Barbara AGOSTINIS
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Avvocato esperto in diritto dello sport e dottore di ricerca in diritto civile.
Svolge attività professionale anche in sede giurisdizionale nell’ambito del diritto sportivo.
È stata titolare dell’insegnamento di Diritto dello Sport e di insegnamenti affini presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. È componente del Collegio di Garanzia dello Sport istituito presso il CONI (V sezione), è giudice del Tribunale disciplinare della I.A.A.F., nonché referente della Scuola dello Sport CONI Marche per l’area giuridica.
È autrice di molteplici pubblicazioni (testi e articoli) in materia di diritto dello sport e diritto civile; relatrice a numerosi Convegni, anche di rilevanza internazionale, e corsi di perfezionamento universitari in diritto e giustizia, nonché diritto e fiscalità dello sport.
Oltre a far parte del Comitato di Redazione Fiscosport, è socia dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport (responsabile del Coordinamento Regione Marche).
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Attività fisica adattata e certificato medico – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21775
Una a.s.d. con personalità giuridica che svolge un'attività riconosciuta dal Coni (wushu e discipline connesse) prevede in statuto anche la gestione di servizi sociali, sanitari, parasanitari ed educativi volti al recupero della qualità della vita dal punto di vista psichico e fisico. Dal 2010 aderisce a un protocollo d'intesa con la Regione Toscana attraverso la Società della Salute, svolgendo le attività di ginnastica cinese rientranti nel qigong (sempre riconosciuto dal Coni) a tariffa stabilita dall'Ente, che le ha chiamate attività fisica adattata. Questa attività fino a un paio di anni fa prevedeva l'obbligo di un certificato medico, ma ora a detta di un responsabile dell'Asl non può essere considerata né sanitaria, né sportiva, è stato quindi eliminato l'obbligo del certificato medico, e gli utenti devono passare da un servizio Asl con una visita preventiva. Si chiede se, essendo previsto da statuto il servizio sociale, possa essere considerata attività istituzionale esentasse, visto che senza certificato risulterebbe commerciale, nonostante il Coni la reputi sportiva.
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Retribuzione allenatore di una SSD che è anche dipendente pubblico – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20266
Si chiede quale modalità di contratto di lavoro sia ammessa per retribuire un allenatore di una SSD che sia anche dipendente pubblico e quale sia la forma più conveniente fiscalmente per l'allenatore stesso (autonomo continuativo, occasionale, contratto sportivo dilettantistico, dipendente ecc).
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Naspi e compensi sportivi dilettantistici – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21608
Sembra assodato, come sostenuto in più articoli anche da Fiscosport, che la percezione di compensi sportivi dilettantistici non sia ostativa alla percezione della NASPI. Si chiede però se, al contrario, non sia la percezione della Naspi ad inibire la possibilità, per il percettore, di poter essere retribuito mediante compensi sportivi dilettantistici. La questione si pone in quanto altrove si sostiene che in caso di NASPI, essendo essa riservata a un lavoratore "disoccupato", l'attività sportiva dilettantistica viene de facto a qualificarsi quale l'unica fonte di reddito del soggetto, ovvero quella principale, non più catalogabile quindi come "dilettantistica", e di conseguenza non retribuibile con le agevolazioni dli legge previste per le prestazioni sportive dilettantistiche.
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Istruttore minorenne – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11403
Si chiede se sia possibile stipulare un contratto ex art. 67 T.U.I.R. come istruttore di nuoto con un soggetto minorenne.
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Visite mediche fuori sede legale – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20233
Si chiede se il presidente di una a.s.d., saputo che un dottore di medicina dello sport esegue visite mediche non agonistiche all'infuori della sede e della città dove ha lo studio autorizzato, debba rifiutare i certificati dallo stesso emessi e denunciare il fatto alle autorità competenti.
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Ammissione socio Associazione Sportiva Dilettantistica – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21556
Si chiede se sia corretta la procedura prevista in uno statuto di associazione sportiva dilettantistica dove si stabilisce che le domande di ammissione a socio vengano esaminate dal Consiglio Direttivo e che la richiesta si intende accolta trascorsi quindici giorni dalla data di presentazione, senza che sia intervenuta decisione contraria del Consiglio stesso. Si chiede inoltre se sia possibile prevedere nello statuto la delega a uno o più membri del Consiglio Direttivo a valutare l'accettazione delle domande di ammissione a socio.
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Obbligo defibrillatore per associazione non sportiva – Risposta al Quesito dell’Utente n. 7194
Si chiede se una associazione non A.S.D. ma affiliata al Noi Associazione (associazione riconosciuta ed iscritta al registro nazionale delle associazioni di promozione sociale) e anche all'Unione Sportiva Acli (Ente di Promozione Sportiva nazionale), abbia l'obbligo di dotarsi di defibrillatore e di rispettare le relative normative particolari. Si precisa che l'associazione è affiliata anche all'US Acli in quanto alcuni gruppi di soci svolgono attività sportive diverse - e per questo sono anche stati tesserati US Acli - ma non agonistiche (Viet Tai Chi, Ginnastica, Pilates, Yoga).
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Questioni connesse alla figura del socio di a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11967
Lo Statuto di una a.s.d. stabilisce che è socio effettivo dell'associazione "il nucleo familiare del titolare di almeno una delle azioni della SPA Xyz". L'associazione è affiliata a una Federazione Sportiva Nazionale ed è iscritta al Registro CONI. La domanda è la seguente: può un nucleo familiare essere socio di una associazione sportiva dilettantistica? Se la risposta è positiva, è possibile subordinare l'ammissione a socio al possesso di un'azione di una s.p.a.?
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Rieducazione funzionale in acqua – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21167
Una società sportiva che ha appena iniziato l'attività (piscina, palestra e centro benessere) effettua prestazioni di rieducazione funzionale in acqua individuali e non. La collaboratrice che se ne occupa è in possesso diploma della scuola per terapisti della riabilitazione UNImi (di conseguenza, se non erro, è fisioterapista). Ha, inoltre, seguito il corso di rieducazione funzionale di base A.S.C. - ENA ed è in possesso del relativo tesserino. La piscina non viene utilizzata esclusivamente per l’educazione motoria, anzi sono molti gli istruttori di nuoto che seguono anche agonisti. Mi sembra che l'interpello Minlav 59/2009 e Circolare inps 66/2010 si riferiscano soprattutto a realtà esclusivamente commerciali piuttosto che sportive dilettantistiche. Lo Csen definisce questi lavoratori come operatori in rieducazione; che cosa ne consegue? Come è possibile inquadrare questa lavoratrice? Come istruttore/tecnico di ASD/SSD con conseguente applicazione del regime agevolativo oppure no?
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Qualità di socio e tesseramento – Risposta al Quesito dell’Utente n. 17733
Ben conoscendo dell'indipendenza tra la figura del socio e del tesserato viene posto il seguente quesito: al momento del rinnovo tessere a nome dell'a.s.d., il tesserato può in automatico essere effettivamente considerato anche socio dell'associazione? La questione nasce dalla circostanza che l'affiliazione è fatta tramite l'associazione, che sulla singola tessera c'è la denominazione dell'associazione stessa, e che l'associazione ha incassato il dovuto ma non rilascia una ricevuta attestante che tale somma è data per la tessera di affiliazione. Si precisa che il dubbio permane malgrado un ente di affiliazione a questa questione abbia risposto in modo affermativo ...
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