Barbara AGOSTINIS
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Avvocato esperto in diritto dello sport e dottore di ricerca in diritto civile.
Svolge attività professionale anche in sede giurisdizionale nell’ambito del diritto sportivo.
È stata titolare dell’insegnamento di Diritto dello Sport e di insegnamenti affini presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. È componente del Collegio di Garanzia dello Sport istituito presso il CONI (V sezione), è giudice del Tribunale disciplinare della I.A.A.F., nonché referente della Scuola dello Sport CONI Marche per l’area giuridica.
È autrice di molteplici pubblicazioni (testi e articoli) in materia di diritto dello sport e diritto civile; relatrice a numerosi Convegni, anche di rilevanza internazionale, e corsi di perfezionamento universitari in diritto e giustizia, nonché diritto e fiscalità dello sport.
Oltre a far parte del Comitato di Redazione Fiscosport, è socia dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport (responsabile del Coordinamento Regione Marche).
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Defibrillatore e a.s.d. locataria – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11852
Una piccola a.s.d. organizza corsi all'interno di una palestra privata, in un locale per cui utilizzo viene pagato un canone di locazione. Il titolare della palestra afferma di non essere tenuto all’acquisto del defibrillatore in quanto la palestra è costituita nella forma di s.r.l.; tuttavia ne propone un acquisto congiunto (a cui parteciperebbe anche una seconda a.s.d.) nella considerazione che l’apparecchio rimarrebbe in definitiva all'interno della palestra stessa. Premesso che la a.s.d. è in grado di garantire nei propri corsi la presenza di personale formato all’utilizzo del defibrillatore, si chiede se la a.s.d. sia tenuta a contribuire alla spesa o se questa spetti comunque alla palestra proprietaria dei locali.
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CERTIFICATI MEDICI: L’ATTESO CHIARIMENTO DEL CONI METTE LA PAROLA “FINE” ALLA TORMENTATA VICENDA?
Il CONI, in data 10 giugno u.s., ha emanato una circolare volta a chiarire alcuni aspetti relativi alla certificazione medica per attività sportiva non agonistica, in attuazione di quanto disposto dal Ministero Salute con nota esplicativa del 16 giugno 2015 e successiva nota integrativa del 28 ottobre 2015.
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Presenza personale BLSD – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21034
Una a.s.d. gestisce un impianto sportivo aperto tutti i giorni con orario continuato: affiliati alla Federazione Italiana Tennis, organizza corsi di tennis per bambini, ragazzi e adulti, allenamenti agonistici per ragazzi, tornei federali e tornei amatoriali. I campi sono a disposizione anche di non soci. Si chiede se la presenza di una persona formata all'utilizzo del defibrillatore sia sufficiente nel corso delle le attività organizzate direttamente dall'associazione (corsi e tornei) oppure se sia necessario garantire la presenza di un addetto durante tutto l'orario di apertura dell'impianto (a tutela di chi prenota un campo da privato senza istruttore).
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Convocazioni Assemblee – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20078
Un'a.s.d. regolarmente iscritta al registro del CONI per la convocazione delle assemblee utilizza già da alcuni anni messaggi quali sms o whatsapp; per ragioni di sintesi spesso sul testo della convocazione vengono omessi i punti dell'ordine del giorno, indicando come oggetto 'Riunione' oltre che la data, ora e luogo. Si chiede se tale modo di operare, (in vigore anche attualmente), possa presentare vizi di forma tali da porre a rischio di annullamento le delibere approvate fino ad ora, sia recenti che meno recenti, ed eventualmente in quali casi, (Contestazione di un socio, verifica fiscale, ecc..). Inoltre si chiede, se per deliberare su argomenti che riguardano una sola parte degli associati (es: i soli proprietari di barche nell'ipotesi di delibera sul rimessaggio barche) sia possibile convocare solo questi, oppure, per far si che l'assemblea sia costituita regolarmente, debbono essere convocati tutti i soci. Inoltre: la prassi di redigere il verbale di assemblea a posteriori (una sorta di riassunto dell'assemblea) è accettabile, oppure tale verbale deve essere tassativamente redatto durante lo svolgimento dell'assemblea stessa? Infine: sarebbe buona norma distribuire ai soci intervenuti copia del verbale, oppure rilasciarlo solo a chi ne fa richiesta, o non rilasciarlo affatto ma eventualmente renderlo disponibile per la consultazione ed eventualmente per quanto tempo?
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Defibrillatori e operatori – Risposta al Quesito dell’Utente n. 9285
Una a.s.d. che utilizza spazi acqua presso una struttura privata chiede se, in relazione all'adozione del defibrillatore, sia corretta l'interpretazione secondo la quale l'associazione sarebbe esonerata in quanto l'obbligo è a carico del gestore dell'impianto. Si chiede inoltre se gli operatori debbano invece essere formati e abilitati, in che numero,e se ve ne debba essere almeno uno per turno.
