sono analizzati i primi due dei quattro presupposti; in questa sede si concludono le riflessioni relative al c.d. primo filone interpretativo con la disamina degli ultimi due presupposti: il confronto con la disciplina dell’art.67, comma 1, lett. m) riguardante le collaborazioni coordinate e continuative di carattere amministrativo-gestionale e il concetto di esercizio “diretto” di attività sportive dilettantistiche. * Donato Foresta, Dottore Commercialista e Revisore contabile in Milano
IL NUOVO REGIME DI ESENZIONE IVA DELLE LOCAZIONI IMMOBILIARI – A cura di Giuliano...
Il cosiddetto "decreto crescita" ha apportato importanti variazioni al regime IVA nel settore immobiliare, prevedendo un generale regime di esenzione per le locazioni di beni immobili, e in particolare, per quanto di interesse del presente articolo, per le locazioni dei beni immobili strumentali: in particolare, attualmente la locazione di un immobile strumentale che “ per le sue caratteristiche non è suscettibile di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni ”- quali sono, ad esempio, le palestre e i centri sportivi - potrà essere effettuata in esenzione di imposta, e ciò anche nel caso di conduttori enti non commerciali (associazioni sportive dilettantistiche) indipendentemente dal fatto che questi utilizzino il bene per attività rientranti nella propria sfera di attività istituzionale o commerciale (ipotesi ad esempio della locazione dell’impianto sportivo con annesso punto di ristoro). Si analizzano, di seguito, le novità introdotte, soffermando l’attenzione sul caso, di sicuro interesse per i nostri lettori, della locazione di palestre e impianti sportivi con conduttore rappresentato da società od associazioni sportive dilettantistiche. * Giuliano Sinibaldi, Dottore Commercialista e Revisore contabile in Pesaro
Associazione Sportiva Dilettantistica e Associazione di Promozione Sociale: normativa fiscale a confronto – A...
Nella New sletter n. 18/2012 del 1 novembre 2012 è stato presentato il modello democratico di promozione sportiva realizzato e condotto dalla società sportiva "TARANTO FC 1927", società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata (ssd arl), e dalla associazione di promozione sociale (aps) "TARAS 706 a.c.".Con particolare riferimento alla forma giuridica della aps sono stati brevemente delineati alcuni aspetti generali in merito alla costituzione, alle finalità statutarie, all'obbligo di iscrizione in appositi registri, alla responsabilità patrimoniale e alla raccolta di risorse economiche (tra cui le erogazioni liberali). In questo articolo saranno approfonditi gli aspetti relativi alla disciplina fiscale di sicuro maggiore interesse e saranno poste a confronto le normative vigenti applicabili in generale agli enti non commerciali di tipo associativo (come le associazioni sportive dilettantistiche – asd) e in particolare alle aps. * Maurizio Mottola, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Taranto






