Stefano ANDREANI
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Dottore commercialista specializzato in procedure concorsuali e associazioni sportive, compreso il relativo contenzioso tributario.
Consulente della Scuola dello Sport presso il CONI della Toscana.
Autore di numerosi articoli in materia di associazioni e società sportive, docente in corsi, seminari e giornate di studio organizzate fra altri da CONI, Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Fondazione nazionale dei commercialisti, Ordini locali dei commercialisti.
È componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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Ordinanza Corte di Cassazione 30/4/2018 n. 10393: tanto rumore per (quasi) nulla
Ne hanno parlato in molti, a cominciare da un lungo articolo di FiscoOggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate ma, a parte una formulazione decisamente confusa, di nuovo non c’è proprio nulla. Ci limitiamo quindi a darne conto e ne approfittiamo per (ri)fare un paio di considerazioni.
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Cooperativa Sportiva dilettantistica e tassa di concessioni governative – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21702
In occasione di un controllo ministeriale a una soc. coop. dil. viene contestato il mancato pagamento della tassa di concessione governativa; in effetti, malgrado l'assenza di menzione delle cooperative tra i soggetti indicati nel comma 7 dell'art. 90 legge 289, l'ente coinvolto era convinto di godere dell'esenzione prevista per le a.s.d. e s.s.d.. Si chiede se esista qualche circolare o chiarimento in merito da parte di enti istituzionali al fine di avvalorare la tesi sostenuta dalla cooperativa, o se invece la tassa andava effettivamente pagata.
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Due recenti sentenze della Corte di Cassazione decisamente istruttive per i dirigenti sportivi
Dopo l’approfondita analisi della giurisprudenza svolta da Giuliano Sinibaldi nel numero scorso (Newsletter Fiscosport n. 8/2018), segnaliamo due recentissime sentenze senza particolare “spessore” o contenuti innovativi, ma a nostro avviso comunque non poco istruttive per i dirigenti sportivi, ancor più che per i loro consulenti: segnali chiari e da tenere sempre ben presenti.
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“Trasformazione” dei Centri Minibasket: questa volta è obbligatoria
A partire dal 1 luglio questa particolare struttura sarà inquadrata in modo diverso dal regolamento federale, più chiaro e meno “atipico”
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Collaborazioni sportive e Società sportive lucrative: niente di nuovo sul fronte CONI
Chi si aspettava indicazioni dalla riunione del Consiglio Nazionale del CONI del 12 marzo scorso a proposito di collaborazioni sportive e società sportive lucrative è rimasto deluso. E adesso?
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Palestra in proprietà e IRES – Risposta al Quesito dell’Utente n. 11050
Una a.s.d. che non svolge alcuna attività economica, solo attività istituzionale, è riuscita con tanti sacrifici a costruire una palestra che ora è di proprietà della Associazione stessa. Si chiede se si debba pagare l'Ires: si chiede una risposta con parole semplici ... se si debba pagare o meno e perché ... con il rischio che in queste condizioni ci si veda costretti a chiudere l'attività.
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Trattamento fiscale degli incassi di corsi relativi ad attività non riconosciute dal Coni – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18370
Una a.s.d. che svolge un'attività riconosciuta dal Coni (wushu tradizionale e discipline connesse) prevede nello statuto anche corsi di formazione in tuina (massaggio cinese), non rientrante tra le discipline riconosciute. Si chiede come debbano essere trattati a livello fiscale gli incassi di tali corsi, rivolti comunque ad associati, se cioè le relative entrate siano soggette a IVA (prestazione di servizi) e quindi con rilascio di ricevuta fiscale, e se comunque rientrino in fase di tassazione annuale nel regime agevolato 398.
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Legge di bilancio 2018 ed equiparazione alle co.co.co. dei collaboratori sportivi – Risposta al Quesito dell’Utente n. 3961
Un'a.s.d. iscritta al Coni, in regime di L. 398, chiede un parere sull'obbligo o meno, di istituire il Libro Unico del lavoro con comunicazione preventiva Unilav, per i compensi erogati ad allenatori e accompagnatori delle squadre. Da un esame della legge di Bilancio 2018, i commi 358 e 359 configurano le prestazioni rese dal lavoratore sportivo a collaborazioni coordinate e continuative collocandole fra i redditi diversi (quindi senza versamento di contributi Inps e Inail). Ma il richiamo all'art. 2 del D.Lgs 81/15 porta a ritenere l'obbligo, nei confronti di tutti i soggetti a cui saranno corrisposti i c.d. compensi sportivi, ivi compresi gli atleti, di provvedere all'iscrizione nel libro unico del lavoro, alla comunicazione al Centro per l'impiego e al rilascio di un cedolino paga. L'associazione ha provveduto a compilare il mod. Unilav preventivo e a compilare il Lul solo per l'addetta a mansioni amministrative e di segreteria, pur assimilando il relativo compenso a "compenso sportivo" non tassabile, in quanto la Federazione di appartenenza ha ricompreso tale figura fra quelle indispensabili per il perseguimento degli scopi sportivi.
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Compensi ad istruttori/allenatori – Risposta al Quesito del’Utente n. 11677
Si chiede se possano essere erogati compensi sportivi dilettanti da una a.s.d. ad allenatori/istruttori che non hanno frequentato nessun corso presso federazioni o Eps per il rilascio di un "titolo" abilitante all'insegnamento dei loro sport, tenuto conto che si tratta comunque di associati o tesserati (o associati e tesserati) della a.s.d. che eroga il compenso. Il caso concreto è rappresentato da una ex ballerina alla Scala, senza titolo abilitante all'insegnamento.
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Collaborazioni Sportive alla luce della Legge di bilancio – Risposta al Quesito dell’Utente n. 9440
In base alla nuova legge di stabilità se una a.s.d. o s.s.d. non lucrativa eroga un compenso sportivo diretto ex art. 67 lett. m) T.U.I.R. per una lezione di un istruttore deve provvedere all'iscrizione nel libro unico, comunicazione al centro per l'impiego e al rilascio del cedolino? Oppure è ancora possibile rilasciare una semplice ricevuta? E se invece l'attività dell'istruttore è continuativa, possiamo ritenere che rientri come co.co.co?
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