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Pagamento quota associativa e di frequenza – Risposta al Quesito dell’Utente n. 17138
Si chiede se, in caso di prestito di atleta tesserato nelle squadre giovanili, la riscossione delle quote di associazione , frequenza spettino alla società che dà in prestito l’atleta ovvero a quella che beneficia del prestito. Entrando nel concreto: nella a.s.d. le quote sono divise in tre parti, quota associativa, di frequenza e di materiale sportivo. Al termine della stagione sportiva e prima del rinnovo per il successivo anno sportivo, si chiede anche a tutte le Junior, in teoria automaticamente ritesserate (le senior si svincolano a 21 anni), se hanno intenzione rinnovare l' impegno con la nostra a.s.d. per poterle ritesserare e quindi associare e poter programmare l'annata sportiva conoscendo le forze su cui contare. Tutte le atlete che si tesserano hanno, ad avviso di scrive, l'obbligo di pagare la quota associativa alla società con cui accettano di tesserarsi, prima di poter eventualmente essere cedute o prestate in corso d'anno, anche perchè se non fosse così non risulterebbero di fatto associate e quindi giuridicamente trasferibili. Anche una parte della quota di frequenza andrebbe corrisposta se l'atleta partecipa ad un periodo di attività o di materiale sportivo se consegnato.
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Compenso per “addetto di campo” – Risposta al Quesito dell’Utente n. 12792
Per tutto ciò che concerne l'attività sportiva propria (sistemazione delle panchine, smontare le reti di pallavolo installate nei campi di gioco, sistemazione tabellone, predisposizione referto di gara, pulizia del campo), una a.s.d. con solo codice fiscale si serve dell'opera di un associato, al quale viene dato mensilmente un compenso (mediamente circa € 120 mensili per 8 mesi). Per quanto sopra si chiede se il compenso che viene erogato possa rientrare nei limiti dei 7.500 euro previsti per gli istruttori e se, in caso di risposta affermativa, l'addetto di campo debba essere necessariamente un associato.
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TRATTAMENTO GIURIDICO-ECONOMICO PER COLLABORATORI ASD – Risposta al Quesito dell’Utente n. 3961
Vengono richieste alcune informazioni in merito al pagamento di piccoli compensi per lavori di pulizia spogliatoi e manutenzione campo da gioco e/o prestazione di segreteria erogati da una ASD, in particolare se tali compensi possano rientrare nell'esonero da tassazione fino ad € 7.500,00 previsto dall'art. 67, comma 1, lett. M, Tuir. In questo caso, se sono da considerare prestazioni co.co.co. amministrativo-gestionali, bisogna presentare comunque la comunicazione preventiva al centro impiego e adempimenti del libro unico e aprire la posizione Inail? E' necessario anche attivarsi per tutte le norme di sicurezza? O, forse in alternativa si può attivare la procedura dei voucher? Qual è il trattamento previdenziale per un compenso ad un allenatore che supera la soglia di € 7,500? Fermo restando l'obbligo della ritenuta a titolo d'imposta per la parte eccedente i 7,500,00 non è chiaro il trattamento previdenziale Inps o Enpals e adempimenti conseguenti.
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COMPENSI SPORTIVI E FORMAZIONE FSN / CONI – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20599
Si chiede un chiarimento relativamente al tema dei compensi degli istruttori fino ad € 7.500,00: nel corso di un convegno nel quale si parlava di fisco relativamente al mondo delle asd il relatore ha asserito che solo gli istruttori riconosciuti con apposito corso del CONI possono rientrare nel campo di applicazione dei 7.500,00, beneficio che non spetterebbe invece a tutti gli istruttori che non sono stati riconosciuti da questa "formazione". E' stato inoltre asserito che un istruttore privo di reddito ha l'obbligo di aprire una partita IVA. Tali ipotesi sembrano, a chi ha posto il quesito, molto fantasiose, non fosse altro che per l'assenza di un "albo nazionale degli istruttori istituito dal CONI".
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VERTENZA LAVORATIVA – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11018
In una a.s.d. (scuola di ballo) in regime di 398 una collaboratrice ha svolto circa 2 ore di lezione al giorno per un totale di 8/9 ore di lezione per settimana; la stessa ha ricevuto rimborsi spesa regolarmente dichiarati nel modello 770; adesso il rapporto di collaborazione si è chiuso malamente e lei pretende gli arredi e beni che sono stati acquistati per la scuola di ballo con le quote associative. Si chiede se la ragazza possa intraprendere una vertenza sulla base del fatto che era socia della scuola e membro del consiglio direttivo, e che ha collaborato come maestra di ballo con diplomi non riconosciuti dalla FIDS.
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