Biancamaria STIVANELLO
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Avvocato cassazionista con studio in Padova dal 1994.
Si occupa di diritto e fiscalità dello sport dilettantistico e del Terzo Settore, prestando attività di consulenza e assistenza, in sede stragiudiziale e giudiziale.
Svolge attività di formazione per quadri e dirigenti di associazioni e società sportive dilettantistiche e di enti non profit nell’ambito degli Enti di Promozione Sportiva, degli Enti di Promozione Sociale e di alcuni progetti ed eventi della Scuola dello Sport del CONI.
Pubblicista e Direttore di PQM notiziario della Camera Civile degli Avvocati di Padova “Alberto Trabucchi”.
Dal 2019 socio e componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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Assemblee prorogate al 31 ottobre (e più tempo per la rendicontazione del 5 per mille)
Le novità in arrivo dalla conversione in legge del Decreto Cura Italia
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Lezioni e corsi on line: quali possono essere le problematiche – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23240
Nel periodo di emergenza che stiamo vivendo le associazioni sportive e le società sportive si devono riorganizzare utilizzando anche le innovazioni tecnologiche. Il quesito giunto in redazione è il seguente: Una s.s.d. affiliata a un ente sportivo (nella fattispecie ASI) può organizzare i propri corsi di fitness, che prima venivano fatti all'interno dell'impianto sportivo, anche on line (a pagamento e quindi anche per i non tesserati)? In caso affermativo quali possono essere le problematiche (quali per esempio il caso di infortunio e l'obbligatorietà del certificato medico) e quali le azioni da compiere per non incorrere in problematiche legali e penali?
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EMERGENZA CORONAVIRUS: OBBLIGHI, PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PER LE ATTIVITA’ SPORTIVE
L’ultimo provvedimento adottato dal Governo - D.P.C.M. 4.3.2020 pubblicato in pari data nella Gazzetta Ufficiale - introduce una serie di obblighi e prescrizioni per le attività sportive valide per tutto il territorio nazionale, che vanno in parte a sostituire quanto previsto dal D.P.C.M. del 1 marzo e - nelle c.d. zone rosse e gialle - a cumularsi con le pregresse prescrizioni di detto provvedimento. Il susseguirsi delle norme legate all’evolversi dell’emergenza epidemiologica genera inevitabilmente dubbi interpretativi in ordine alla concreta applicazione delle disposizioni caratterizzate da una situazione di urgenza e di eccezionalità anche a fronte dell’eterogeneità delle situazioni che i sodalizi sportivi si trovano ad affrontare nella gestione e nella programmazione delle attività. Proviamo dunque a fare un po’ di chiarezza, nei limiti che derivano da una prima lettura del provvedimento e in attesa di ulteriori chiarimenti e precisazioni.
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ASSEMBLEE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: che fare?
Si avvicina per molti sodalizi sportivi e ricreativi il termine del 30 aprile, generalmente previsto dagli statuti per la convocazione dell’assemblea annuale di approvazione del rendiconto chiuso al 31 dicembre 2019 (per le associazioni con esercizio solare dal 1 gennaio al 31 dicembre). A fronte dell'emergenza in corso, del divieto di riunione e dei rinvii disposti dal Decreto Cura Italia per alcuni adempimenti assembleari, proviamo a fare un po' di chiarezza.
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EMERGENZA CORONAVIRUS: Obblighi, prescrizioni e raccomandazioni per le attività sportive – Aggiornamento al 12 marzo
Entra in vigore oggi, 12 marzo, l'ultimo provvedimento restrittivo adottato dal Governo - il d.c.p.m. 11.3.2020 - che riguarda la chiusura in tutta Italia di bar, ristoranti e attività commerciali non essenziali fino al 25 marzo. E se l'uniformità territoriale contribuisce a superare difficoltà interpretative, cerchiamo qui di contribuire a una maggiore chiarezza quanto agli specifici e in parte nuovi provvedimenti per le attività sportive.
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Quale è la documentazione OBBLIGATORIA (e quella facoltativa) da esibire in caso di ACCERTAMENTO FISCALE? (A margine del Quesito dell’Utente n. 23057)
Un gentile Lettore chiede quali siano i documenti che una a.s.d. con solo Codice Fiscale debba tenere sempre disponibili in previsione di una possibile visita di verificatori, siano essi dell'agenzia delle entrate, della finanza, della SIAE. Il quesito ci permette di ripercorrere uno a uno non solo i documenti che è bene avere a disposizione ma anche i necessari requisiti per una difesa efficace.
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L’interpretazione della direttiva UE in materia di esenzione IVA nella giurisprudenza comunitaria
Nel contributo che segue si prendono in esame le tre rilevanti sentenze della Corte di Giustizia nelle quali viene affrontato il tema dell'esenzione IVA per le prestazioni strettamente connesse con la pratica dello sport.
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Certificazione Compensi nella a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23896
Si chiede se una a.s.d. con solo codice fiscale (quindi senza partita IVA in quanto non svolge attività commerciale) è comunque obbligata all'invio della certificazione unica telematica per i compensi sportivi dilettantistici erogati ai collaboratori entro il limite di euro 10.000,00. S chiede inoltre di sapere se nel caso di superamento dell'importo di euro 10.000,00 l'associazione debba elaborare il cedolino paga per il collaboratore così da calcolare le imposte e le addizionali dovute sulla parte eccedente euro 10.000,00, ed effettuare il versamento delle imposte con modello F24.
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Mancata attività didattica e formativa – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11515
Si chiede se una a.s.d. che svolge la sola attività di calcio in terza categoria campionato FIGC, non avendo svolto né attività formativa né attività didattica, decada dal regime della legge 398
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Implicazioni fiscali (e non solo) a seguito di Convenzione tra una a.s.d. e una scuola paritaria – Risposta al Quesito dell’Utente n. 8830
Nello statuto di una a.s.d. tra le finalità sono indicati “l’organizzazione, lo sviluppo e la diffusione dell’attività sportiva mediante la gestione di ogni forma di attività agonistica, ricreativa o di ogni altro tipo di attività motoria” (art. 3.2) e "... lo svolgimento di attività didattica per l'avvio, l'aggiornamento e il perfezionamento nello svolgimento delle specialità sportive praticate” (art. 3.4). Ora in previsione di un progetto con una scuola, si chiede se - previa Convenzione con la Scuola medesima che preveda che all'associazione venga riconosciuto un contributo spese (e non il pagamento di una prestazione) - l’importo concordato possa essere considerato una entrata istituzionale defiscalizzata. Ed eventualmente sarebbe tale anche se l'organizzazione fosse in capo alla scuola e i partecipanti dovessero versare una quota di iscrizione? E se invece non fosse attività istituzionale defiscalizzata quale aliquota IVA deve essere applicata? Infine sarà l'associazione a dover richiedere il certificato medico e tesserare i partecipanti in modo che siano assicurati oppure spetta alla scuola?
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