Stefano ANDREANI
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Dottore commercialista specializzato in procedure concorsuali e associazioni sportive, compreso il relativo contenzioso tributario.
Consulente della Scuola dello Sport presso il CONI della Toscana.
Autore di numerosi articoli in materia di associazioni e società sportive, docente in corsi, seminari e giornate di studio organizzate fra altri da CONI, Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Fondazione nazionale dei commercialisti, Ordini locali dei commercialisti.
È componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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DAI PROVVEDIMENTI ATTUATIVI NUOVE MODIFICHE AL REGIME DEI MINIMI
In data 22/12/2011 sono finalmente stati pubblicati i provvedimenti attuativi previsti dall’art. 27, comma 6, del D.L. 6/7/2011 n. 98 con i quali è stata completata, con una rilevante novità e una serie di precisazioni di minore impatto, la disciplina dei contribuenti minimi, della quale abbiamo già illustrato le regole e sottolineato l’importanza per il mondo dello sport. Nel presente articolo: 1) illustreremo le novità stabilite dal provvedimento n. 185820/2011 del 22/12/2011 2) esporremo la disciplina del regime dei minimi che risulta dopo tale provvedimento 3) sottolineeremo ancora una volta le opportunità che offre al settore sportivo dilettantistico. * Stefano Andreani - Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Firenze
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“PREVENZIONE E CONTRASTO DELL’EVASIONE – ANNO 2011 – INDIRIZZI OPERATIVI”: dopo la Circolare A.d.E. 20/E del 2010, anche la Circolare 21/E del 18/5/11 inserisce gli enti non commerciali fra i soggetti nei confronti dei quali indirizzare in via prioritaria
La consueta circolare di indirizzo dell'attività di lotta all'evasione per l'anno in corso, come già quella per l'anno precedente, comprende gli enti non commerciali fra i soggetti verso cui deve essere prestata massima attenzione, svolgendo una attività di verifica che " nel corso del 2010 ha permesso di conseguire a livello nazionale risultati complessivamente positivi " e dalla quale " nell'anno incorso è atteso il conseguimento di obiettivi superiori, prevalentemente sotto il profilo qualitativo ". Il giorno dopo la sua pubblicazione esponiamo le nostre prime considerazioni, che ovviamente "aggiusteremo" e approfondiremo anche alla luce degli altri commenti, che siamo certi non mancheranno.
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Nella Circolare 2/E del 13/5/11 dell’Agenzia delle Entrate una risposta sulla detrazione per attività sportive
La Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 20/E del 13/5/2011, al punto 5.9, esamina l'ipotesi di attività sportive svolte presso associazioni sportive, palestre e piscine, in virtù di accordi con i Comuni; nel caso prospettato il pagamento del corso viene effettuato mediante bollettino di c/c postale intestato al Comune ed è stato chiesto se tale bollettino, unitamente alla ricevuta complessiva rilasciata dall'associazione con l'elenco dei partecipanti al corso, sia sufficiente per poter usufruire della detrazione di cui all'art. 15, I comma, lettera i-quinquies, del T.U.I.R.
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QUESITO N. 502 del 12/05/2010 – utente fiscosport n.12797 – prov.di CAGLIARI
Buongiorno sono il Presidente di un' associazione sportiva dilettantistica che svolge solo ed esclusivamente attività sportiva da oltre 20 anni. La nostra Associazione, visto gli innumerevoli risultati agonistici sia regionali che nazionali, ha raggiunto ormai un buon numero di atleti tesserati nella nostra federazione. Abbiamo già da vari anni un Istruttore qualificato che svolge quasi a tempo pieno questo servizio come se fosse per lui un lavoro. La mia domanda è questa, quanto è l'importo massimo annuale (reddito) che può avere un Istruttore in un associzione sportiva dilettantistica per la sua collaborazione, e inoltre è possibile assicurarlo ai fini pensionistici come un vero e proprio lavoratore? risposta a cura del Dott. Stefano Andreani, Dottore Commercialista in Firenze
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QUESITO n. 549 del 25/01/2011 – utente fiscosport n.5410 – prov. di ROMA
