Stefano ANDREANI
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Dottore commercialista specializzato in procedure concorsuali e associazioni sportive, compreso il relativo contenzioso tributario.
Consulente della Scuola dello Sport presso il CONI della Toscana.
Autore di numerosi articoli in materia di associazioni e società sportive, docente in corsi, seminari e giornate di studio organizzate fra altri da CONI, Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Fondazione nazionale dei commercialisti, Ordini locali dei commercialisti.
È componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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LA DETRAZIONE PER SPESE PER ATTIVITA’ SPORTIVA DI RAGAZZI FRA 5 E 18 ANNI DI ETA’
Sull'argomento sono già stati pubblicati su Fiscosport tre articoli: il primo al momento della pubblicazione del D.M. attuativo, il secondo al momento in cui sono state pubblicate le istruzioni ministeriali per le prime dichiarazioni dei redditi nelle quali tale agevolazione poteva essere fatta valere, il terzo con i testi delle disposizioni di Legge. In occasione della newsletter che si occupa in gran parte di argomenti legati proprio alle dichiarazioni dei redditi ci è parso opportuno proporre una sintesi di tali lavori, riunendone ed aggiornandone i contenuti.
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IL BILANCIO DELLE SOCIETA’ E DELLE COOPERATIVE SPORTIVE DILETTANTISTICHE A RESPONSABILITA’ LIMITATA
Per i soggetti - diversi da società e cooperative - operanti nel settore sportivo, in primo luogo le associazioni , sia la normativa civilistica sia quella tributaria si limitano in sostanza ad affermare che deve essere predisposto un rendiconto, senza in alcun modo specificarne schema o contenuto minimo. Per le società di capitali e per le cooperative la redazione del bilancio è invece chiaramente e dettagliatamente regolamentata dal codice civile e segnatamente dagli artt. da 2423 a 2429 e dall'art. 2435-bis, dettati per le S.p.A. e richiamati per le S.r.l. dall'art. 2478-bis e per le cooperative dal principio generale di cui all'art. 2519. Per i bilanci delle società e cooperative sportive dilettantistiche non esistono deroghe o disposizioni particolari, e anzi l'art. 90, l. 289/2002 ribadisce che a esse si applicano le disposizioni del codice civile. Le norme di riferimento per la redazione dei loro bilanci sono quindi quelle sopra indicate. Non è ovviamente questa la sede per esaminare tutte le regole civilistiche che presiedono alla redazione del bilancio di esercizio delle società di capitali, ci limiteremo quindi, ponendoci nell'ottica dei dirigenti del sodalizio, abituati alla grande libertà della quale godono nel predisporre i rendiconti degli enti associativi, a esporre i principali "paletti" che sono invece posti per i bilanci delle società di capitali, in primo luogo il principio di competenza, al quale dedicheremo una esposizione un poco più approfondita.
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LE ASSEMBLEE PER L’APPROVAZIONE DEL BILANCIO
Il bilancio (per S.r.l. e coop) ovvero il rendiconto annuale (per le associazioni) deve essere approvato dall'Assemblea dei soci: - nelle S.r.l. e coop perché lo stabilisce esplicitamente il codice civile - nelle a.s.d. perché così richiede l'art. 20 c.c. per le associazioni riconosciute (e per pacifica interpretazione estensiva anche per le non riconosciute) - in entrambe perché ciò richiede l'art. 90 della Legge 289/2002 affinché tali sodalizi possano essere considerati "sportivi dilettantistici" e godere dei relativi benefici tributari.
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QUESITO N. 650 del 11/03/2012 – utente fiscosport n. 11874 – prov. di TREVISO
Sono il Presidente di una Associazione Sportiva Dilettantistica che pratica l’attività di pallacanestro.L’associazione ha aderito alla legge 398/1991 al momento della costituzione, presentando la modulistica richiesta all’Ufficio SIAE di competenza come prevede la normativa.L’Ufficio SIAE mi ha comunicato che tutte le entrate dell’associazione, siano esse di natura istituzionale sia di natura commerciale, devono essere comunicate a tale ufficio con cadenza quindicinale, attraverso la compilazione e presentazione del Mod. SD-1, unitamente a copia delle ricevute e/o fatture emesse.Non avendo trovato nessuna normativa in merito a tale obbligo, con la presente vi chiedo se tale adempimento è obbligatorio e se la risposta è positiva: è dovuto per tutte le tipologie di entrate, ovvero devo anche comunicare e depositare copia di tutte le ricevute emesse per le quote associative e/o iscrizione a corsi di basket? Risposta a cura di Stefano Andreani *, Consulente Regionale Fiscosport Toscana
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DIRITTI SIAE E DIRITTI FONOGRAFICI
Giunge notizia che in questi mesi da parte della Società Consortile Fonografici p.A. ("SCF") sono sempre più frequenti le richieste a enti sportivi di pagamento per i diritti relativi alla diffusione di musica all'interno degli impianti (palestre, piscine, scuole di danza sportiva, ecc.). Premettiamo subito che tale richiesta in diritto è legittima. Tuttavia la normativa di riferimento appare lacunosa e oggetto di vivaci dibattiti, e d'altro canto le modalità pratiche di determinazione e riscossione del tributo sono confuse e di conseguenza spesso contestate. Per questo motivo riteniamo opportuno offrire un sintetico inquadramento sistematico del problema e prospettare le relative possibili soluzioni. 1) Diritti SIAE 2) La normativa sui Diritti Fonografici 3) I soggetti riscossori e l'evoluzione della giurisprudenza 4) Il punto sulla situazione attuale, in generale .... 5) ... e in particolare per il settore sportivo 6) La situazione per le palestre. La posizione SCF ... 7) ... e la posizione AFI: la convenzione SIAE - ANIF Eurowellness
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LA VENDITA DI CESPITI USATI: ATTIVITA’ ISTITUZIONALE O COMMERCIALE?
