Stefano ANDREANI
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Dottore commercialista specializzato in procedure concorsuali e associazioni sportive, compreso il relativo contenzioso tributario.
Consulente della Scuola dello Sport presso il CONI della Toscana.
Autore di numerosi articoli in materia di associazioni e società sportive, docente in corsi, seminari e giornate di studio organizzate fra altri da CONI, Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Fondazione nazionale dei commercialisti, Ordini locali dei commercialisti.
È componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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Uscita dal “regime 398” e “decommercializzazione”: due questioni indipendenti
Una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, oltre ad avere la prima squadra iscritta alla lega nazionale serie A di pallavolo, ha anche tutto il settore giovanile con squadre di ragazzi di ogni età. Tutti i ragazzi vengono tesserati alla Fipav e ovviamente essendo una s.s.d. non sono associati direttamente alla società.
La società fino alla stagione 2022/2023 (conclusasi il 30 giugno 2023) era in regime ex legge 398/1991 e ha applicato il regime di esclusione Iva per le quote annuali corrisposte da questi ragazzi (che non pagano singole lezioni ma appunto pagano un quota annuale di partecipazione al settore giovanile). Dal 1° luglio 2023 la società è uscita dal regime ex legge 398/1991 per superamento del limite dei ricavi commerciali.
Si chiede quindi:
1. è corretto il regime di esclusione applicato sino al 30 giugno 2023?
2. per la stagione corrente andrà applicato il regime di esclusione ex articolo 4, di esenzione ex articolo 10 oppure di imponibilità Iva al 22 per cento?
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Distribuzione utili e art. 148 T.U.I.R.
In una s.s.d. lo statuto vieta la distribuzione, anche indiretta, degli utili e avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominati in favore di soci, lavoratori, collaboratori, componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o qualsiasi ipotesi di scioglimento individuale del rapporto, fatto salvo quanto previsto dall'art. 8 comma 3 e 4-bis d.lgs. 36/2021. Tutto questo può andare in contrasto con quanto previsto dall'art. 148 comma 8 lett. a) del T.U.I.R.? Grazie
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Maestro di tennis con partita IVA come professione abituale, può percepire compensi co.co.co come atleta sportivo?
Un maestro di tennis esercita come professione abituale quella della maestro di tennis con partita IVA, con l'agevolazione fiscale e previdenziale del lavoratore sportivo a partire dal 1/7/23. Il maestro di tennis è anche tesserato presso una società sportiva di motocross come atleta di motocross: il maestro si chiede se possa percepire compensi co.co.co. entro i 5.000 per le prestazioni di motocross o se debba aprire un nuovo codice Ateco e fatturare le sue prestazioni verso la società sportiva di motocross
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Adeguamento statuto, cambio di denominazione e pagamento imposta di registro
Un ufficio dell'Agenzia delle Entrate ha chiesto il pagamento dell'imposta fissa di registro di € 200,00 perché nel verbale dell'assemblea straordinaria di adeguamento dello Statuto alla Riforma dello Sport la a.s.d. aveva inserito anche il cambio di denominazione. Tuttavia l'associazione aveva specificato nella delibera che si modificava anche la denominazione per renderla più consona alla nuova normativa. È corretta la richiesta dell'ufficio?
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Istruttore con Partita IVA forfettaria aperta nel primo semestre del 2023
Consideriamo, nel contributo che segue, il caso di un istruttore sportivo che ha aperto partita IVA in regime forfettario nei primi mesi dell'anno che sta per chiudersi. Si esamineranno sia gli aspetti fiscali che quelli previdenziali, e - relativamente a questi ultimi - richiamiamo fin d'ora l'attenzione al termine del 31 dicembre 2023 per esercitare l'opzione che permette il mantenimento del regime previdenziale "ex-Enpals"
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Istruttore di tennis, anche amministrativo-gestionale
Un'istruttrice per un circolo tennis svolge anche prestazioni di carattere amministrativo gestionale per una palestra. Considerato che la co.co.co. di carattere amministrativo gestionale non è lavoro sportivo, potrà beneficiare di doppie soglie di esenzione contributiva e fiscale? Grazie
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Liquidazione IVA trimestrale/mensile per s.s.d a r.l.
È corretto ritenere che in una s.s.d. a r.l., per verificare il passaggio a fine anno dalla liquidazione IVA trimestrale a quella mensile, è necessario prendere in considerazione solo le operazioni di vendita commerciali (quindi soggette a IVA) e non anche i corrispettivi decommercializzati ai sensi art. 148 c. 3 T.U.I.R.?
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FAQ sulla Riforma: i rimborsi
Riportiamo di seguito alcuni quesiti giunti in redazione relativi ai rimborsi. Le domande sono state raggruppate in un unico articolo ed è stata data risposta sotto forma di FAQ
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Credito di imposta commissioni POS B2C ex art. 22, 1° comma, d.l. 124/2019
Una società sportiva dilettantistica, che incassa con moneta elettronica i compensi per le attività sportive, potrebbe beneficiare del credito di imposta di oggetto qualora i ricavi/compensi non superino i 400.000 €. La medesima società decommercializza i corrispettivi ai sensi dell'art. 148 TUIR e ha optato per il regime forfetario L. 398/1991. Si chiede se per la verifica della spettanza del credito (e quindi per la corretta quantificazione dei ricavi e compensi) vadano considerati tutti i ricavi e compensi oppure solo quelli considerati commerciali e sui quali viene applicato il coefficiente di redditività del 3% in seno al regime forfetario. Il dubbio sorge in quanto in un vostro articolo del maggio scorso è stato precisato che in RS107 vanno indicati tutti i ricavi (anche quelli decommercializzati). Ovvio che se in RS 107 si indicano tutti i ricavi e quello è il parametro per la verifica della soglia dei 400.00 allora il credito di imposta di cui si discorre non spetta. Se invece il parametro di riferimento sono solo i ricavi commerciali (e quindi il dato annotato in RS107 non rileva al fine della verifica) allora il credito in oggetto spetta. Grazie per la collaborazione
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Riapplicazione del regime 398/91 con esercizio non solare
Una s.s.d. svolge la propria attività sportiva applicando come periodo d'imposta l'esercizio "sportivo" 01/07 - 30/06. Fino a qualche anno fa applicava il regime di cui alla legge 398/91, poi, a causa del superamento dei limiti di legge, è passata in regime ordinario. Ora, l'ultimo esercizio sociale dell'ente (01/07/2022 - 30/06/2023) si è chiuso con proventi di natura commerciale inferiori a € 400.000. A partire dal 01/07/2023, nuovo esercizio sociale, la s.s.d. può tornare ad applicare il regime 398 sia ai fini IRES (pochi dubbi in merito) che ai fini IVA? In caso di risposta affermativa, si vengono a creare ai fini IVA due periodi "tributari" all'interno del medesimo anno d'imposta alla stregua dell'ipotesi di fuoriuscita dal regime? Come va eventualmente compilata la Dichiarazione IVA avendo due gestioni diverse all'interno dello stesso anno solare? Viceversa, qual è il comportamento corretto da adottare ai fini IVA? Grazie
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Il volontario sportivo – Disciplina normativa, rimborsi e adempimenti pratici
Relazione illustrativa delle slide proiettate in occasione del XII Convegno Nazionale Fiscosport "Lo sport dilettantistico dopo la Riforma: buone pratiche e questioni ancora aperte nella gestione di ASD e SSD" - Milano, 15 maggio 2026





