Barbara AGOSTINIS
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Avvocato esperto in diritto dello sport e dottore di ricerca in diritto civile.
Svolge attività professionale anche in sede giurisdizionale nell’ambito del diritto sportivo.
È stata titolare dell’insegnamento di Diritto dello Sport e di insegnamenti affini presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. È componente del Collegio di Garanzia dello Sport istituito presso il CONI (V sezione), è giudice del Tribunale disciplinare della I.A.A.F., nonché referente della Scuola dello Sport CONI Marche per l’area giuridica.
È autrice di molteplici pubblicazioni (testi e articoli) in materia di diritto dello sport e diritto civile; relatrice a numerosi Convegni, anche di rilevanza internazionale, e corsi di perfezionamento universitari in diritto e giustizia, nonché diritto e fiscalità dello sport.
Oltre a far parte del Comitato di Redazione Fiscosport, è socia dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport (responsabile del Coordinamento Regione Marche).
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Utilizzo di diverse palestre e obbligo di defibrillatore – Risposta al Quesito dell’Utente n. 2610
Un'a.s.d. svolge attività sportiva per tre giorni alla settimana presso una palestra comunale e per gli altri tre giorni in una palestra privata, in ambedue i casi pagando regolarmente per l'utilizzo vista fattura. Si chiede se il comune e la palestra privata debbano mettere a disposizione il defibrillatore nei rispettivi impianti
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Defibrillatore e minori – Risposta al Quesito dell’Utente n. 1847
La legge 8 novembre 2012 n. 189 in materia di defibrillatori obbliga le Associazioni che svolgono attività sportiva agonistica, non agonistica e amatoriale a dotarsi, entro il 20 luglio 2016, di un defibrillatore semi-automatico. Un'associazione che quest'anno ha svolto solo attività di minivolley (bambini dai 5 anni ai 12) chiede se sia tenuta ugualmente a dotarsi di tale strumentazione.
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Defibrillatore e a.s.d. locataria – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11852
Una piccola a.s.d. organizza corsi all'interno di una palestra privata, in un locale per cui utilizzo viene pagato un canone di locazione. Il titolare della palestra afferma di non essere tenuto all’acquisto del defibrillatore in quanto la palestra è costituita nella forma di s.r.l.; tuttavia ne propone un acquisto congiunto (a cui parteciperebbe anche una seconda a.s.d.) nella considerazione che l’apparecchio rimarrebbe in definitiva all'interno della palestra stessa. Premesso che la a.s.d. è in grado di garantire nei propri corsi la presenza di personale formato all’utilizzo del defibrillatore, si chiede se la a.s.d. sia tenuta a contribuire alla spesa o se questa spetti comunque alla palestra proprietaria dei locali.
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CERTIFICATI MEDICI: L’ATTESO CHIARIMENTO DEL CONI METTE LA PAROLA “FINE” ALLA TORMENTATA VICENDA?
Il CONI, in data 10 giugno u.s., ha emanato una circolare volta a chiarire alcuni aspetti relativi alla certificazione medica per attività sportiva non agonistica, in attuazione di quanto disposto dal Ministero Salute con nota esplicativa del 16 giugno 2015 e successiva nota integrativa del 28 ottobre 2015.
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Presenza personale BLSD – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21034
Una a.s.d. gestisce un impianto sportivo aperto tutti i giorni con orario continuato: affiliati alla Federazione Italiana Tennis, organizza corsi di tennis per bambini, ragazzi e adulti, allenamenti agonistici per ragazzi, tornei federali e tornei amatoriali. I campi sono a disposizione anche di non soci. Si chiede se la presenza di una persona formata all'utilizzo del defibrillatore sia sufficiente nel corso delle le attività organizzate direttamente dall'associazione (corsi e tornei) oppure se sia necessario garantire la presenza di un addetto durante tutto l'orario di apertura dell'impianto (a tutela di chi prenota un campo da privato senza istruttore).
