Giuliano SINIBALDI
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Laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Ancona, e iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pesaro dal 1991.
Svolge attività professionale di consulenza tributaria e societaria ed è specializzato in materia di contenzioso tributario. Ha partecipato al corso di specializzazione in difesa del contribuente presso la SAF – scuola di alta formazione medio adriatica. Svolge altresì incarichi di curatore fallimentare e commissario giudiziale.
Ha ricoperto incarichi di docente a contratto in fiscalità dello Sport presso l’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino, è docente presso la Scuola Regionale dello Sport del CONI Marche e svolge attività di relatore in seminari e corsi di formazione.
Ha pubblicato numerosi articoli in materia di fiscalità dello sport e di Terzo Settore.
È socio e componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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AUMENTO ALIQUOTA IVA DAL 21% AL 22%
Da oggi, 1° ottobre 2013, non essendo ulteriormente prorogato il termine fissato dall’art. 40, comma 1-ter, del DL 6 luglio 2011, n. 98 (già differito al 1° ottobre ad opera dell’art. 11 del DL n. 76/2013), entra in vigore l’aumento dell’aliquota IVA ordinaria dal 21% al 22%. Il mancato ulteriore rinvio impone agli operatori economici di procedere all’aggiornamento delle procedure operative (tra cui la procedura automatizzata di emissione delle fatture e la programmazione del registratore di cassa) per applicare la nuova aliquota ordinaria del 22% (restano invece ferme le aliquote ridotte del 4% e del 10%).
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LE NOVITA’ (E I DUBBI) DELL’ESTATE 2013
L’autunno segna la ripartenza non solo della stagione sportiva ma anche di quella “fiscosportiva”. Nel corso dell’estate si sono susseguiti una serie di provvedimenti, sia a livello legislativo che di prassi, di notevole interesse per i sodalizi sportivi, e non sono mancate nemmeno proposte di legge – tutt’ora pendenti – di (parziale) riforma dell’inquadramento e della fiscalità degli enti sportivi dilettantistici. Ci è parso quindi doveroso aprire la nuova stagione proponendo un riepilogo delle disposizioni estive, rinviando per gli approfondimenti agli articoli monotematici che i nostri lettori potranno trovare sulle prossime newsletter. C’è da dire, in premessa, che le disposizioni che si sono succedute, come ormai purtroppo siamo abituati a constatare, non brillano per precisione, anzi, al contrario, in alcuni casi sono piuttosto confusionarie e contraddittorie, motivo in più per cercare, ove possibile, di fare chiarezza.
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IL PUNTO SULLA DEDUCIBILITA’ DELLE SPESE DI SPONSORIZZAZIONE
I contratti di sponsorizzazione e di pubblicità sottoscritti dalle società e associazioni sportive dilettantistiche, e in particolare dai sodalizi che si avvalgono del regime agevolato ex l. 398/1991, sono, da sempre, oggetto di particolare attenzione da parte degli organi di vigilanza.
