Barbara AGOSTINIS
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Avvocato esperto in diritto dello sport e dottore di ricerca in diritto civile.
Svolge attività professionale anche in sede giurisdizionale nell’ambito del diritto sportivo.
È stata titolare dell’insegnamento di Diritto dello Sport e di insegnamenti affini presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. È componente del Collegio di Garanzia dello Sport istituito presso il CONI (V sezione), è giudice del Tribunale disciplinare della I.A.A.F., nonché referente della Scuola dello Sport CONI Marche per l’area giuridica.
È autrice di molteplici pubblicazioni (testi e articoli) in materia di diritto dello sport e diritto civile; relatrice a numerosi Convegni, anche di rilevanza internazionale, e corsi di perfezionamento universitari in diritto e giustizia, nonché diritto e fiscalità dello sport.
Oltre a far parte del Comitato di Redazione Fiscosport, è socia dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport (responsabile del Coordinamento Regione Marche).
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In arrivo una vera rivoluzione in materia di giustizia sportiva
Il 2013 si è chiuso - dal punto di vista sportivo - con un'importante riforma della giustizia sportiva, che ha comportato l'abolizione del Tribunale Nazionale Arbitrale dello Sport e dell'Alta Corte di Giustizia Sportiva e l'istituzione del Collegio di Garanzia dello Sport e la Procura Generale dello Sport.
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VARIAZIONE SEDE LEGALE – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18879
Si chiede se un'associazione che ha cambiato la sede legale debba modificare anche lo statuto.
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QUALI PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI PER IL LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE?
Il 2013 sembra essere cominciato sotto i migliori auspici per i laureati in scienze motorie. Il problema del ruolo e delle competenze del laureato in scienze motorie si è posto fin dal momento della trasformazione dell’ISEF in corso di laurea; se infatti, i titoli rilasciati al termine dei rispettivi corsi di studio sono stati equiparati ex lege, non altrettanto può dirsi con riguardo ai percorsi formativi e, soprattutto, agli sbocchi occupazionali. Quest’ultimo aspetto ha occupato gli “addetti ai lavori” da molto tempo. Vari sono stati i tentativi di risolvere la questione.
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DECRETO SANITA’ E OBBLIGO DEL DEFIBRILLATORE
Il c.d. Decreto Sanità, approvato il 13 settembre u.s., regolamenta (art. 7), tra l'altro, le certificazioni mediche obbligatorie per le attività sportive e l'utilizzo dei defibrillatori, enunciando che: “ Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale, il Ministro della Salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministero delegato al turismo e allo sport, dispone garanzie sanitarie mediante l'obbligo di idonea certificazione medica, nonché linee guida per l'effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche di defibrillatori semiautomatici e di altri eventuali dispositivi salvavita ”. * Barbara Agostinis, Avvocato, Docente di diritto dello sport e di La regolamentazione giuridica dell’evento sportivo presso la Facoltà di Scienze Motorie Università di Urbino “Carlo Bo”
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DISPOSIZIONI REGIONALI IN MATERIA DI SPORT E TEMPO LIBERO DELLA REGIONE MARCHE
La Regione Marche ha approvato la Legge regionale 2 aprile 2012, n. 5, Disposizioni regionali in materia di sport e tempo libero (con cui sono state abrogate le leggi regionali 1° agosto 1997 n. 47; 23 gennaio 1992 n. 9; 25 maggio 1976 n. 14; 30 ottobre 1973 n. 30 e il regolamento regionale 28 febbraio 2005 n. 1). * Barbara Agostinis, Avvocato,Docente di diritto dello sport presso la Facoltà di Scienze Motorie Università di Urbino “Carlo Bo”
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Quesito N. 638 del 06/02/2012 – utente fiscosport n.9525 – prov. di ROMA
