Stefano ANDREANI
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Dottore commercialista specializzato in procedure concorsuali e associazioni sportive, compreso il relativo contenzioso tributario.
Consulente della Scuola dello Sport presso il CONI della Toscana.
Autore di numerosi articoli in materia di associazioni e società sportive, docente in corsi, seminari e giornate di studio organizzate fra altri da CONI, Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Fondazione nazionale dei commercialisti, Ordini locali dei commercialisti.
È componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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GESTIONE ABBONAMENTI DIVERSIFICATI – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18399
Un'associazione di danza con Partita Iva, iscritta al Registro Coni e affiliata a un EPS, che offre corsi a bambini, intende offrire ore di attività "extra" rispetto all'abbonamento base ad alcune classi di allievi. Si chiede come debbano essere gestiti i pagamenti delle ore extra rispetto al corso base; se possano essere istituiti abbonamenti di diverso importo; e quale documentazione debba essere rilasciata ai soci per le ore "extra" (se ricevuta fiscale o semplice).
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GESTIONE DI STRUTTURA SPORTIVA – Risposta al Quesito dell’Utente n. 4768
Una a.s.d. in "regime 398" ha stipulato una convenzione con il Comune per la gestione della struttura utilizzata; il Comune dà una somma di denaro per manutenzione ordinaria, custodia, apertura, chiusura struttura, pulizia locali, ecc., oltre a farsi carico delle spese per le utenze (acqua, luce e gas) e per la manutenzione straordinaria. Si chiede se le somme ricevute rientrino o no tra quelle relative all'attività istituzionale svolta, e quale sia il comportamento corretto dal punto di vista fiscale.
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Una minuziosa sentenza della C.T.P. di Firenze (n. 579/16.04.2014) affronta molti dei rilievi abituali nelle verifiche su palestre: è l’occasione per ripercorrerli assieme
Forse la più lunga sentenza relativa al nostro settore che abbiamo mai letto ci dà modo di riesaminare assieme molti dei punti critici: nulla di nuovo, ma molte interessanti prese di posizione. Alcune assolutamente corrette, alcune forse opinabili, alcune, a nostro avviso, ripropongono pregiudizi non solo infondati ma oggi, dopo anni di pronunce di prassi e giurisprudenza, diremmo addirittura nettamente datati.
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TRASFORMAZIONE DA A.S.D. IN S.S.D.: maggioranze e responsabilità – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18481
Una a.s.d. ha in programma la trasformazione in s.s.d.: si chiede se debba essere necessaria l'unanimità dei soci aventi diritto al voto (una quarto di essi sono minori) ovvero basti una percentuale di essi. Inoltre, fatto salvo, come più volte spiegato su questa Rivista, il trasferimento di tutti gli obblighi, contratti, contenziosi dalla a.s.d. alla s.s.d., se l'a.s.d. ha una causa in corso, i cui esiti potrebbero comportare un impegno economico sia del patrimonio associativo che di quanti hanno operato in nome e per conto dell'associazione, chi ne risponderebbe se la trasformazione avviene durante la causa stessa? Si risponderebbe solo con il capitale sociale o ancora anche con il patrimonio del presidente o di chi ha agito in nome e per conto?
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COMPILAZIONE RICEVUTE – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18855
Nella compilazione delle ricevute è possibile inserire solo il nome, cognome e il numero identificativo del socio, omettendo il codice fiscale e l'indirizzo?
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Dalla Circolare n. 37/4036 del Min. Lav. chiare e importanti indicazioni per tutti gli operatori dello sport
La Circolare n. 37/4036 del 21/2/2014 del Min. Lav. fotografa con grande precisione molti aspetti del mondo sportivo dilettantistico, e non solo nel campo di rapporti di lavoro. Se ne raccomanda un'attenta lettura a tutti: dirigenti, consulenti ... e verificatori!
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Risposta al Quesito N. 718 del 15/06/2013 – utente fiscosport n. 15450 – prov. di TERAMO
Buongiorno, si chiede se un'associazione sportiva dilettantistica che eroga rimborsi ad un socio per lavori di pulizia degli spogliatoi, può far rientrare detti rimborsi in quelli forfettari. Nel caso non sia possibile, non avendo le caratteristiche del lavoro dipendente, in quanto pur essendoci degli orari sono quelli in cui non si svolgono i corsi ma senza vincoli particolari, nè subordinazione, si possono considerare compensi erogati ai sensi dell'art. 2222 del codice civile?
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I rapporti di lavoro sportivo ex art. 67 T.U.I.R.: avevamo ragione fin dall’inizio?
La recente Circolare del Ministero del Lavoro pare essere la conferma della interpretazione dell’art. 67 T.U.I.R. che i consulenti Fiscosport dettero svariati anni fa. Sono stati necessari anni di verifiche e di liti giudiziarie prima che la Pubblica Amministrazione prendesse atto della peculiarità dei rapporti di collaborazione nel mondo sportivo dilettantistico e che, invece di cercare a tutti i costi di reprimerne l’applicazione, si preoccupasse semplicemente di regolamentarli in modo costituzionalmente legittimo. Poiché lo stacco rispetto al passato è veramente forte, e i rischi in caso di contestazioni sono altissimi, non possiamo affermare che l'interpretazione che riproponiamo sarà ora certamente condivisa dai verificatori, ma ci pare sia stato compiuto un primo e importante passo proprio nella direzione da noi all'epoca indicata.
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Dalla C.T.P. di Firenze l’ennesima conferma: la regolarità dello statuto e l’iscrizione al Registro CONI non sono sufficienti.
Concordiamo assolutamente con quanto affermato nella sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Firenze n. 107/4/2014, decisamente meno con il titolo e il sottotitolo del commento pubblicato sulla rivista dell’Agenzia delle Entrate …
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La C.T.P. di Ravenna si pronuncia su un problema estremamente delicato: le sponsorizzazioni nel settore delle corse automobilistiche
Anche in questo caso ci pare in gran parte fuori tema il commento della rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate FiscoOggi, che pubblichiamo, il quale concentra l’attenzione sul principio di inerenza, menzionato ma a nostro parere non trattato dalla sentenza (né, a quanto risulta da essa, nemmeno dall’accertamento); ciò non toglie che l'insegnamento della Commissione sia assolutamente condivisibile e analogo a quello che ha motivato l'altra sentenza pubblicata in questa newsletter: la prevalenza della sostanza sulla forma.
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