Salve, sono consulente di una associazione sportiva dilettantistica, in regime di 398, che con un proprio team partecipa a manifestazioni sportive, talvolta anche organizzandole. Gli atleti componenti il team sportivo, benché facciano parte attiva della associazione, non sono stati annoverati tra i soci poiché, percependo un rimborso spese oscillante tra i 2.000 ed i 5.000 euro annui, si ritiene possa essere interpretato quale distribuzione di utili, espressamente vietata dallo statuto. Inoltre, l'associazione fornisce divise, vitto ed alloggio durante dette manifestazioni. E' corretto che gli atleti, benché gareggino sotto i colori della associazione, non ne facciano parte? E' possibile rimborsare le spese vive, sostenute nell'espletamento del loro mandato, ai componenti l'organo direttivo? Un consigliere che svolga anche mansioni di istruttore (teoria/pratica) può essere remunerato per tale attività? Risposta a cura del dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport Toscana - Firenze
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Quesito N. 649 del 19/03/2012 – utente fiscosport n. 7384 – prov. di GENOVA
Siamo un circolo sportivo dilettantistico inserito nel comprensorio Pegli 2 nel Comune di Genova. Il comprensorio è proprietario di 2 piscine che vengono gestite da noi con rego la re contratto approvato dai Delegati delle varie unità abitative e firmato dall’Amministratore del Comprensorio. Gli utenti delle piscine pagano un ingresso diversificato: per i Soci del Circolo euro X; per i non Soci del Circolo euro X + 20% per I.V.A. perché abbiamo sempre considerata la gestione delle piscine come commerciale e non istituzionale. Alcuni utenti NON Soci asseriscono che presentando una tessera ENDAS devono essere considerati Soci a tutti gli effetti e quindi non devono pagare l’I.V.A. Gradiremmo avere un vostro parere in merito. Ringraziando per la gentile col la borazione restiamo in attesa e porgiamo distinti saluti. Risposta a cura di Stefano Andreani *, Consulente Regionale Fiscosport Toscana
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QUESITO n. 578 del 25/04/2011 – utente fiscosport n. 9465 – prov. di CAGLIARI
Una Associazione Sportiva Dilettantistica regolarmente iscritta al Registro delle associazioni sportive dilettantistiche chiede di sapere se con un budget annuo di 6.000,00 euro è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi. Risposta a cura del dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport Toscana - Firenze
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QUESITO N. 496 del 03/05/2010 – utente fiscosport n.4296 – prov.di PESCARA
Un'associazione sportiva dilettantistica ha intenzione di svolgere l'attività di somministrazione di pasti (in sostanza aprire un ristorante) da rivolgere esclusivamente nei confronti dei propri associati. Si chiede di conoscere se tale attività è comunque da intendersi "commerciale" sulla base di quanto disposto dall'art. 148,co.4, del t.u.i.r; si chiede altresì di conoscere quali sono gli obblighi connessi alla certificazione di tali corrispettivi : fatture e/o ricevute fiscali, semplici ricevute da assoggettare eventualmente a marca da bollo per importi superiori ad € 77,47? risposta a cura del Dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport - Toscana
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QUESITO N. 503 del 15/05/2010 – utente fiscosport n.6592 – prov.di FIRENZE
Ho un dubbio relativo alla compilazione del modello EAS, in quanto gestisco un'associazione sportiva che ha optato per la legge 398/91, la quale ha fatto richiesta ed ha ottenuto tramite la federazione di appartenenza (U.I.S.P. locale), il certificato d'iscrizione al registro nazionale delle associazioni sportive dilettantistiche del C.O.N.I.. Mi chiedo se la stessa associazione può compilare il modello EAS SEMPLIFICATO ed eventualmente, in caso di risposta affermativa, se necessita indicare questa opzione all'interno dello stesso modello. Certo di un Vs.immediato riscontro, porgo i miei più cordiali saluti. risposta a cura del Dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport - Toscana
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QUESITO N. 572 del 20/04/2011 – utente fiscosport n. 9440 – prov. di TORINO
Buongiorno, un'associazione sportiva stipula un contratto di edizione con una casa editrice per la stampa di un libro storico e fotografico inerente lo sci, con l'impegno di acquistarne 1000 per una cifra pari ad euro 18,00 cadauno. I libri verrano rivenduti dall'associazione sportiva dilettantistica ad euro 30,00 prevalentemente ad Enti pubblici (comuni). Tale operazione non dovrebbe comportare alcun utile in quanto l'associazione stessa sostiene delle spese per i grafici e per la distribuzione. Considerando che nello Statuto è prevista la pubblicazione di libri, tale operazione è da considerare commerciale con la conseguente apertura della partita IVA? E se i vari Enti diventassero associati? Risposta a cura del dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport Toscana - Firenze
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