Biancamaria STIVANELLO
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Avvocato cassazionista con studio in Padova dal 1994.
Si occupa di diritto e fiscalità dello sport dilettantistico e del Terzo Settore, prestando attività di consulenza e assistenza, in sede stragiudiziale e giudiziale.
Svolge attività di formazione per quadri e dirigenti di associazioni e società sportive dilettantistiche e di enti non profit nell’ambito degli Enti di Promozione Sportiva, degli Enti di Promozione Sociale e di alcuni progetti ed eventi della Scuola dello Sport del CONI.
Pubblicista e Direttore di PQM notiziario della Camera Civile degli Avvocati di Padova “Alberto Trabucchi”.
Dal 2019 socio e componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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Quando una co.co.co. amministrativa gestionale si considera lavoro subordinato? Il caso di receptionist e promoter “troppo controllate”
Una recente sentenza del Giudice del Lavoro di Venezia (Trib. Venezia, sez. lav. n.499/18 del 6/12/2018) riqualifica le collaborazioni rese da consulenti e addette alla segreteria di una palestra gestita da una s.s.d. come rapporti subordinati, in presenza di indici sintomatici del potere direttivo del committente e offre alcuni spunti per cogliere la linea di confine tra eterorganizzazione ed eterodirezione nelle collaborazioni coordinate e continuative in ambito sportivo dilettantistico alla luce dei principi del Jobs Act.
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Esenzione imposta di bollo per a.s.d. e s.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 16693
Si chiede un chiarimento sull'esenzione di bollo per a.s.d. e s.s.d., in particolare se sia corretto che le Associazioni sono esentate da apporre la marca da bollo di 2,00 euro sulle ricevute che superano i 77,47 euro che rilasciano ai loro associati, ad esempio per le affiliazioni annuali.
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Legale rappresentanza nella a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 7872
Si chiede se in una a.s.d. la legale rappresentanza sia solo in capo al presidente o possa averla contemporaneamente anche il vicepresidente o amministratore delegato.
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Registrazione Rimborsi Forfettari allenatori – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18727
Nel tentativo di snellire le procedure amministrative di contabilizzazione si chiede se si possa omettere la redazione della ricevuta di accettazione del rimborso forfettario agli allenatori, visto che il medesimo è facilmente tracciabile attraverso il conto corrente delle società e il contratto di inizio stagione.
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Distribuzione indiretta utili e compenso Consigliere – Risposta al Quesito dell’Utente n. 1902
Nella risposta al quesito pubblicato nella Newsletter n. 4/2018 (utente n. 17899) si rimanda, in tema di distribuzione indiretta di utili, all’art. 10 del D.Lg.vo n. 460/97, comma 6, e in particolare alla lettera e) censurando “.. la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche”. Sempre nella predetta risposta al quesito si fa un esempio numerico usando le parole “..superiore al 20%..” che è ben diverso da quanto stabilito dal passaggio normativo in esame. A mio modesto avviso, infatti, l’uso delle parole “.. superiore del 20%.. ” sta a significare che se il salario annuo previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche fosse pari a 10.000, si incorrerebbe nel divieto di cui sopra se il salario (compenso sportivo) annuo fosse pari almeno ad euro 12.001 euro, ovvero superiore del 20% rispetto a quello previsto dal CCN. Diversamente, la risposta al quesito, indicherebbe in euro 2.000 la soglia massima di compenso annuo per non incorrere alla presunzione di distribuzione indiretta utili. Chiedo conferma della correttezza della mia interpretazione e, in caso contrario, relativi riferimenti di prassi ministeriale e giurisprudenziale. Sempre sul tema laburistico, vorrei sapere se, in una ASD, è corretto inquadrare mediante co.co.co. amministrativo gestionale (già adottato nei confronti del Tesoriere) il compenso/rimborso forfetario riconosciuto ad un Consigliere del CD a fronte di mansioni NON direttamente connesse all’esercizio dell’attività sportiva ma legate alla sua frequente presenza presso il centro sportivo al fine di supervisionare l’andamento delle attività, monitorare il regolare svolgimento delle attività amministrative e lo svolgimento delle mansioni di accoglienza/segreteria, intrattenere relazioni con clienti e collaboratori per sondare il grado di soddisfazione e/o lamentele degli utenti da riferire al Consiglio, ecc.
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Variazione quota associativa e necessità di decisione assembleare – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21047
Si chiede se vi siano norme che impongono che la variazione della quota associativa debba essere votata dall'assemblea dei soci regolarmente costituita in virtù di norme del Cod. Civile (o altre) oppure la scelta di come possano avvenire le variazioni sia lasciata libera all'Associazione (A.S.D. nel caso specifico).
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C.T.R. Veneto, sez. XXIV n. 1826/15 del 2/12/2015: ancora una volta la giustizia tributaria valorizza il riconoscimento sportivo e censura l’accertamento del fisco
La scarsa partecipazione alle assemblee, la scarsa o insufficiente conoscenza degli statuti, la modalità di esercizio della pratica sportiva svolta anche a fronte di pagamenti per utilizzo di strumenti o per percorsi personalizzati, non sono elementi idonei ad inficiare la natura associativa di un’A.S.D. regolarmente costituita e riconosciuta a fini sportivi; ne consegue che l’Agenzia delle Entrate non può fondare la pretesa natura commerciale dell’ente su tali presupposti e negare applicazione dell’art. 148 TUIR. In ogni caso l’eventuale svolgimento di attività commerciale da parte dell’ente associativo sportivo dilettantistico non potrebbe comportare la perdita della qualifica di ente non commerciale stante il disposto dell’art. 149 TUIR .
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Dalla C.T.R. del Veneto un nuovo riconoscimento alla pratica del fitness
Sulla premessa che il fitness è un’attività sportiva a tutti gli effetti - in quanto riconosciuta dal CONI, unico ente certificatore - e considerato che la scarsa partecipazione alle assemblee e la pratica di tariffe differenziate non consentono di riqualificare l’attività istituzionale in commerciale, la C.T.R. Veneto, sez. XXIV con sentenza n. 1708 depositata l'11/11/2015, annulla gli avvisi di accertamento emessi a carico di un’associazione sportiva dilettantistica operante nel settore del fitness, in riforma della sentenza di primo grado che invece aveva ritenute legittime le valutazioni dell’agenzia delle entrate.
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IL GARANTE DEL CONTRIBUENTE, QUESTO SCONOSCIUTO
Interessante raccomandazione del Garante per il Veneto sull'accertamento a carico di una a.s.d.: l’Agenzia delle Entrate deve valutare attentamente se al di là delle omissioni statutarie vi siano in concreto atti commerciali.
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INGRESSO AL CIRCOLO (O ASD) DI TESSERATI NON SOCI – Risposta al Quesito dell’Utente n. 1902
In riferimento all'art. 148, T.U.I.R. che attribuisce la decommercializzazione dei proventi ricevuti da tesserati (medesima organizzazione nazionale) non soci del circolo (o a.s.d.), esiste una norma che limita l'ingresso (e la libera frequentazione) di questi ultimi presso i locali del circolo/a.s.d.? in pratica, il principio secondo cui nei circoli/a.s.d. "l'ingresso è riservato ai soli soci" rappresenta un vincolo legale o una semplice indicazione data all'esterno, senza alcun supporto normativo?
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