QUESITO N. 451 del 16/07/2009 – utente fiscosport n.4385 – prov.di PALERMO

Un maestro di tennis con partita IVA svolge autonomamente la sua attività professionale in favore di un'associazione sportiva dilettantistica e di semplici persone fisiche. Il compenso viene determinato in ragione delle ore di lezione effettivamente rese. In questo caso mi sembrerebbe logica l'iscrizione alla Gestione separata INPS, ma dalla normativa sembra che invece debba essere assoggettato all'iscrizione ENPALS per le prestazioni rese all'associazione sportiva dilettantistica. Ciò premesso e considerato che non è prestabilita una durata della prestazione che ha natura discontinua e può riguardare anche una sola ora in un'intera giornata, come è possibile l'iscrizione ENPALS che prevede una previsione di durata prestabilita ed minimo di contribuzione giornaliero? Grazie. risposta a cura del Dott. Marco D'Isanto, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Napoli

QUESITO N. 500 del 10/05/2010 – utente fiscosport n.8060 – prov.di VITERBO

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Siamo un associazione culturale sportiva dilettantistica in regime 398 regolarmente iscritta al registro del CONI. La nostra attività istituzionale è legata agli sport subacquei e alla ricerca in campo marino. Abbiamo ottenuto da una Regione la possibilità di svolgere un lavoro di ricerca in mare, fornendo i subacquei e le attrezzature dell'associazione dietro corrispettivo. Vorremmo sapere se possiamo svolgere questa attività, e se sì come ci dobbiamo comportare con le fatture: l'iva la dobbiamo versare per intero? il ricavo è classificato come commerciale e pertanto tassato come la pubblicità? Certi di un vostro sollecito riscontro ringraziamo e salutiamo. risposta a cura del Dr. Vincenzo Marra, ufficio studi  tributario  del C.P. CONI di Napoli.

QUESITO N. 461 del 17/10/2009 – utente fiscosport n.7288 – prov.di PADOVA

Un'associazione sportiva dilettantistica non riconosciuta affiliata alla F.I.G.C. desidera trasformarsi in società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata ai sensi dell'articolo 90 legge 289/2002. Dalla cosituzione (1998) ad oggi ha sempre optato per le norme agevolative di cui alla legge 398/1991. Il Notaio interpellato ritiene che, ai sensi dell'art. 223 octies delle disposizioni transitorie del codice civile permane il dubbio sulla possibilità di trasformazione in quanto trattasi di agevolazioni fiscali ed al limite bisognerebbe versare le relative imposte (?). Si precisa che non esistono fondi creati con tali risparmi, ma solo poste debitorie. Si desidera conoscere un Vostro qualificato parere in merito. risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente fiscale del C.P. CONI di Siena

QUESITO N. 404 – REGISTRO CONI – formulato in occasione del Convegno Nazionale Fiscosport...

Riconoscimento provvisorio da parte di federazioni nazionali o enti di promozione sportive (EPS): quanto può durare? risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri - Consulente Provinciale Fiscosport Siena

QUESITO N. 402 – REGISTRO CONI – formulato in occasione del Convegno Nazionale Fiscosport...

Per l'iscrizione al Registro Coni è sufficiente la semplice scrittura privata. Ma il requisito della pubblicità? La data certa della scrittura privata è necessaria? risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri - Consulente Provinciale Fiscosport Siena

QUESITO N. 403 – REGISTRO CONI – formulato in occasione del Convegno Nazionale Fiscosport...

Un'associazione sportiva è iscritta sia alla UISP che ad altre federazioni. La UISP trasmette l'iscrizione al Coni per quella attività svolta con UISP. Se viene svolta attività di TENNIS, sia con UISP che con FIT, devo avere due iscrizioni come tennis? Mi posso limitare ad avere solo UISP, come iscrizione, per l'attività di tennis? risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri - Consulente Provinciale Fiscosport Siena

QUESITO N. 405 – REGISTRO CONI – formulato in occasione del Convegno Nazionale Fiscosport –...