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IL SUPERAMENTO DEL LIMITE DI 250mila EURO DI PROVENTI PER ATTIVITA’ COMMERCIALI
Nella scorsa Newsletter n. 9/2013, commentando la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 9/2013, si era accennato alla spinosa questione - non affrontata dal documento dell'AdE - delle modalità con le quali calcolare il limite di 250.000 euro, il cui superamento comporta la decadenza del regime agevolato ex l. 398/1991. Il problema, mai affrontato da documenti di prassi - e non a caso, con riferimento alla circolare 9/2013 abbiamo parlato di "occasione persa" - si concreta nell'alternativa dell'applicazione del criterio di cassa o di fatturazione per individuare il momento (rectius: il mese) a partire dal quale cessano di applicarsi le disposizioni della l. 398
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VADEMECUM DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E FISCALI PER SOCIETA’ E ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE
Capitolo 7 - Il Registro Nazionale delle Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche presso il CONI 1. Il Riconoscimento ai fini sportivi da parte del CONI 2. Le finalità del Registro 3. I requisiti necessari per l’iscrizione al Registro 4. Il funzionamento del Registro: iscrizione, variazioni e rinnovi 5. L’importanza del Registro ai fini della spettanza delle agevolazioni fiscali: quali agevolazioni sono subordinate all’iscrizione al Registro e quali non lo sono 6. Lo “scudo” dell’iscrizione al Registro a fronte di accertamenti che disconoscono la natura sportiva dilettantistica dell’ente
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ULTIMA ORA! SANATORIA PER LE MANCATE ISCRIZIONI AL REGISTRO CONI: LE SOCIETÀ SPORTIVE POSSONO TIRARE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO
Sempre più vicina la soluzione del problema della mancata o tardiva registrazione al Registro delle Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche da parte di numerosi sodalizi sportivi dilettantistici. Il Consiglio Nazionale del CONI, nel corso della riunione n. 217 tenutasi il 7 giugno scorso, ha ufficializzato l’adozione di una delibera che, come auspicato, offre una interpretazione autentica in merito alla natura definitiva del riconoscimento ai fini sportivi attribuito dalle Federazioni Sportive ai propri affiliati anche in carenza dell’iscrizione degli stessi al Registro CONI. Si attende ora l’emanazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di un documento di presa d’atto della posizione assunta dal CONI, finalizzata alla cessazione dei contenziosi in corso aventi per oggetto la contestazione della natura sportiva dilettantistica dei sodalizi in assenza di iscrizione al Registro.
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FORSE VICINA LA SOLUZIONE ALL’ANNOSO PROBLEMA DELLA TARDIVA ISCRIZIONE AL REGISTRO CONI
Come già anticipato in due interventi su Fiscosport ( Newsletter n. 4/2011 e Newsletter n. 5/2011 ), e confermato nella comunicazione del segretario generale CONI Raffaele Pagnozzi inviata in data 03 marzo 2011 ai Comitati Provinciali, CONI e Agenzia delle Entrate sono vicini a una soluzione definitiva del problema dell’iscrizione “tardiva” al Registro delle società e associazioni sportive da parte di quei sodalizi che hanno ottemperato a tale obbligo successivamente al 31 dicembre 2010.
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PERCHE’ UN VADEMECUM
A partire da questo numero della Newsletter Fiscosport prende il via la pubblicazione di un “VADEMECUM DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E FISCALI PER SOCIETA’ E ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE” Il perché di questa guida operativa - che vuole rappresentare una raccolta della normativa e degli adempimenti cui sono tenuti i sodalizi sportivi dilettantistici - è presto detto: la mole sempre maggiore e complessa delle regole alle quali sono assoggettati gli enti sportivi costituisce spesso un dedalo intricato e confuso che mette in crisi gli operatori poco avvezzi a maneggiare strumenti che non sono nelle loro “corde” di sportivi dilettanti puri. Nel corso degli ultimi anni, infatti, il legislatore, soprattutto quello fiscale, ha rivolto spesso l'attenzione nei confronti del mondo dello sport dilettantistico e molteplici sono stati gli interventi che si sono susseguiti nel tempo. Di alcuni di essi merita dare velocemente conto già in questa sede introduttiva.
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UN NUOVO INTERVENTO DEL CONI SUL REGISTRO DELLE SOCIETA’ ED ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE
Con una comunicazione in data 03/03/2011, indirizzata ai Comitati Provinciali, il segretario generale Raffaele Pagnozzi torna ad occuparsi della annosa questione del Registro, con particolare riferimento alla problematica della ri-affiliazione o “prima affiliazione” delle società sportive che non hanno ottemperato all’iscrizione al Registro entro il termine del 31/12/2010 .
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VADEMECUM DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E FISCALI PER SOCIETA’ E ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE
Capitolo 2 1. La disciplina tributaria dei sodalizi sportivi dilettantistici; il d. lgs. n. 460/1997 (cenni) 2. L’art. 90, l. 289/2002: norme in materia di società ed associazioni sportive dilettantistiche 3. La forma giuridica e i requisiti statutari dei sodalizi sportivi dilettantistici 4. L’art. 7, l. 27/07/2004 n. 186: il riconoscimento ai fini sportivi da parte del CONI
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Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026






