IL TRATTAMENTO TRIBUTARIO DEI COUPON PROMOZIONALI
Il trattamento tributario ai fini Iva e Ires dei coupon promozionali: un esempio concreto per le associazioni e le società sportive evidenzia alcune criticità da tenere sotto controllo.
I contributi ai sodalizi sportivi, deducibilità sempre e comunque?
Un passaggio della Guida dell’Agenzia delle Entrate lascia a nostro avviso aperti alcuni dubbi
IL NUOVO SPESOMETRO
Il 2 agosto 2013, con il provvedimento n. 94908, l’Agenzia delle Entrate ha diramato il modello e le istruzioni per la compilazione del cd. “spesometro”, ossia il modello da utilizzare per comunicare agli uffici erariali tutte le operazioni compiute e rilevanti ai fini Iva. Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate arriva dopo un lungo e travagliato percorso, costellato da numerosi rinvii dovuti, principalmente, alle difficoltà tecniche ed operative riscontrate dagli operatori economici. Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate analizza alcuni dei punti fondamentali della disciplina, che di seguito andremo ad analizzare.
Ordinamento sportivo e ordinamento giuridico nazionale: perchè?
Quante volte ci siamo chiesti se è il Giudice Nazionale oppure il Giudice Sportivo a dover decidere una controversia sportiva? E quante altre ci siamo domandati se un gravissimo fallo di gioco possa/debba essere sanzionato anche penalmente? Quante perplessità ci hanno colto quando l'Agenzia delle Entrate ha negato la natura di ente "sportivo" a una associazione di ginnastica artistica, danza, boxe, judo o arti marziali? E perché il legislatore italiano ha imposto alle società e associazioni sportive di provvedere all'iscrizione nel registro del CONI? Questi e molti altri interrogativi trovano risposta soltanto dopo aver chiarito la distinzione tra ordinamento sportivo e ordinamento giuridico nazionale.
LE NOVITA’ (E I DUBBI) DELL’ESTATE 2013
L’autunno segna la ripartenza non solo della stagione sportiva ma anche di quella “fiscosportiva”. Nel corso dell’estate si sono susseguiti una serie di provvedimenti, sia a livello legislativo che di prassi, di notevole interesse per i sodalizi sportivi, e non sono mancate nemmeno proposte di legge – tutt’ora pendenti – di (parziale) riforma dell’inquadramento e della fiscalità degli enti sportivi dilettantistici. Ci è parso quindi doveroso aprire la nuova stagione proponendo un riepilogo delle disposizioni estive, rinviando per gli approfondimenti agli articoli monotematici che i nostri lettori potranno trovare sulle prossime newsletter. C’è da dire, in premessa, che le disposizioni che si sono succedute, come ormai purtroppo siamo abituati a constatare, non brillano per precisione, anzi, al contrario, in alcuni casi sono piuttosto confusionarie e contraddittorie, motivo in più per cercare, ove possibile, di fare chiarezza.
Anche negli USA un piccolo segnale di crisi nello sport agonistico, a favore dello...
La decisione dello Spelman College di uscire dalla NCAA, la federazione dello sport universitario statunitense, evidenzia come anche oltre oceano si stia prestando attenzione allo sport come educazione a un migliore rapporto con il proprio corpo e con gli altri, non necessariamente votato all’agonismo e all’eccellenza.
SUL QUADRO RW E DINTORNI
Anche gli enti non commerciali sono soggetti alla compilazione del quadro RW, un adempimento spesso poco conosciuto, soprattutto dalle organizzazioni che hanno rapporti con l’estero, le cui violazioni generano “mostri fiscali”. Le sanzioni previste infatti sono una percentuale di quanto non risulta dal quadro RW con la conseguenza che le stesse possono raggiungere cifre sproporzionate rispetto al reale pericolo di evasione, essendo gli stessi trasferimenti per lo più già oggetto di segnalazioni da parte degli istituti di credito.
GLI STUDI DI SETTORE: L’APPLICABILITA’ ALLE A.S.D. E ALLE S.S.D.
Anche quest’anno le associazioni e le società sportive dilettantistiche sono alle prese con le consuete scadenze relative alle dichiarazioni dei redditi: particolare attenzione, riteniamo, vada posta anche ai casi in cui le associazioni e le società sportive sono obbligate alla applicazione degli studi di settore. Nel contributo che segue intendiamo pertanto riassumere il quadro dei soggetti che sono tenuti alla compilazione del relativo modello, analizzando l'applicabilità degli studi di settore alle a.s.d. e s.s.d., distinguendo tra soggetti in regime ordinario o forfettario e infine dando conto delle sanzioni applicabili in caso di dichiarazioni non corrette.
QUALI PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI PER IL LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE?
Il 2013 sembra essere cominciato sotto i migliori auspici per i laureati in scienze motorie. Il problema del ruolo e delle competenze del laureato in scienze motorie si è posto fin dal momento della trasformazione dell’ISEF in corso di laurea; se infatti, i titoli rilasciati al termine dei rispettivi corsi di studio sono stati equiparati ex lege, non altrettanto può dirsi con riguardo ai percorsi formativi e, soprattutto, agli sbocchi occupazionali. Quest’ultimo aspetto ha occupato gli “addetti ai lavori” da molto tempo. Vari sono stati i tentativi di risolvere la questione.
IL “FINANCIAL FAIR PLAY” DELLA UEFA – A cura di Mario Vigna *, Avvocato...
In questo numero di Fiscosport siamo molto lieti di pubblicare un contributo che si presenta - malgrado una prima superficiale occhiata non lo faccia intendere - di estremo interesse anche per le società e le associazioni sportive dilettantistiche. L'avvocato Mario Vigna - che oltre che esperto in diritto sportivo e componente del Progetto di Diritto Societario ed Industriale del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, dal 2009 riveste il ruolo di Procuratore Antidoping del CONI - ci parla infatti del calcio professionistico ai massimi livelli europei (UEFA), dunque di una materia che esula dal nostro tradizionale campo d'azione: tuttavia trattare e conoscere la normativa in materia di equilibrio finanziario dei club più importanti è sicuramente di interesse per tutte le società sportive; e ciò anzitutto perché l'"equilibrio" e le regole che lo governano sono i medesimi a prescindere dall'entità e dall'importanza economica e mediatica della società: ciò che vale per il Barcellona può e deve valere anche per il piccolo club calcistico di periferia; e in seconda battuta perché gli interventi assunti a livello di sport di vertice, quello professionistico, hanno inevitabili ripercussioni - economiche, di immagine, e anche morali - sul mondo del dilettantismo.