E’ assai frequente che una società o associazione sportiva si trovi a cedere attrezzature che sono state dalla stessa utilizzate per la propria attività istituzionale, dalle racchette da tennis agli sci, dalla attrezzature da palestra a moto e auto da corsa o rally. Premessa Fissiamo preliminarmente una premessa: che ci occuperemo dell’ordinario turnover delle attrezzature, non certo dell’attività di vero e proprio commercio, più o meno mascherato, che talvolta viene effettuato da sodalizi sportivi e che costituisce indubbiamente attività commerciale; ciò anche se essa viene svolta a favore di soci ed anche se i beni non sono nuovi: una cosa è dismettere un cespite, altra cosa è comprare dallo sponsor duecento paia di sci o duecento racchette da tennis, a prezzo scontato, e dopo una settimana di utilizzo rivenderle ai partecipanti al corso ... Al di là del facile esempio sopra esposto, è evidente che i casi limite dovranno essere valutati con estrema attenzione e grande prudenza. Beni “istituzionali” e beni “commerciali” Trattamento tributario Il regime di cui alla Legge 398/91
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LA DETRAZIONE PER SPESE PER ATTIVITA’ SPORTIVA DI RAGAZZI FRA 5 E 18 ANNI DI ETA’ – LE FONTI
La detrazione "dei 210 euro" è ormai ben nota a tutte le società e associazioni sportive, dato che ha avuto una immediata e ampia diffusione; merito della semplicità degli adempimenti e del modesto ma chiaro e immediato beneficio per i destinatari. Minimi sono infatti i dubbi applicativi, dato che fin dal decreto attuativo e soprattutto dalla relazione illustrativa di esso è emersa la volontà di dare della norma una interpretazione assolutamente estensiva. Se ciò sia stato fatto per agevolare il più possibile i contribuenti destinatari dell'agevolazione, oppure per costringere le società e associazioni sportive a certificare almeno una buona parte dei corrispettivi riscossi, ai fini di un successivo controllo, poco importa (e sinceramente, nell'interesse del mondo sportivo e di chi in esso opera correttamente, entrambe le finalità ci piacciono senza riserve).
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LA DETRAZIONE PER SPESE PER ATTIVITA’ SPORTIVA DI RAGAZZI FRA 5 E 18 ANNI DI ETA’
La detrazione "dei 210 euro" è ormai ben nota a tutte le società e associazioni sportive, dato che ha avuto una immediata e ampia diffusione; merito della semplicità degli adempimenti e del modesto ma chiaro e immediato beneficio per i destinatari. Minimi sono infatti i dubbi applicativi, dato che fin dal decreto attuativo e soprattutto dalla relazione illustrativa di esso è emersa la volontà di dare della norma una interpretazione assolutamente estensiva. Se ciò sia stato fatto per agevolare il più possibile i contribuenti destinatari dell'agevolazione, oppure per costringere le società e associazioni sportive a certificare almeno una buona parte dei corrispettivi riscossi, ai fini di un successivo controllo, poco importa (e sinceramente, nell'interesse del mondo sportivo e di chi in esso opera correttamente, entrambe le finalità ci piacciono senza riserve).
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QUESITO N. 502 del 12/05/2010 – utente fiscosport n.12797 – prov.di CAGLIARI
Buongiorno sono il Presidente di un' associazione sportiva dilettantistica che svolge solo ed esclusivamente attività sportiva da oltre 20 anni. La nostra Associazione, visto gli innumerevoli risultati agonistici sia regionali che nazionali, ha raggiunto ormai un buon numero di atleti tesserati nella nostra federazione. Abbiamo già da vari anni un Istruttore qualificato che svolge quasi a tempo pieno questo servizio come se fosse per lui un lavoro. La mia domanda è questa, quanto è l'importo massimo annuale (reddito) che può avere un Istruttore in un associzione sportiva dilettantistica per la sua collaborazione, e inoltre è possibile assicurarlo ai fini pensionistici come un vero e proprio lavoratore? risposta a cura del Dott. Stefano Andreani, Dottore Commercialista in Firenze
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QUESITO n. 549 del 25/01/2011 – utente fiscosport n.5410 – prov. di ROMA
Salve, sono consulente di una associazione sportiva dilettantistica, in regime di 398, che con un proprio team partecipa a manifestazioni sportive, talvolta anche organizzandole. Gli atleti componenti il team sportivo, benché facciano parte attiva della associazione, non sono stati annoverati tra i soci poiché, percependo un rimborso spese oscillante tra i 2.000 ed i 5.000 euro annui, si ritiene possa essere interpretato quale distribuzione di utili, espressamente vietata dallo statuto. Inoltre, l'associazione fornisce divise, vitto ed alloggio durante dette manifestazioni. E' corretto che gli atleti, benché gareggino sotto i colori della associazione, non ne facciano parte? E' possibile rimborsare le spese vive, sostenute nell'espletamento del loro mandato, ai componenti l'organo direttivo? Un consigliere che svolga anche mansioni di istruttore (teoria/pratica) può essere remunerato per tale attività? Risposta a cura del dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport Toscana - Firenze
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