Una polisportiva che tramite le sue sezioni aderisce a varie federazioni o enti di promozione sportiva (EPS): quante autocertificazioni deve fare? risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri - Consulente Provinciale Fiscosport Siena

QUESITO N. 398 del 30/10/2008 – utente fiscosport n.5985 – prov.di GENOVA

Sono il contabile-segretario di una Società di Basket, iscritta al registro del Coni delle Associazioni Sportive Dilettantistiche, che fa parte di una Polisportiva. Il nostro Statuto prevede tre categorie di Soci: i "Fondatori", gli "Atleti", ovvero tutti coloro che sottoscrivono il tesseramento per la Società e gli "Ordinari", che chiedono di diventarlo e pagano una quota annualmente stabilita dal Consiglio Direttivo. Alle Assemblee hanno diritto di partecipazione tutti i Soci ma hanno diritto di voto solo quelli Ordinari e Atleti se in regola con il pagamento della quota. Nel nostro bilancio abbiamo sempre inserito le quote pagate dai Soci Ordinari ed eventualmente dagli Atleti per avere diritto di voto in Assemblea come “Quote Associative”. I soldi spesi dai genitori per le iscrizioni dei figli, vanno nel capitolo “Iscrizioni Corsi”. Il Revisore dei conti della nostra Polisportiva ci ha contestato questo asserendo che incassare soldi con la motivazione di un corso equivale ad attività commerciale, espressamente vietato per le Società Dilettantistiche. Il suo punto di vista è che tutto vada conteggiato come quota Associativa. A me non sembra così. Organizzare dei corsi del proprio sport fà parte della cosiddetta attività istituzionale e gli incassi che da ciò derivano, perciò, non mi sembrano di natura commerciale. E d'altra parte lo conferma la Legge Finaziaria che prevede la detraibilità dei soldi spesi dai genitori per l’attività sportiva dei figli a condizione che venga rilasciata una ricevuta dall'Associazione Sportiva Dilettantistica con l’indicazione, fra l’altro, di "iscrizione a corsi”. Per me è quindi corretto continuare ad inserie nel capitolo di Bilancio relativo a "quote associative" solo le quote pagate dai Soci Ordinari e dagli Atleti per partecipare all’Assemblea con diritto di voto. Quale è il Vostro parere? risposta a cura dell'Avv. Katia Scarpa, Consulente Provinciale Fiscosport Milano

QUESITO N. 399 del 30/10/2008 – utente fiscosport n.4385 – prov.di PALERMO

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Un familiare che percepisca esclusivamente redditi da attività sportiva dilettantistica non superiori ad euro 7.500,00 annui è da considerarsi "a carico"! Tenuto però conto che detti redditi appartengono alla categoria dei "redditi diversi" da escludere dalla base imponibile Irpef e che il limite di reddito per i familiari a carico è di euro 2.500,00, desiderei sapere se il limite di reddito derivante da attività sportiva dilettantistica per poter considerare un familiare a carico sia di euro 10.000,00 (7.500,00 + 2.500,00). risposta a cura del Dott. Vincenzo Marra, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Napoli

QUESITO N. 400 del 03/11/2008 – utente fiscosport n.10012 – prov.di TERNI

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Faccio riferimento alla risposta al quesito N. 389 del 05/06/2008 per chiedere se la normativa riportata è specificamente riferita al caso di una barca a vela ovvero se è possibile mutuare i termini "imbarcazione" e "squadra" nel passaggio in cui scrivete: "Se ci sono più sponsor, e solo la denominazione del Main sponsor si associa al nome dell'imbarcazione, solo sul contributo ricevuto dal Main sponsor l'IVA da versare corrisponderà al 90% mentre sugli altri sponsor, per i quali la denominazione non viene abbinata la nome dell'imbarcazione, il contributo verrà parificato ad una pubblicità." In pratica come devo considerare (in termini di versamento IVA) i contributi degli sponsor, presenti sulla maglia, di un'Associazione Sportiva Dilettantistica di Rugby che ha un contratto di abbinamento con un Main sponsor che dà quindi anche il nome alla squadra? Grazie per l'attenzione e per l'ottimo servizio prestato. risposta a cura della Dott.ssa Valentina Di Renzo, Consulente Provinciale Fiscosport Venezia

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Regime fiscale delle fatture emesse a privati tesserati a Federazione

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Un lavoratore autonomo, titolare di partita IVA (codice ATECO2022 855100 - ATECO2025 855109 formazione sportiva e ricreativa) ha emesso fatture a enti sportivi, a privati tesserati presso federazioni sportive e a società non sportive. Si chiede se le agevolazioni contributive e fiscali previste per gli sportivi (esenzione Irpef fino a 15mila euro, esenzione Inps fino a 5mila euro con imponibile contributivo ridotto al 50% fino al 2027) siano da applicarsi a tutti i compensi fatturati o solo a quelli fatturati nei confronti di enti sportivi e soprattutto persone fisiche privati tesserati a federazioni. Il dubbio è di non poter usufruire delle agevolazioni se le prestazioni sportive (preparatore atletico) sono rivolte a una persona fisica tesserata alla Federazione calcio. Grazie