Sospensione contributi previdenziali per datori di lavoro dovuti nel mese di novembre: INPS ci ripensa ancora!

Maurizio FALCIONI
Rag. Commercialista in Rimini
Domenica scorsa avevamo concluso il nostro intervento sulla circolare INPS n. 129 del 13 novembre indicando … aspettiamo nuova circolare? E così è stato.

L’Istituto ci ha ripensato ancora e (fortunatamente) ha dato una interpretazione logica alla sospensione dei contributi dovuti dai datori di lavoro nel mese di novembre 2020.

Brevemente l’antefatto

Il d.l. 137/2020 con l’art.13 sospende il versamento dei contributi dovuti nel mese di novembre 2020 dai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal d.p.c.m. 24/10/2020 e che svolgono come attività prevalente una di quelle rilevate dai Codici ATECO riportati nell’allegato 1 del decreto. L’art.13 viene successivamente modificato e integrato dall’art.11 del d.l. 149/2020, che estende le categorie dei datori di lavoro interessati alla disposizione. Tra queste nuove categorie compaiono anche i datori di lavoro con unità produttive od operative nelle aree/Regioni identificate “rosse” ai fini dell’emergenza epidemiologica e appartenenti ai settori individuati in uno specifico allegato.

INPS regolamenta la disposizione con la circolare n. 129 andando a specificare che l’eventuale variazione nel corso del mese di novembre della collocazione delle Regioni e delle Province autonome, rispetto alle c.d. zone gialle, arancione e rosse, non aveva effetti per l’applicazione della sospensione contributiva. Probabilmente, sapendo che il Ministro della Sanità di lì a poco con specifica Ordinanza (13/11/2020) avrebbe trasformato due Regioni (Campania e Toscana) in zone rosse, aveva messo le “mani avanti” determinando una assoluta iniquità di trattamento per i datori di lavoro di dette Regioni.

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L’Istituto ci ripensa (o viene invitato a ripensarci)

Con il messaggio n. 4361 di ieri sera, 20 novembre, l’INPS mette una “pezza” alla distorsione indicando che, per la sospensione dei versamenti nel mese di novembre 2020, sono ricomprese anche le Regioni Campania e Toscana, e aggiungendo la possibilità, laddove i datori di lavoro (delle due Regioni) abbiano provveduto al versamento dei contributi per la scadenza del 16/11, di poter utilizzare un credito equivalente alla maggiore somma versata.

Ora, ci chiediamo: perché quando si scrivono certe disposizioni di prassi (ma è un’osservazione che vale anche in ambito legislativo), prima non si ragiona in maniera adeguata su quelle che possono essere le conseguenze, evitando così perdite di tempo alla Pubblica Amministrazione (che sarà un problema loro) ma soprattutto al contribuente? Infatti, se il 16/11 le aziende avevano la liquidità necessaria (cosa non scontata in questo maledetto periodo), hanno sicuramente provveduto al pagamento dei contributi in scadenza: ora potranno utilizzare tale somma (o parte di tale somma) come credito per i periodi successivi, ma previa presentazione di apposita istanza telematizzata (Dichiarazione di Compensazione) e implementando (o modificando se ove già spedito) il flusso UniEmens del mese di Ottobre con uno specifico codice di autorizzazione (4X).

Conclude il messaggio 4361 che, comunque scaduto il termine del 16/11 (appunto ad oggi scaduto), una eventuale variazione ai “colori” delle Regioni/Province Autonome non modifica ulteriormente la mappa dei datori di lavoro, ma ciò solo per i contributi previdenziali di competenza del mese di ottobre 2020. Che fa intendere che se altre Regioni dovessero diventare rosse nei prossimi giorni (dopo il 16/11), queste non potranno presentare l’istanza telematizzata di cui sopra per utilizzare a credito le somme versate il 16/11.

E ciò viene confermato con l’ultima parte del messaggio che invece apre alle prossime eventuali Regioni “rosse” la possibilità di beneficiare della sospensione delle rate non ancora scadute nel mese di novembre e relative alle rateazioni dei debiti concesse dall’INPS in fase amministrativa (la dilazione dei debiti).

Certo che se non ci complichiamo la vita non siamo contenti…