Buonasera, sono il presidente di una associazione sportiva regolarmente iscritta al registro del coni. Intendiamo organizzare dei tornei di calcio/calcio a 5 aperti anche a non tesserati. Di conseguenza l'attività dovrebbe considerarsi commerciale e quindi soggetta ad iva e fa parte del reddito dell'associazione. La domanda è se anche in questo caso è obbligatorio farsi consegnare i certificati medici non agonistici dai partecipanti oppure se, trattandosi di attività verso non soci e quindi commerciale, il certificato medico è solamente consigliato e non obbligatorio. Risposta a cura di Barbara Agostinis *, Collaboratrice della Redazione di Fiscosport
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Quesito N. 679 del 05/10/2012 – utente fiscosport n.7194 – prov. di PADOVA
Buon pomeriggio, chiedo cortesemente: 1) quali obblighi e responsabilità hanno le ASD affiliate ad una Federazione che, attualmente non copre i tesserati con i massimali previsti da Decreto 3.11.2010 publ.su GU 296 del 20.12.2010 (L'art.10 prevede 80.000 euro caso morte)? E' il caso della F.i.p. la cui polizza del 30.6.2010 scade nel 2013 e copre solo 55.000 euro). 2) ci sono obblighi assicurativi infortuni verso i tesserati alla ASD che non possono essere tesserati F.I.P. perchè troppo 'giovani' (es.nati 2007) o perchè in attesa di primo tesseramento da Fip Roma (perchè italiani nati all'estero o cittadini non italiani)? Risposta a cura di Barbara Agostinis *, Collaboratrice della Redazione di Fiscosport
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Quesito N. 665 del 08/09/2011 – utente fiscosport n. 10248 – prov. di CREMONA
Relativamente all'organo dei revisori, la nostra associazione é venuta meno di un sindaco a causa di un decesso. Bisogna sicuramente verbalizzare l'accaduto, ma la sostituzione del sindaco, deve essere immediata? Oppure si può continuare con due sindaci attualmente in carica? Risposta a cura di Barbara Agostinis *, Collaboratrice della Redazione di Fiscosport
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QUESITO N. 635 del 04/01/2012 – utente fiscosport n. 16185 – prov. di BELLUNO
Buongiorno,una Associazione Sportiva Dilettantistica svolgente attività pallavolistica in regime forfettario legge 398 è così strutturata: - attività agonistica serie B/2 femminile - attività a livello giovanile femminile - attività a livello giovanile maschile L'Associazione ha un Presidente e n. 3 Vicepresidenti, uno per ogni settore di attività.Vengono predisposti n. 3 distinti rendiconti per ogni settore e un rendiconto generale.I costi della serie B/2 sono enormemente superiori a quello degli altri settori.I componenti del Consiglio Direttivo vorrebbero tenere distinte le responsabilità sia civili che penali fra i vari settori e soprattutto vorrebbero che ogni distinto settore, e soprattutto la B/2, abbiano una distinta autonomia patrimoniale tramite la responsabilità dei singoli Vicepresidenti e dirigenti connessi.Esiste, però, un'unica associazione con un unico codice fiscale e un unico codice Fipav.E' possibile creare questa distinzione di responsabilità patrimoniale stipulando una scrittura interna fra i vari responsabili dei settori in cui si specifica che ogni parte dell'associazione risponde in proprio delle responsabilità patrimoniali?Naturalmente questa scrittura avrebbe solo una valenza interna all'Associazione.In che forma dovrebbe essere redatta (atto pubblico? scrittura privata registrata? o semplice scambio di corrispondenza?)Eventualmente avreste la possibilità di fornire una consulenza al riguardo o di fornire una bozza di scrittura? Risposta a cura di Barbara Agostinis *, Collaboratrice della Redazione di Fiscosport
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QUESITO N. 545 del 11/01/2011 – utente fiscosport n. 8933 – prov. di AGRIGENTO
Salve, sono il Presidente di una A.S.D. ed ho un dubbio per quanto riguarda la domanda di ammissione a socio. Nella richiesta di ammissione a socio è valida una sola firma sia per la richiesta di ammissione a socio che per l'informativa sulla privacy? Oppure è necessario che le firme siano due, una per la richiesta di ammissione a socio ed una per l'informativa sulla privacy? Risposta a cura della Dott.ssa Barbara Agostinis, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Pesaro
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Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026






