Stefano ANDREANI
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Dottore commercialista specializzato in procedure concorsuali e associazioni sportive, compreso il relativo contenzioso tributario.
Consulente della Scuola dello Sport presso il CONI della Toscana.
Autore di numerosi articoli in materia di associazioni e società sportive, docente in corsi, seminari e giornate di studio organizzate fra altri da CONI, Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Fondazione nazionale dei commercialisti, Ordini locali dei commercialisti.
È componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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Trasferimento oneroso di uno o più atleti dilettanti provenienti dal settore giovanile – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19935
Una a.s.d. iscritta al CONI e affiliata FIGC, in regime di 398/91 pone un quesito riguardante il trasferimento temporaneo (per la stagione sportiva in corso) di alcuni atleti dalla a.s.d. ad altra associazione di pari categoria (3.a). Premesso che si tratta di ragazzi provenienti dal settore giovanile dell'a.s.d. e tesserati con medesima già da 2/3 anni con vincolo pluriennale, si chiede se sia possibile prevedere un'onerosità, seppur minima, per questi trasferimenti temporanei, e - se sì - come vada gestita fiscalmente la cessione: come premio di addestramento e formazione e quindi, nei limiti previsti dalla Federazione, come non rientrante tra le attività commerciali oppure come attività fiscalmente imponibile sia ai fini IVA che ai fini delle imposte sui redditi?
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Come inquadrare correttamente i frequentatori di un centro sportivo gestito da s.s.d.a r.l. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23560
Una SSD a responsabilità limitata ha posto in essere tutti gli adempimenti civilistici e fiscali richiesti dalla normativa di riferimento per l'accesso al regime di cui alla Legge 398/1991 e gestisce un Centro sportivo (sala pesi, sala fitness, campi paddle) per il tramite di un contratto di locazione sottoscritto con una SRL (ordinaria) proprietaria del complesso immobiliare. Gli iscritti della SSD sottoscrivono un contratto (che può avere durata mensile, semestrale o annuale) pagando una quota/corrispettivo (variabile al variare della durata del contratto), che dà diritto di accedere a tutte le attività sportive e all'area benessere (piscina con idromassaggio, sauna, bagno turco). Per l'accesso all'area benessere non è richiesto uno corrispettivo "specifico". Alla sottoscrizione del contratto la SSD provvede, di norma, al tesseramento del nuovo iscritto sul portale dell'ACSI cui la SSD è affiliata. All'interno del Centro sportivo c'è un bar. Si chiede: 1) al fine di considerare non commerciali (no IVA, no imposte sui redditi, no plafond 398/1991), quanto incassato dalla SSD a titolo di "abbonamento" è sufficiente la sottoscrizione del contratto con l'utente o è necessario anche il successivo tesseramento del neo iscritto presso l'ACSI (attribuzione numero tessera ente di promozione tramite portale internet)? 2) Qualora fosse necessario anche il tesseramento ACSI è previsto un termine entro cui procedere all'adempimento? Qualora il termine fosse scaduto sulle somme incassate dai "non tesserati ACSI" a titolo di "abbonamento" si dovrebbe pagare l'IVA (22%) con detrazione forfettaria al 50% e imposte sui redditi (base 3% dell'imponibile)? 3) È corretto ritenere che l'interpretazione di commercialità fornita dalla Circolare ADE 18/2018 circa l'uso del Thermarium non ha riflessi, nel caso di specie, in quanto incluso nell'abbonamento pagato per l'attività sportiva (non è richiesto un corrispettivo specifico supplementare rispetto all'abbonamento connesso all'attività sportiva)? 4) Dato per acquisito il carattere commerciale dei corrispettivi del bar, per essi trovano applicazione le modalità di calcolo IVA della 398/1991 o le regole ordinarie? Per i corrispettivi del bar è obbligatorio/preferibile avere il registratore di cassa?
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Soci, familiari e ospiti presso a.s.d. e fruizione servizi – Risposta al Quesito dell’Utente n. 3090
Una a.s.d., che pratica sport nautici ed è dotata di un piccolo stabilimento balneare presso la sede, chiede quale comportamento si possa adottare per rendere fruibili i servizi ai familiari e ospiti dell'associato/tesserato (cioè di colui che pratica l'attività sportiva di riferimento) senza incorrere in sanzioni. Si fa presente che lo stabilimento è gestito direttamente dalla a.s.d. in regime di legge 398/91 e che i corrispettivi derivanti da tale servizio vengono posti a tassazione secondo le previsione della predetta legge.
