IMPOSTA DI BOLLO – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19388

Una A.S.D. con annessa scuola calcio regolarmente iscritta nel registro del Coni e in regime di 398/1991, corrisposta la quota di iscrizione alla F.I.G.C., Lega Nazionale Dilettanti - Comitato Provinciale e di abbonamento all'attività sportiva dilettantistica in tre rate, tutte di importo superiore a 77,46 euro. Si chiede di conoscere se le relative ricevute debbono essere assoggettate all'imposta di bollo di euro 2,00 oppure se le stesse ne siano esenti ai sensi della Tabella 1. art. 7 , Allegato B al d.p.r. 26/10/1972, n. 642.

“Libertà” di insegnamento e regolamenti federali – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19435

Una FSN vieta a un proprio Tecnico Federale di tenere corsi presso la propria a.s.d. relativi a una disciplina non inserita fra quelle praticate nella stessa FSN, pena, in caso di inottemperanza, il deferimento e l'espulsione dalla Federazione stessa. Nel fare presente che i soci che praticano altra disciplina sono regolarmente tesserati con un Ente di Promozione Sportiva e quindi regolarmente assicurati, si chiede se questo atteggiamento della FNS sia legittimo o se non leda la democraticità dei Soci. Si chiede altresì se, per ovviare a ciò, si potrebbe aggirare l'ostacolo trasformando l'a.s.d. in polisportiva.

GESTIONE ABBONAMENTI DIVERSIFICATI – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18399

Un'associazione di danza con Partita Iva, iscritta al Registro Coni e affiliata a un EPS, che offre corsi a bambini, intende offrire ore di attività "extra" rispetto all'abbonamento base ad alcune classi di allievi. Si chiede come debbano essere gestiti i pagamenti delle ore extra rispetto al corso base; se possano essere istituiti abbonamenti di diverso importo; e quale documentazione debba essere rilasciata ai soci per le ore "extra" (se ricevuta fiscale o semplice).

PRESTAZIONI RESE DA SOCIETA’ SPORTIVA VERSO ALTRE SOCIETA’ SPORTIVE – Risposta al Quesito dell’Utente...

Ad una società operante nel settore atletica leggera è stata chiesta da alcune società che operano in altri ambiti la possibilità di effettuare brevi corsi di 4-6 settimana rivolti ai propri associati: la società società può emettere fattura? E se sì, con che causale?

FORFETTIZZAZIONE IVA ATTIVITA’ CONNESSE – LEGGE 398/91 – Risposta al Quesito dell’Utente n....

Una cooperativa sportiva dilettantistica, a mutualità prevalente, in regime di Legge 398/91, regolarmente iscritta al CONI e ad altri organismi sportivi, concede in uso a terzi alcuni spazi dell'impianto sportivo di sua proprietà per lo svolgimento di attività commerciali (bar, vendita di abbigliamento sportivo, attività medica rivolta all'attività sportiva). Gli utilizzatori di tali spazi agiscono autonomamente con proprie autorizzazioni e propria partita IVA. A fronte di ciò la Cooperativa richiede un corrispettivo che fattura regolarmente applicando l'IVA al 22%. L'IVA applicata su tali corrispettivi può essere assoggettata alla forfettizzazione del 50% cosi per come previsto dalla L. 368/91 potendo così considerare la concessione in uso degli spazi come attività connessa? Oppure l'IVA su tali prestazione deve essere versata per intero, non potendo la cooperativa detrarre l'IVA sugli acquisti?

RITENUTA D’ACCONTO – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19292

Una A.S.D., a seguito di ordinanza giudiziaria, deve corrispondere a titolo di spese di lite alle due controparti € 1.000,00 "comprensive di spese e competenze", oltre a S.G. ed accessori di legge. Dato che le parti hanno inviato due notule molto diverse l'una dall'altra, è stato calcolato l'importo con le voci conosciute: Spese di Lite - € 1.000,00; Spese Generali 12,50% (€ 125,00) - € 1.125,00; CPA 4% (su € 1.125,00) - € 45,00; IVA 22% (su € 1125,00) - € 247,50; Totale da versare - € 1.417,50. Si chiede se questo computo sia corretto e a quanto ammonti la ritenuta di acconto, se dovuta da un'A.S.D. con il solo codice fiscale e non partita I.V.A.

