Biancamaria STIVANELLO
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Avvocato cassazionista con studio in Padova dal 1994.
Si occupa di diritto e fiscalità dello sport dilettantistico e del Terzo Settore, prestando attività di consulenza e assistenza, in sede stragiudiziale e giudiziale.
Svolge attività di formazione per quadri e dirigenti di associazioni e società sportive dilettantistiche e di enti non profit nell’ambito degli Enti di Promozione Sportiva, degli Enti di Promozione Sociale e di alcuni progetti ed eventi della Scuola dello Sport del CONI.
Pubblicista e Direttore di PQM notiziario della Camera Civile degli Avvocati di Padova “Alberto Trabucchi”.
Dal 2019 socio e componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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Responsabilità ex art. 38, fideiussore, e decadenza – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19290
Si chiede, in caso di omissione di dichiarazione da parte di a.s.d., da che momento si possano far decorrere i sei mesi previsti dall'art.1957 c.c. a pena di decadenza per esperire azione da parte del fisco nei confronti anche del fideiussore (responsabile ex art. 38 c.c.)
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Invio Mod. EAS: quando si è esonerati? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19290
Si chiede se una a.s.d. iscritta al Registro CONI che non svolge attività commerciale e che percepisce esclusivamente quote sociali e contributi associativi per prestazioni fornite ai soci (ex. primo comma dell'art. 148 T.U.I.R.) sia considerata esente dall'invio del mod. EAS.
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Esenzione imposta di bollo per a.s.d. e s.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 16693
Si chiede un chiarimento sull'esenzione di bollo per a.s.d. e s.s.d., in particolare se sia corretto che le Associazioni sono esentate da apporre la marca da bollo di 2,00 euro sulle ricevute che superano i 77,47 euro che rilasciano ai loro associati, ad esempio per le affiliazioni annuali.
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Legale rappresentanza nella a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 7872
Si chiede se in una a.s.d. la legale rappresentanza sia solo in capo al presidente o possa averla contemporaneamente anche il vicepresidente o amministratore delegato.
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Registrazione Rimborsi Forfettari allenatori – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18727
Nel tentativo di snellire le procedure amministrative di contabilizzazione si chiede se si possa omettere la redazione della ricevuta di accettazione del rimborso forfettario agli allenatori, visto che il medesimo è facilmente tracciabile attraverso il conto corrente delle società e il contratto di inizio stagione.
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Distribuzione indiretta utili e compenso Consigliere – Risposta al Quesito dell’Utente n. 1902
Nella risposta al quesito pubblicato nella Newsletter n. 4/2018 (utente n. 17899) si rimanda, in tema di distribuzione indiretta di utili, all’art. 10 del D.Lg.vo n. 460/97, comma 6, e in particolare alla lettera e) censurando “.. la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche”. Sempre nella predetta risposta al quesito si fa un esempio numerico usando le parole “..superiore al 20%..” che è ben diverso da quanto stabilito dal passaggio normativo in esame. A mio modesto avviso, infatti, l’uso delle parole “.. superiore del 20%.. ” sta a significare che se il salario annuo previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche fosse pari a 10.000, si incorrerebbe nel divieto di cui sopra se il salario (compenso sportivo) annuo fosse pari almeno ad euro 12.001 euro, ovvero superiore del 20% rispetto a quello previsto dal CCN. Diversamente, la risposta al quesito, indicherebbe in euro 2.000 la soglia massima di compenso annuo per non incorrere alla presunzione di distribuzione indiretta utili. Chiedo conferma della correttezza della mia interpretazione e, in caso contrario, relativi riferimenti di prassi ministeriale e giurisprudenziale. Sempre sul tema laburistico, vorrei sapere se, in una ASD, è corretto inquadrare mediante co.co.co. amministrativo gestionale (già adottato nei confronti del Tesoriere) il compenso/rimborso forfetario riconosciuto ad un Consigliere del CD a fronte di mansioni NON direttamente connesse all’esercizio dell’attività sportiva ma legate alla sua frequente presenza presso il centro sportivo al fine di supervisionare l’andamento delle attività, monitorare il regolare svolgimento delle attività amministrative e lo svolgimento delle mansioni di accoglienza/segreteria, intrattenere relazioni con clienti e collaboratori per sondare il grado di soddisfazione e/o lamentele degli utenti da riferire al Consiglio, ecc.
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Dal Tribunale di Milano una sentenza controcorrente, proprio quando sembrava che le regole sui compensi sportivi fossero finalmente chiarite
Per la Sezione Lavoro (con la sentenza n. 3308/16 del 27/1/2017) non sono sufficienti l’iscrizione al Registro Coni e la pratica di attività sportiva dilettantistica ma è necessario anche l’ulteriore requisito rappresentato dalla natura non professionale dell’attività svolta dal collaboratore; esclusa l’agevolazione dell’art. 67 comma I lett. m) se le prestazioni sono abituali, rese con continuità e correlate al possesso di specifiche competenze tecniche.
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E’ possibile la collaborazione sportiva dilettantistica di un dipendente di s.s.d. a r.l.? – A margine del Quesito dell’Utente n. 9854
Il contributo che segue è stato occasionato da un interessante quesito giunto in redazione: è stato chiesto se un dipendente a tempo indeterminato di una s.s.d. a r.l. con mansioni diverse da quelle meramente sportive (es. dipendente con mansioni amministrative o fisioterapista etc...) possa dalla medesima società sportiva percepire compensi afferenti all'attività sportiva dilettantistica (istruttore di nuoto etc..) e se sì,quale accortezza sia bene avere per non incorrere in contestazioni da parte degli organi ispettivi di ipotesi di trasferimento di compensi da busta paga a compensi sportivi dilettantistici.
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Procedura domanda di ammissione all’Associazione – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21285
Lo Statuto di una a.s.d. affiliata CSAIn prevede solo"ammessi su delibera del Consiglio Direttivo". Si vorrebbe inserire nel Regolamento, che nulla prevede in merito (e per evitare le indicazioni di CSAIn nazionale, macchinose e inutilizzabili) quanto segue: "Per aderire all’Associazione il richiedente deve compilare la scheda “Richiesta di iscrizione all’Associazione” e versare, a titolo di deposito cauzionale, la quota associativa. La domanda di ammissione sarà valutata dal Presidente o da un suo delegato consigliere e ratificata dal Consiglio. Nel caso di ammissione, la quota associativa sarà incassata; nel caso sia respinta, la quota intera sarà restituita al richiedente. E’ ammesso che il richiedente, in contemporanea alla domanda di ammissione, chieda pure l’iscrizione alle attività istituzionali versando, a titolo di deposito, le relative quote che saranno incassate nel caso di esito positivo della domanda, mentre saranno totalmente restituite nel caso la domanda sia respinta." Si chiede un parere in merito.
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Variazione quota associativa e necessità di decisione assembleare – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21047
Si chiede se vi siano norme che impongono che la variazione della quota associativa debba essere votata dall'assemblea dei soci regolarmente costituita in virtù di norme del Cod. Civile (o altre) oppure la scelta di come possano avvenire le variazioni sia lasciata libera all'Associazione (A.S.D. nel caso specifico).
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Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026






