Barbara AGOSTINIS
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Avvocato esperto in diritto dello sport e dottore di ricerca in diritto civile.
Svolge attività professionale anche in sede giurisdizionale nell’ambito del diritto sportivo.
È stata titolare dell’insegnamento di Diritto dello Sport e di insegnamenti affini presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. È componente del Collegio di Garanzia dello Sport istituito presso il CONI (V sezione), è giudice del Tribunale disciplinare della I.A.A.F., nonché referente della Scuola dello Sport CONI Marche per l’area giuridica.
È autrice di molteplici pubblicazioni (testi e articoli) in materia di diritto dello sport e diritto civile; relatrice a numerosi Convegni, anche di rilevanza internazionale, e corsi di perfezionamento universitari in diritto e giustizia, nonché diritto e fiscalità dello sport.
Oltre a far parte del Comitato di Redazione Fiscosport, è socia dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport (responsabile del Coordinamento Regione Marche).
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Può un non socio candidarsi alla presidenza o al Consiglio direttivo di una a.s.d.? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 5230
In previsione della prossima assemblea annuale dei soci che deciderà anche del rinnovo delle cariche sociali del presidente e del nuovo consiglio direttivo si chiede se, per essere eletti, i candidati alla presidenza e al CD debbano essere soci; e se possono essere eletti, non avranno diritto di voto in sede di assemblea? È opportuno che costoro, se interessati a candidarsi, presentino prima delle elezioni istanza per diventare soci e ricevano la relativa accettazione da parte del consiglio direttivo in carica?
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Istruttore sportivo dilettante e patto di non concorrenza: è soluzione praticabile? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21422
Un istruttore, considerato sportivo dilettante, percepisce compensi da una s.s.d. ex art. 67 d.p.r. 917/86. Il contratto stipulato prevede che il rapporto non sia riconducibile tra quelli disciplinati dalla Legge 91/81 (Norme in materia di rapporti fra società e sportivi professionisti) o di esercizio professionali di arti e professioni. Inoltre, il contratto prevede una clausola di non concorrenza (non a titolo oneroso art. 2125 C.C.) che vieta all'istruttore di svolgere la medesima attività nei cinque anni successivi alla cessazione dell'incarico, divieto operativo su tutto il territorio italiano ed europeo. A parere di chi scrive, essendo l'istruttore sportivo dilettante e considerata la "breve vita" sportiva di una persona, il patto di non concorrenza incluso nel contratto (per 5 anni e addirittura esteso a tutto il territorio nazionale ed europeo) è da considerarsi nullo, ai sensi di quanto disposto dall'art. 4 della Legge 91/81. Si chiede un parere in merito.
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Modifica allo statuto non registrata: come procedere 5 anni dopo? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21305
Circa 5 anni fa l'assemblea straordinaria di un'a.s.d. approvava - verbalizzandola - una modifica allo statuto in quanto lo stesso conteneva un refuso che poteva palesare la mancanza di democraticità: era prevista infatti la figura del "socio atleta" non avente diritto di voto volendosi invece dare conto dei tesserati atleti non soci. Questo nuovo statuto, che ha eliminato tale refuso, approvato dall'assemblea straordinaria 5 anni fa, non è mai stato registrato. Come è possibile procedere? Registrare adesso per allora? Quali le possibile conseguenze?
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Soci e tesserati – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23281
Il Presidente di una a.s.d. affiliata all'ASI che svolge attività di Fitness all'interno di una Palestra, scrive: "Ad un seminario del CONI tenutosi poco tempo fa, ci è stato segnalato che è possibile tesserare alla nostra associazione persone senza associarle obbligatoriamente, al contrario di quanto ci è sempre stato comunicato. La confusione in sala con tante associazioni presenti è stata totale; evidentemente tante associazioni sportive dilettantistiche avevano le nostre solite nozioni. Ora mi chiedo (e così si chiederanno molti presidenti come me), è possibile quindi tesserare la maggior parte degli atleti senza associarli obbligatoriamente come abbiamo fatto fino al 31/12/18, avendo controllato il nostro statuto che non specifica che possano farne parte solo i soci? Se quello che ci è stato comunicato risultasse possibile e corretto anche a voi, sicuramente opteremmo per una gestione più semplice per la nostra ASD, mantenendo come soci solo i fondatori come me, il vicepresidente, la nostra collaboratrice amministrativa e quella decina di persone come collaboratori sportivi e atleti che frequentano la Palestra dal primo giorno di apertura. In questo caso come potremo trasformare le altre persone solo in semplici tesserati e come comportarci per gli anni precedenti per essere in regola? Aggiungo che dal punto di vista fiscale abbiamo sempre qualificato le quote pagate dai soci per usufruire della palestra come non commerciali in quanto collegate all'attività istituzionale (l'ASD non svolge nessun tipo di attività commerciale e non ha partita Iva). Nel caso iniziassimo ad operare la distinzione tra soci e semplici tesserati, anche le quote provenienti da questi ultimi godrebbero del beneficio della decommercializzazione?