Tesseramento simpatizzanti e obbligo di ricevuta – Risposta al Quesito dell’Utente n. 15364

Si riporta integralmente il quesito giunto in Redazione e a cui l'articolo che segue dà risposta: "La nostra ASD è regolarmente iscritta alla Federazione, al Registro tenuto dal Coni, è titolare di partita Iva ed opera in regime di contabilità legge 398/91. L'attività è sostenuta economicamente da entrate istituzionali (tessere annuali soci ordinari e sostenitori, elargizioni liberali) e da entrate commerciali (sponsorizzazioni e ricavi per pubblicità). Poichè ultimamente, causa crisi, i ricavi commerciali vanno scemando continuamente, avremmo individuato la possibilità di introitare somme tramite "simpatizzanti" alla nostra attività disponibili a versare piccole quote (5/10 euro), eventualmente rinnovabili di anno in anno. A fronte delle loro quote i simpatizzanti verrebbero omaggiati con un piccolo gadget di modico valore. Si chiede pertanto parere a codesta Direzione se gli incassi quote simpatizzanti possono essere considerati ricavi istituzionali e se i nominativi devono essere inseriti nel libro soci, ovviamente senza diritto di voto. Si chiede inoltre se l'emissione della ricevuta di pagamento quota annuale soci e simpatizzanti è obbligatoria o è sufficiente la registrazione in prima nota. Si ringrazia per la cortese attenzione e in attesa di una risposta si porgono doverosi ossequi."

RICEVUTE INCASSO QUOTE ASSOCIATIVE – Risposta al Quesito dell’Utente n. 17557

Una asd incassa solo quote associative annuali e contributi specifici mensili per attività istituzionali (corsi di danza); al momento del pagamento viene bollato un tesserino associativo e il pagamento viene annotato come promemoria su un libretto. Alla fine dell'anno per il rendiconto annuale vengono emessi da un blocchetto di ricevute generiche tutti i pagamenti annuali della quota associativa e singoli mensili dei corrispettivi specifici per ogni singolo socio, e ne viene conservato l'originale in contabilità insieme a tutti i costi per eventuali controlli e nulla viene dato al socio. Per i genitori dei soci minorenni che chiedono la ricevuta per le detrazioni viene emessa una ricevuta riepilogativa di tutti i pagamenti dell'anno non messi in contabilità. Si chiede se si tratti di comportamento corretto o se la ricevuta riepilogativa vada sostituita con quelle mensili già emesse. Si chiede inoltre come dichiarare sullo stampato riepilogativo consegnato che l'incasso è avvenuto al momento della quietanza, in particolare se questo è stato invece incassato mensilmente.

MODALITA’ ISCRIZIONE SOCI e TESSERATI, QUOTA SOCIALE e PERDITA QUALIFICA SOCIO – Risposta al...

Una a.s.d. pone le seguenti domande: 1. ISCRIZIONE SOCIO - Al momento dell'iscrizione all'ASD all'aspirante socio DEVE essere richiesta oltre le normali generalità (cognome, nome, luogo e data di nascita, indirizzo, recapiti, corso cui aderisce, ...) anche: A- Copia del Documento di Riconoscimento e/o del Codice Fiscale; B- Solo l'indicazione degli estremi del Documento di Riconoscimento e/o del Codice Fiscale; C- Null'altro. - I soci che si sono iscritti nel 2012 e che non hanno pagato la quota sociale (in quanto pari a zero) possono essere considerati soci anche per il 2013? 2. ISCRIZIONE TESSERATI - La U.I.S.P. Territoriale dice che per tesserare il socio che pratica una disciplina sportiva gli sono sufficienti le normali generalità indicate nella scheda d'iscrizione oltre il numero del Codice Fiscale. Non servono estremi o fotocopie del documento di riconoscimento. E' corretto? 3. Nessuno dei soci iscritti lo scorso anno ha pagato la quota associativa in quanto il Consiglio Direttivo l'aveva determinata pari a zero. I suddetti soci possono essere considerati tali anche per l'anno in corso, considerato che l'importo della quota associativa da versare era pari a zero? 4. E' corretto determinare la quota associativa pari a zero o si può incorrere in problemi in caso di eventuali verifiche fiscali? 5. E' corretta l'applicazione della Legge 398/91 da parte della ASD?

GESTIONE DI STRUTTURA SPORTIVA – Risposta al Quesito dell’Utente n. 4768

Una a.s.d. in "regime 398" ha stipulato una convenzione con il Comune per la gestione della struttura utilizzata; il Comune dà una somma di denaro per manutenzione ordinaria, custodia, apertura, chiusura struttura, pulizia locali, ecc., oltre a farsi carico delle spese per le utenze (acqua, luce e gas) e per la manutenzione straordinaria. Si chiede se le somme ricevute rientrino o no tra quelle relative all'attività istituzionale svolta, e quale sia il comportamento corretto dal punto di vista fiscale.

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