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Convocazioni Assemblee – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20078
Un'a.s.d. regolarmente iscritta al registro del CONI per la convocazione delle assemblee utilizza già da alcuni anni messaggi quali sms o whatsapp; per ragioni di sintesi spesso sul testo della convocazione vengono omessi i punti dell'ordine del giorno, indicando come oggetto 'Riunione' oltre che la data, ora e luogo. Si chiede se tale modo di operare, (in vigore anche attualmente), possa presentare vizi di forma tali da porre a rischio di annullamento le delibere approvate fino ad ora, sia recenti che meno recenti, ed eventualmente in quali casi, (Contestazione di un socio, verifica fiscale, ecc..). Inoltre si chiede, se per deliberare su argomenti che riguardano una sola parte degli associati (es: i soli proprietari di barche nell'ipotesi di delibera sul rimessaggio barche) sia possibile convocare solo questi, oppure, per far si che l'assemblea sia costituita regolarmente, debbono essere convocati tutti i soci. Inoltre: la prassi di redigere il verbale di assemblea a posteriori (una sorta di riassunto dell'assemblea) è accettabile, oppure tale verbale deve essere tassativamente redatto durante lo svolgimento dell'assemblea stessa? Infine: sarebbe buona norma distribuire ai soci intervenuti copia del verbale, oppure rilasciarlo solo a chi ne fa richiesta, o non rilasciarlo affatto ma eventualmente renderlo disponibile per la consultazione ed eventualmente per quanto tempo?
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Defibrillatori e operatori – Risposta al Quesito dell’Utente n. 9285
Una a.s.d. che utilizza spazi acqua presso una struttura privata chiede se, in relazione all'adozione del defibrillatore, sia corretta l'interpretazione secondo la quale l'associazione sarebbe esonerata in quanto l'obbligo è a carico del gestore dell'impianto. Si chiede inoltre se gli operatori debbano invece essere formati e abilitati, in che numero,e se ve ne debba essere almeno uno per turno.
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Co.Co.Co amministrative gestionali – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18937
Con riferimento ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche si chiede se tali collaborazioni, rientranti dal punto di vista fiscale nel regime dell'art. 67 del T.U.I.R., dal punto di vista previdenziale siano tenute alla iscrizione alla gestione separata INPS con conseguente versamento di contributi in misura pari al 27,72% (qualora privi di altra forma previdenziale) oltre alle prescrizioni relative alla comunicazione preventiva al centro per l'impiego e all'istituzione del libro unico.
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Pagamento quota associativa e di frequenza – Risposta al Quesito dell’Utente n. 17138
Si chiede se, in caso di prestito di atleta tesserato nelle squadre giovanili, la riscossione delle quote di associazione , frequenza spettino alla società che dà in prestito l’atleta ovvero a quella che beneficia del prestito. Entrando nel concreto: nella a.s.d. le quote sono divise in tre parti, quota associativa, di frequenza e di materiale sportivo. Al termine della stagione sportiva e prima del rinnovo per il successivo anno sportivo, si chiede anche a tutte le Junior, in teoria automaticamente ritesserate (le senior si svincolano a 21 anni), se hanno intenzione rinnovare l' impegno con la nostra a.s.d. per poterle ritesserare e quindi associare e poter programmare l'annata sportiva conoscendo le forze su cui contare. Tutte le atlete che si tesserano hanno, ad avviso di scrive, l'obbligo di pagare la quota associativa alla società con cui accettano di tesserarsi, prima di poter eventualmente essere cedute o prestate in corso d'anno, anche perchè se non fosse così non risulterebbero di fatto associate e quindi giuridicamente trasferibili. Anche una parte della quota di frequenza andrebbe corrisposta se l'atleta partecipa ad un periodo di attività o di materiale sportivo se consegnato.
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Compenso per “addetto di campo” – Risposta al Quesito dell’Utente n. 12792
Per tutto ciò che concerne l'attività sportiva propria (sistemazione delle panchine, smontare le reti di pallavolo installate nei campi di gioco, sistemazione tabellone, predisposizione referto di gara, pulizia del campo), una a.s.d. con solo codice fiscale si serve dell'opera di un associato, al quale viene dato mensilmente un compenso (mediamente circa € 120 mensili per 8 mesi). Per quanto sopra si chiede se il compenso che viene erogato possa rientrare nei limiti dei 7.500 euro previsti per gli istruttori e se, in caso di risposta affermativa, l'addetto di campo debba essere necessariamente un associato.
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Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026