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Questioni fiscali a seguito di accordo di collaborazione tra due s.s.d. per l’organizzazione e lo svolgimento di una gara motociclistica – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21413
Due s.s.d. di motociclismo affiliate all'ASI (per semplicità le chiameremo A e B) firmano un accordo di collaborazione sportiva per partecipare al campionato italiano di velocità circuito della Federazione Motociclistica Italiana. Si specifica che entrambe le s.s.d. non sono affiliate alla FMI ma da questa hanno solo la licenza per gareggiare. Il contratto prevede che la società A metta a disposizione un proprio pilota (in quanto ritenuto il più bravo fra quelli dei due team) facendolo gareggiare per la s.s.d. B accollandosi parte delle spese che andranno ad affrontare, tra cui l'iscrizione, e che la società B metta a disposizione moto, tecnici e si accolli l'altra parte dei costi. La società A reperirà risorse finanziarie con la pubblicità che esporrà sulla tuta del pilota oltre che sul proprio sito. Le domande sono: - la società A può essere considerata no profit per il fatto che come entrate avrà unicamente la pubblicità senza gareggiare in maniera diretta o meglio attraverso la collaborazione con la ssd B? (tale possibilità è prevista dallo statuto che recita "sostenere, sia sul piano economico che organizzativo, altre società e/o associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività sportiva nell'ambito dei programmi delle federazioni sportive nazionali e degli enti di promozione sportiva."); - quali problemi fiscali ci possono essere?
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Richiesta di emissione fattura a fronte dell’iscrizione all’attività sportiva – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21540
Una a.s.d. ha ricevuto la richiesta di emettere fattura elettronica riferita all’iscrizione annuale all'attività (esclusivamente rivolta alla fascia di età 7-16 anni per l’avviamento al ciclismo). La richiesta è avanzata da un genitore nella cui azienda il contratto integrativo ha previsto l’erogazione di un buono Welfare 2.0 a favore dei propri dipendenti e loro familiari e la società terza incaricata di svolgere il servizio di erogazione lo adempie solo a fronte della presentazione della fattura. Si chiede se, qualora venga emessa fattura, questa sia o non sia esente da IVA.
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Smarrimento dell’atto costitutivo originale e regolarizzazione della a.s.d. presso l’Agenzia delle Entrate – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23621
Un'a.s.d. affiliata FSI e costituitasi nel 2006 con solo codice fiscale deve procedere a registrare l'associazione presso l'Agenzia delle entrate, che ha richiesto lo statuto e l'atto costitutivo firmato in originale: di quest'ultimo il consiglio direttivo dispone solo di una copia senza le firme originali delle persone partecipanti all'assemblea costituente, che oggi non sono rintracciabili. L'agenzia delle entrate, pur avendo il codice fiscale dell'associazione, dice di non riuscire a rintracciare l'atto costitutivo. La federazione scacchistica non dispone dell'atto costitutivo originale perché troppo vecchio. Si chiede come regolarizzare la posizione della a.s.d. presso l'agenzia delle entrate.
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Modello EAS e attività decommercializzate – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23609
Una a.s.d. con codice fiscale (senza p.IVA) e registrata al CONI ha presentato il modello EAS 3 anni fa, all’atto della costituzione; si chiede se sia corretta la lettura di quanto riportato nel sito dell'Agenzia delle Entrate, secondo cui per le a.s.d. che non svolgono attività commerciale sembri non essere obbligatorio, e quando si applichi l'onere di presentazione per avere la decommercializzazione delle attività commerciali connesse (quali ad esempio i Corsi). Si chiede inoltre - non trovando più la documentazione del modello già presentato - come si faccia a sapere di essere in regola relativamente al modello EAS.
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La determinazione dell’imponibile nella S.s.d.r.l.: cassa, cassa allargata o competenza?
Nella stagione delle dichiarazioni (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) si ripresenta un dubbio di non facile soluzione
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Svolgimento di nuova attività di una S.S.D. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20910
Una s.s.d. gestisce in concessione ventennale un campo da calcio comunale, con regolare iscrizione al C.O.N.I. e svolgimento di attività didattica e calcistica per propri ragazzi tesserati. Riceve pubblicità in regime di 398/91. Ora la stessa vuole ampliare l'attività con la costruzione in proprio di un bar e due campi da beach volley con accesso libero a tutti i soci, tesserati e non. Gli accessi alle tre strutture sarebbero distinte e separate, chi vuole accede solo al campo da calcio, chi vuole accede solo ai beach volley, chi vuole accede solo al bar. La s.s.d. intende tenere separate queste due nuove attività e gestirle in regime I.V.A. normale (questo in quanto la costruzione porterebbe a un credito I.V.A. rilevante). In riepilogo è corretto affermare che si avrà: attività Istituzionale (didattica, insegnamento, campionati, tornei, ecc, calcistica), attività in 398/91 per pubblicità campo da calcio, regimi normali I.V.A. e imposte per attività di bar e beach volley?
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Attività non connesse alla Legge 398/91 – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21390
Una Srl Società Sportiva Dilettantistica ha preso in locazione un immobile in cui intende fornire ai propri soci attività di fitness con attrezzature e corsi a corpo libero. La struttura dispone anche di una centro relax con bagno turco, sauna, doccia emozionale e piscina riabilitativa. Inoltre ulteriori spazi dell'immobile dovrebbero essere locati a medici e/o fisioterapisti che, una volta sottoscritto il contratto di locazione, si occuperebbero anche delle autorizzazioni sanitarie per svolgere la propria attività. Si chiede: 1. i locali "relax" con bagno turco, sauna e doccia emozionale come andrebbero gestiti contabilmente in quanto considerata attività "non connessa" (alla luce della circolare 18/E/2018) e quindi fuori dal parametro di applicazione della l. 398/1991; 2. i proventi da locazione per locali affittati a medici e/o fisioterapisti come andranno considerati?
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