Pagamento quota associativa e di frequenza – Risposta al Quesito dell’Utente n. 17138
Si chiede se, in caso di prestito di atleta tesserato nelle squadre giovanili, la riscossione delle quote di associazione , frequenza spettino alla società che dà in prestito l’atleta ovvero a quella che beneficia del prestito. Entrando nel concreto: nella a.s.d. le quote sono divise in tre parti, quota associativa, di frequenza e di materiale sportivo. Al termine della stagione sportiva e prima del rinnovo per il successivo anno sportivo, si chiede anche a tutte le Junior, in teoria automaticamente ritesserate (le senior si svincolano a 21 anni), se hanno intenzione rinnovare l' impegno con la nostra a.s.d. per poterle ritesserare e quindi associare e poter programmare l'annata sportiva conoscendo le forze su cui contare. Tutte le atlete che si tesserano hanno, ad avviso di scrive, l'obbligo di pagare la quota associativa alla società con cui accettano di tesserarsi, prima di poter eventualmente essere cedute o prestate in corso d'anno, anche perchè se non fosse così non risulterebbero di fatto associate e quindi giuridicamente trasferibili. Anche una parte della quota di frequenza andrebbe corrisposta se l'atleta partecipa ad un periodo di attività o di materiale sportivo se consegnato.
Limite operazioni in contanti – Risposta al Quesito dell’Utente n. 4296
La legge di stabilità 2016, al comma 511, facendo riferimento al comma 1 dell'art.49 del d.lgs.231/07, innalza la soglia di utilizzo del contante nelle transazioni dalle precedenti 999,99 a 2.999,99 euro. Si chiede se detta nuova soglia valga anche per le associazioni sportive dilettantistiche.
Limite 250.000: principio di cassa o di competenza? – Risposta al Quesito dell’Utente n....
Una SSD che applica il regime 398, nel calcolo del limite di euro 250.000 deve adottare il principio di cassa (cassa+fatturato) o il regime di competenza tipico delle rilevazioni in partita doppia (con le fatture da emettere)? Nel conteggio del limite di euro 250.000 relativo a prestazioni di pubblicità e sponsorizzazioni bisogna tenere in considerazione solamente la parte imponibile o anche la parte di IVA non versata a seguito dell'applicazione del particolare regime di determinazione?
Compenso per “addetto di campo” – Risposta al Quesito dell’Utente n. 12792
Per tutto ciò che concerne l'attività sportiva propria (sistemazione delle panchine, smontare le reti di pallavolo installate nei campi di gioco, sistemazione tabellone, predisposizione referto di gara, pulizia del campo), una a.s.d. con solo codice fiscale si serve dell'opera di un associato, al quale viene dato mensilmente un compenso (mediamente circa € 120 mensili per 8 mesi). Per quanto sopra si chiede se il compenso che viene erogato possa rientrare nei limiti dei 7.500 euro previsti per gli istruttori e se, in caso di risposta affermativa, l'addetto di campo debba essere necessariamente un associato.
Imposta affissione su locandine gara – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11515
Si chiede se una a.s.d. sia tenuta al versamento dell'imposta di affissione per l'apposizione all'interno di bar e pubblici esercizi di proprie locandine per informare i tifosi della data, ora della gara e squadra avversaria; si specifica che le locandine riportano anche la ragione sociale dei principali sponsor.
Marche da bollo per a.s.d. iscritta al CONI e a un EPS – Risposta...
Un'Associazione sportiva dilettantistica affiliata alla Libertas e iscritta al CONI, chiede se sulle ricevute rilasciate ai propri soci per la frequenza alle attività istituzionali (corsi di palestra, nuoto, ecc.) sia necessaria l'applicazione del bollo di €2,00 su ricevute di importo superiore a €77,47.
Ripartizione degli incassi nell’ambito dilettantistico – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19388
Una A.S.D. in regime di 398/91, affiliata alla F.I.G.C. e militante nel campionato regionale di prima categoria, alla fine del campionato regolare, disputa le gare di play off, play out e spareggi nelle quali il Comitato Regionale, tramite suoi Comunicati Ufficiali, definisce una percentuale per la ripartizione degli incassi derivante dalla vendita di biglietti di ingresso allo stadio; il testo è il seguente: "Play-Off e Play-Out: 65% alla Società ospitante, 35% alla Società ospitata (tale percentuale viene calcolata sull’incasso che la Società ospitante denuncia con il borderò alla SIAE) Finale Play-off: 40% alla Società ospitante, 30% alla Società ospitata, 30% al Comitato Regionale Gare di spareggio in campo neutro, 30% ad ognuna delle due Società, 30% al Comitato Regionale, 10% alla Società organizzatrice." Per quanto sopra si chiede un parere circa il corretto comportamento che la società sportiva dovrà fiscalmente adottare dal momento che la vendita dei biglietti va totalmente indicata nel borderò da presentare alla SIAE.
Variazione anno sociale – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19057
Secondo statuto, l'anno sociale di una a.s.d. coincide con l'anno solare, mentre quello dell'EPS di affiliazione va dal 1 settembre al 31 agosto. Questo lascia una finestra di scopertura di quattro mesi ai nostri soci. Quale è la procedura più rapida ed economica per sincronizzare le due annate? Semplice riunione del CD o Assemblea soci (e in questo caso ordinaria o straordinaria)? Registrazione della variazione all' AdE o semplice comunicazione? Oppure altre procedure?
Proventi commerciali da pubblicità – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19912
Un a.s.d. in regime 398 chiede: se l'iva detraibile dalla fattura di pubblicità sia da considerarsi provento commerciale ai fini IRES e se rientri nel computo del limite di 250.000 euro (es: pubblicità: 10.000 euro + IVA di 2.200, di cui 1.100 detraibili: i 1.100 di detrazione sono da computare nel calcolo dell'IRES? e nel calcolo del limite di 250.000?). Si chiede inoltre come si iscrivano tali somme nel rendiconto finanziario e in quale voce.
Fatture per sponsorizzazioni e assenza di Partita Iva – Risposta al Quesito dell’Utente n....
Nel corso dell'anno 2011 una a.s.d. senza partita IVA ha avuto sponsorizzazioni per €. 186.000,00, ha emesso le relative fatture - senza che gli stessi sponsor rilevassero che era indicato il CF e non la PI - applicando le agevolazioni della l. 398/81, e ha comunque pagato l'IVA tramite il Mod. F24, sempre utilizzando il codice fiscale. Si chiede se, in caso di verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate, possa essere richiamato il comportamento concludente dell'associazione; si sottolinea che l'associazione ha presentato l'Unico ENC per l'anno in questione, e ha pagato le relative imposte applicando il coefficiente di redditività del 3%.