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Soci e Tesserati – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20778
In un’a.s.d. tennis lo statuto prevede soci minorenni under 18, soci benemeriti, sostenitori e ordinari. I minorenni sono tesserati perché questo voleva la FIT. Ora la FIT ha rilasciato una nuova procedura per il tesseramento che prevede si faccia autonomamente on-line. Questo ci impone di affrontare il problema dei tesserati minorenni che sono anche soci. Vorremmo chiedere se è corretta la procedura che pensiamo di adottare – e che si riporta all’interno dell’articolo - magari anche in attesa di variare lo statuto.
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Denominazione Associazione – Risposta al Quesito dell’Utente n. 8227
Alla luce delle ultime disposizioni legislative è possibile mantenere nella ragione sociale "Polisportiva Dilettantistica..." o è obbligatoria quella di "Associazione Sportiva Dilettantistica..." ? Si può abbreviare con Pol.Dil. o A.S.D.? In caso di modifica di questa parte della denominazione nella ragione sociale che tipo di assemblea dei soci bisogna convocare?
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Incompatibilità cariche sociali – Risposta al Quesito dell’Utente n. 7041
L’art. 90, co. 18bis della Legge 289/2002 recita: "E' fatto divieto agli amministratori delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche nell'ambito della medesima federazione sportiva o disciplina associata se riconosciute dal CONI, ovvero nell'ambito della medesima disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva". Tizio è contemporaneamente consigliere nel CDA di una a.s.d. che organizza gare di nuoto per ragazzi e adulti iscritta al CSI e nel CDA di una s.s.d. che organizza corsi di nuoto per bambini iscritta alla FIN. Si chiede: dato che le federazioni sono diverse (CSI e FIN), Tizio può restare in entrambi i Consigli direttivi? Cosa significa “disciplina associata se riconosciuta dal CONI”? Cosa significa “nell'ambito della medesima disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva”?
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Soci e tesserati di un’associazione culturale – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19003
Un'associazione culturale con partita Iva e in regime 398 ha una media di 150/200 soci annui, di cui solo un centinaio sono quelli che puntuali rinnovano la tessera di socio: gli altri o pagano in ritardo, o pagano una sola volta ... Si chiede se, al fine di non dover tenere un libro soci con un numero rilevante di movimenti, l'associazione abbia la possibilità di tesserare e non associare coloro che non sono interessati a essere soci.
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Pubblicato il bando del Programma Erasmus plus: un’occasione da non perdere per il mondo sportivo!
In un momento come quello attuale, in cui anche il Governo minaccia di tagliare i fondi allo sport, è particolarmente importante riuscire a individuare altre fonti di finanziamento per lo sport.
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Responsabilità civile delle AS.D./S.S.D.: ammissibilità delle dichiarazioni di esonero – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19864
Una U.S.D. acquisisce la disponibilità del campo Parrocchiale di un Paese vicino per poter effettuare allenamento e partite di campionato del Settore Giovanile, concordando di poter "far giocare/tesserare" i ragazzi del Paese come contropartita gratuita per la fruizione dell'impianto. I genitori dei ragazzi che frequentano l'associazione presso la sede di quest'ultima chiedono alla U.S.D. di raccogliere, trasportare al campo e riportare al Paese di provenienza i ragazzi che partecipano alle competizioni/allenamento. Si chiede come sia possibile conciliare le norme sulla responsabilità civile con l'impegno preso a titolo gratuito dalla associazione, e se si possano distribuire rischi e responsabilità tra questa e i genitori dei ragazzi.
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Buongiorno, si chiede se il pagamento del compenso di un collaboratore di un ASD debba essere necessariamente fatto con bonifico





